Incidente stradale, il passeggero dell'auto può testimoniare o no. Quando e come

Quando il passeggero di un’auto può essere testimone di un incidente stradali e casi in cui non può farlo: cosa c’è da sapere

Incidente stradale, il passeggero dell'auto può testimoniare o no. Quando e come

Il passeggero dell’auto può testimoniare nel caso di incidente stradale?

Il passeggero di un’auto coinvolta in un incidente stradale può testimoniare solo se non ferita e senza alcun interesse. Se, però, potesse trarne vantaggi o interessi economici allora non può essere testimone nella causa per sinistro.

 

La presenza di un passeggero in auto al momento di un incidente può rivelarsi fondamentale per capire la dinamica dello stesso incidente e testimoniare, nel corso di una causa, come sono andate le cose per accertare responsabilità e dinamica del sinistro. E’ bene, però, precisare che, stando a quanto previsto dal codice di procedura civile, non può testimoniare in un processo chi potrebbe trarne vantaggio economico o altro interesse.

Ma il passeggero che si ritrova coinvolto in un incidente, viene sempre risarcito, indipendentemente dalla responsabilità dell’incidente e ciò significa che può ottenere un risarcimento danni dall’assicurazione del conducente sia nel caso in cui sia egli colpevole dell’incidente, sia nel caso in cui sia il guidatore dell’altro veicolo coinvolto nell’incidente il colpevole.

Il passeggero di un’auto può testimoniare nel caso di incidente stradale?

Quando si parla di incidente stradale che coinvolge insieme all’automobilista anche il passeggero, la legge distingue tra passeggero che ha riportato ferite in seguito all’incidente e passeggero che non abbia riportato alcuna ferita.

Solo se il passeggero non ha riportato alcuna ferita e non ricaverebbe alcun vantaggio economico né altro interesse da una eventuale causa, allora può essere testimone dell’incidente stradale. Il passeggero, dunque, può testimoniare se coinvolto in un incidente stradale solo se non trae dalla causa alcun vantaggio o interesse economico. In tutti gli altri casi da cui ricaverebbe vantaggi, non può essere testimone dell’incidente avvenuto.

Quando il passeggero non può essere testimone dell’incidente stradale

Stando a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, il passeggero del veicolo coinvolto nell’incidente non può testimoniare nella decisione per stabilire chi ha responsabilità e chi no nel giudizio di risarcimento del danno intrapreso da uno dei danneggiati, avendo interesse a partecipare al giudizio per trarne vantaggi anche se in sede di processo non avrebbe più alcun interesse perché già liquidato dall’assicurazione.

Il motivo per cui il passeggero in tal caso non può essere testimone di un incidente stradale, anche nel caso dovesse accadere in retromarcia per l'uscita da un parcheggio, anche se già liquidato è che potrebbe comunque chiedere nel corso della causa un ulteriore risarcimento in caso di malattia eventualmente presentatasi in un secondo momento e che non è stata valutata al momento della liquidazione dei danni iniziale.

La sentenza della Cassazione riporta, in particolare, che il passeggero di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale non può essere testimone quando c’è una causa per risarcimento danni, anche se lo stesso testimone ha chiaramente dichiarato di voler rinunciare al risarcimento o se il relativo credito è stato prescritto.

Testimoni di incidenti: le ultime novità

Considerando che sempre più spesso negli ultimi anni si è assistito a cause per sinistri stradali in cui spuntavano improvvisamente nuovi testimoni, anche passeggeri, mai indicati precedentemente all'assicurazione nè al momento stesso dell'incidente, la legge sulla Concorrenza e il mercato del 2017 ha stabilito che nel caso di incidenti stradali che provochino danni solo a cose chi non indica all’assicurazione il nome dei testimoni sul luogo dell’incidente insieme alla denuncia di sinistro o nei 60 giorni successivi perde  la possibilità di chiamarli nella eventuale causa per la richiesta del risarcimento del danno.

Il Giudice può disporre diversamente da quanto appena riportato solo se la parte coinvolta nell’incidente dimostra l’impossibilità a comunicare subitaneamente e tempestivamente il testimone o i testimoni.

E’ bene, inoltre, precisare che sono tre al massimo le dichiarazioni testimoniali che ogni persona può effettuare in cinque anni e se tale limite non viene rispettato il Giudice segnala il comportamento del testimone alla Procura della Repubblica che decidere se procedere o meno con la denuncia per falsa testimonianza dopo aver analizzato e verificato determinati elementi relativi al testimone stesso. Occhi, dunque, a non incorrere nel fenomeno delle false testimonianze per sinistri stradali che coinvolgono le assicurazioni per avere risarcimenti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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