IndennitÓ reperibilitÓ contratto medici 2021. Retribuzione, limiti e regole

IndennitÓ reperibilitÓ contratto medici 2021. Retribuzione, limiti e regole

IndennitÓ reperibilitÓ contratto medici

A quanto ammonta l'indennitÓ reperibilitÓ secondo il contratto medici?

Ogni turno di disponibilità comporta il riconoscimento di una indennità di 20,66 euro. Per turni tra 4 e 12 ore, l'indennità corrisposta è pari a 1,89 euro per ogni ora con maggiorazione del 10%. Indennità a parte, il Contratto collettivo nazionale di lavoro prevede quindi il pagamento di un bonus percentuale per le ore di servizio come lavoro straordinario secondo questa triplice distinzione: del 15% per il lavoro diurno, del 30% per il lavoro notturno o festivo, del 50% per il lavoro notturno e festivo.

Ci sono alcune figure per cui più di altre l'istituto della reperibilità è di fondamentale importanza. Si tratta della disponibilità del lavoro a essere contattato e rientrare in servizio per urgenze e necessità.

Pensiamo ai medici ovvero a chi lavora nel comparto sanitario. Quando si parla di reperibilità occorre quindi distinguere tra quella attiva che comporta il pagamento del dipendente in modo ordinario e quella passiva che prevede solamente una maggiorazione in busta paga.

Perché proprio questo è il punto, il contratto 2021 stabilisce il riconoscimento di una indennità, ma anche regole e limiti da rispettare. Approfondiamo questo aspetto:

  • Retribuzione, limiti e regole reperibilità contratto medici
  • Reperibilità contratto medici secondo la Corte di Cassazione

Retribuzione, limiti e regole reperibilità contratto medici

Punto di riferimento per sapere limiti e regole sull'istituto della reperibilità per i medici non può che essere il Contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria ovvero quello dell'area sanità.

Qui si legge infatti che il personale in pronta disponibilità chiamato in servizio, con conseguente sospensione delle 11 ore di riposo immediatamente successivo e consecutivo, deve recuperare immediatamente e consecutivamente dopo il servizio reso le ore mancanti per il completamento delle 11 ore di riposo.

Nel caso in cui, per ragioni eccezionali, non sia possibile applicare la disciplina quale misura di adeguata protezione, le ore di mancato riposo saranno fruite, in un'unica soluzione, nei successivi tre giorni, fino al completamento delle 11 ore di riposo.

Le regolamentazioni di dettaglio attuative delle disposizioni contenute nel presente comma sono definibili dalle Aziende ed Enti avendo riguardo di collocare il turno successivo a quello programmato in pronta disponibilità, nella fascia oraria pomeridiana. In pratica, il riposo del lavoratore può essere interrotto dalla pronta disponibilità, tuttavia tra un turno di lavoro e l'altro devono essere assicurate 11 ore di riposo anche non continuative.

Normativa alla mano, ogni turno di disponibilità comporta il riconoscimento di una indennità di 20,66 euro. Per turni tra 4 e 12 ore, l'indennità corrisposta è pari a 1,89 euro per ogni ora con maggiorazione del 10%.

Indennità a parte, il Contratto collettivo nazionale di lavoro prevede quindi il pagamento di un bonus percentuale per le ore di servizio come lavoro straordinario secondo questa triplice distinzione: del 15% per il lavoro diurno, del 30% per il lavoro notturno o festivo, del 50% per il lavoro notturno e festivo.

Reperibilità contratto medici secondo la Corte di Cassazione

La questione delle reperibilità è finita molte volte al centro dell'attenzione perché, soprattutto nelle prime fase di applicazioni di questo strumento o comunque nei mesi successivo al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria.

Si tratta quindi di una problematica comune a tanti lavoratori e a tanti comparti, ma tra la varie sentenze che hanno fatto la storia ovvero hanno rappresentato importanti precedenti, ricordiamo quella della Corte di Cassazione chiamata a esprimersi proprio sulle settore medico.

Ancora più precisamente, gli Ermellini sono stati incaricati di scriver la parola fine su una controversia relativa alla domanda avanzata da alcuni medici ed operatori sanitari volta a ottenere le differenze retributive relative ai giorni di riposo non goduto, avendo gli stessi prestato servizio di pronta reperibilità nei giorni festivi. Secondo i giudici dell'ultimo di grado di giudizio, i dubbi in merito sono stati veramente pochi.

A loro dire, il servizio di reperibilità svolto nel giorno destinato al riposo settimanale o nei giorni di festa limita il riposo stesso, ma non lo esclude del tutto. Di conseguenza - è stato il pensiero della Corte di Cassazione, messo nero su bianco nella sentenza numero 5425 risalente al 1995 - il lavoratore reperibile avrà diritto a un trattamento economico aggiuntivo, ma non ad un giorno di riposo compensativo.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il