Infortunio per covid a chi spetta e importo riconosciuto da Inail nel 2021

Ci pensa l'Inail, ricevuta la denuncia di infortuni per covid, a verificare la presenza dei requisiti previsti dall'assicurazione e a procedere agli accertamenti necessari.

Infortunio per covid a chi spetta e impo

A chi spetta infortunio per covid 2021?

Le prime categorie di lavoratori che hanno chiesto il riconoscimento dell'infortunio all'Inail sono gli operatori sanitari, gli impiegati nei negozi d'abbigliamento e nei supermercati, gli addetti alla manutenzione del mezzi pubblici e i ferrovieri. Sono proprio quest'ultimi ad aver ricevuto i primi risarcimenti.

Si può parlare di svolta nel rapporto tra covid e lavoro? Probabilmente sì perché il primo riconoscimento dell'infortunio a favore dei lavoratori che si ammalano di coronavirus rappresenta un un importante precedente che può innescare conseguenze a catena.

L'Inail ovvero l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha dato il via libera facendo esultare i sindacati che hanno seguito l'evolversi della situazione, ma anche tutti i lavoratori esposti al rischio contagio. Entriamo quindi nei dettagli e più esattamente vediamo:

  • A chi spetta infortunio per covid 2021 e importo
  • Infortunio professionale riconosciuto da Inail

A chi spetta infortunio per covid 2021 e importo

Le prime categorie di lavoratori che hanno chiesto il riconoscimento dell'infortunio all'Inail sono gli operatori sanitari, gli impiegati nei negozi d'abbigliamento e nei supermercati, gli addetti alla manutenzione del mezzi pubblici e i ferrovieri. Sono proprio quest'ultimi ad aver ricevuto i primi risarcimenti.

In particolare, segnaliamo il caso di un ferroviere a cui l'Inail ha corrisposto 17.000 euro per via delle complicanze vascolari e delle conseguenze permanenti causati dalla polmonite bilaterale interstiziale. La lista dei lavoratori che potrebbero chiedere l'indennità dell'infortunio per covid è comunque destinata ad allungarsi.

D'altronde i tempi per la normalizzazione nei posti di lavoro non sono brevi. Il programma di vaccinazione procede per gruppi prioritari che includono il personale medico, sanitario e assistenziale, gli anziani e le persone clinicamente vulnerabili. Il datore di lavoro non può imporre il vaccino e il personale che può lavorare da casa continuare a essere invitato a farlo.

Come preannunciato da Laura Chiappani della Camera del Lavoro metropolitana di Milano, le richieste aumenteranno anche perché numerosi lavoratori sono stati costretti a prestare servizio quando i rischi di contrarre il virus erano altissimi.

Dal punto di vista procedurale, secondo le norme dell'Inail, il lavoratore ha l'obbligo di informare subito il proprio datore di lavoro dell'infortunio, altrimenti perde il diritto all'indennità per i giorni precedenti a quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell'infortunio.

E allo stesso tempo deve comunicare al datore di lavoro i riferimenti del primo certificato ovvero il numero identificativo del certificato, la data di rilascio e il periodo di prognosi.

Da parte sua, se la certificazione medica riporta una prognosi di almeno un giorno, il datore di lavoro è chiamato a inviare telematicamente all'Inail la comunicazione dei dati dell'infortunio. Ma se le conseguenze dell'infortunio non sono guaribili entro tre giorni, come è il caso del covid, deve trasmettere telematicamente la denuncia entro due giorni all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Infortunio professionale riconosciuto da Inail

Ci pensa l'Inail, ricevuta la denuncia di infortuni per covid, a verificare la presenza dei requisiti previsti dall'assicurazione e a procedere agli accertamenti ritenuti necessari attraverso la richiesta di ulteriori informazioni al datore di lavoro, al lavoratore o anche ad altri dipendenti.

Le regole Inail sulla malattia professionale prevedono che il pagamento da parte del datore di lavoro della giornata in cui si è manifestata la malattia professionale, naturalmente se quest'ultima ha causato l'assenza dal posto di lavoro.

Dopodiché il 60% della retribuzione, salvo migliore trattamento previsto dal contratto di lavoro, per i successivi tre giorni di astensione dal lavoro e a presentare la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni da quando il lavoratore ne ha dato comunicazione, indicando i riferimenti del certificato.

L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro eroga le prestazioni solo dal quarto giorno successivo a quello in cui si è manifestata la malattia professionale fino alla cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il