Insulti, offese, parolacce, ingiurie non sono più reati penali. Cosa si rischia dal 2020

Cosa si rischia dal 2020 per insulti, offese, parolacce, ingiurie: multe e sanzioni dopo depenalizzazione e cosa è previsto oggi

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Cosa è cambiato per insulti, offese, parolacce, ingiurie?

Insulti, offese, parolacce, ingiurie sono state depenalizzate e non sono più considerate reato penale ma solo atti di illecito civile. Ciò significa che non è più possibile denunciare se si è vittime di insulti, offese, parolacce, ingiurie ma si può intentare, tramite avvocato, una causa civile per risarcimento danni

Insultare, offendere, ingiuriare sono considerati comportamenti che ledono dignità e talvolta onore e pudore di un’altra persona, sia che siano atti intenzionali, sia che si tratti di atti accidentali, e in ogni caso degradanti per chi ne è vittima. Insultare o offendere una persona sono atti comunque punibili, per cui chiunque venisse offeso da parole pesanti o si sentisse leso per ingiurie può avere giustizia. In che modo? Cosa si rischia dal 2020 per insulti, offese, parolacce, ingiurie?

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Insulti, offese, parolacce, ingiurie non sono più reati penali

La Corte Costituzionale ha stabilito che insulti, offese, parolacce, ingiurie non sono più reati penali ma solo un illecito civile, per cui non è più possibile recarsi presso stazioni di Polizia o Carabinieri per denunciare se si è o si è stati vittime di insulti, offese, parolacce, ingiurie ma si può intentare, tramite avvocato, una causa civile per risarcimento danni.

Finora, invece, per insulti, offese, parolacce, ingiurie era prevista la reclusione fino a 6 mesi o una multa fino a 516 euro. La Corte Costituzionale ha depenalizzato insulti, offese, parolacce, ingiurie considerando tali atti di ‘particolare tenuità’ punibili con una pena detentiva minima di 15 giorni di reclusione e fino a massimo 5 anni e con sanzioni.

Considerando che il Codice penale, prevede la reclusione fino a un anno per insulti, offese, parolacce, ingiurie, ecco che gli stessi non sono più reati penali, non prevedendo oltre i 5 anni di reclusione. Una volta avviata la causa, in base a gravità del danno procurato dall’offesa o dall’ingiuria e all’importo richiesto come risarcimento, si decide se continuare il procedimento in Tribunale, per cause di importo superiori ai 5mila euro, o davanti al Giudice di Pace, per cause di importo fino a 5mila euro.

Se, però, la vittima non intenta alcuna causa, chi si è reso colpevole di insulto o offesa non corre alcun rischio e resta impunito.

Cosa si rischia dal 2020 per insulti, offese, parolacce, ingiurie

Insulti, offese, parolacce, ingiurie non sono, dunque, più reati penali e dal 2020 cambiano anche rischi e conseguenze che si corrono a insultare una persona o offenderla. Non sussiste più l’illecito penale ma resta l’illecito civile che prevede sanzioni comprese tra 100 a 8mila euro.

Se, invece, insulti, offese, parolacce, ingiurie vengono commesse in presenza di più persone si rischia una sanzione pecuniaria civile che oscilla dai 200 a 12mila euro, mentre prima erano previste reclusione fino ad un anno o multa fino a 1.032 euro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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