Investimenti Green Economy 2021-2025 giudizi molto positivi. Ecco cosa ne pensano esperti

Le attività produttive realmente green non derivano solo da fonti energetiche rinnovabili o dal riciclo dei rifiuti, ma comprendono la riconversione sostenibile dei settori tradizionali.

Investimenti Green Economy 2021-2025 giu

Green Economy, sono consigliati gli investimenti?

Sì secondo gli esperti, per i benefici che ne derivano: la produzione di energie alternative rinnovabili a minor impatto ambientale, come le tecnologie green, il minor impatto sull'ambiente, riduzione dell'effetto serra e del riscaldamento globale, la maggiore efficienza e meno sprechi, utilizzando prodotti e servizi che richiedono meno energia, la creazione di nuovi posti di lavoro, con nuove industrie e mercati.

Il cambiamento è in corso, anche se non sempre abbiamo la necessaria attenzione per notarlo. Pensiamo alla Green Economy ovvero quell'insieme delle attività produttive volte a ridurre l'impatto ambientale attraverso nuove fonti energetiche, innovazioni tecnologiche e riduzione dei rifiuti. Si ispira alla sostenibilità ecologica ed è già diffuso nel mondo, tanto che un numero sempre crescente di aziende sta già investendo nel green, ottenendo ricavi redditizi e creando green jobs, le opportunità di lavoro nate dalla Green Economy.

Senza contare gli investimenti crescenti in questo settore, a tal punto da farlo diventare una vera e propria certezza e non più una scommessa Inoltre, la Green Economy non si occupa solo della produzione, ma anche dell'impatto che avrà sull'ambiente. Grazie a interventi privati e finanziamenti pubblici è possibile ridurre l'inquinamento, salvaguardando l'ecosistema e la biodiversità. Vediamo allora da vicino:

  • Green Economy, investimenti sempre più consigliati
  • Quali sono le attività produttive realmente green

Green Economy, investimenti sempre più consigliati

La Green Economy rappresenta un modello teorico di sviluppo economico che tiene conto dell'impatto delle azioni umane. Gli investimenti privati, insieme alla spesa pubblica, rendono possibili quelle riforme politiche e quei cambiamenti che salvaguardano la natura e l'ecosistema. La migliore gestione delle risorse naturali, l'ottimizzazione della produzione e l'aumento del Pil aiuterebbero il pianeta a sostenere l'impatto dell'uomo e questo porterebbe sicuramente allo sviluppo economico.

Il consumo eccessivo di materie prime provoca l'aumento dei prezzi e danneggia il sistema, mentre la Green Economy crea nuovi posti di lavoro e migliora il mercato del lavoro in settori come l'agricoltura, le energie rinnovabili, la bioarchitettura e il riciclaggio.

Secondo Larry Fink, presidente e ceo di BlackRock, intervenuto in occasione della conferenza internazionale sul clima di Venezia, la transizione potrebbe portare fino al 25% in più di crescita cumulativa del Pil nei prossimi due decenni. Rappresenta una opportunità di investimento di almeno 50 trilioni di dollari. Si tratta di numero da capogiro, ma è necessaria tenere alta l'attenzione. L'obiettivo, argomentano gli esperti, è assicurarsi di spingere tanto sul lato della domanda quanto sul lato dell'offerta.

Altrimenti si rischia una crisi di approvvigionamento che farà lievitare i costi per i consumatori, soprattutto quelli che meno se lo possono permettere, e rischia di rendere politicamente insostenibile la transizione. I benefici? La produzione di energie alternative rinnovabili a minor impatto ambientale, come le tecnologie green, il minor impatto sull'ambiente, riduzione dell'effetto serra e del riscaldamento globale, la maggiore efficienza e meno sprechi, utilizzando prodotti e servizi che richiedono meno energia, la creazione di nuovi posti di lavoro, con nuove industrie e mercati.

Quali sono le attività produttive realmente green

Le attività produttive realmente green non derivano solo da fonti energetiche rinnovabili o dal riciclo dei rifiuti, ma comprendono tutta la riconversione sostenibile dei settori tradizionali. Pensiamo a industrie, palazzi e uffici, ristrutturati con ottimo risparmio energetico, con particolare attenzione agli infissi, riscaldamento, dispersione termica. Ma anche a settori economici che vogliono ridurre l'impatto ambientale nell'estrazione, nel trasporto, nel trattamento e nella lavorazione delle materie prime.

Oppure innovazione tecnologica per la riduzione del materiale di scarto nei processi produttivi, principalmente in relazione agli imballaggi. Ma anche a innovazioni produttive per ridurre le emissioni di anidride carbonica e altri inquinanti. L'innovazione può contribuire attivamente alla riduzione degli sprechi e dell'impatto ambientale, nonché al rilancio di un'economia verde.

Il tutto mentre è in fase di creazione la Climate Finance Partnership in collaborazione con i nostri partner governativi, Francia, Germania e Giappone, nonché partner filantropici. Si tratta di una struttura pubblico-privata progettata per attrarre capitali privati per infrastrutture sostenibili, come l'energia rinnovabile, nei mercati emergenti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il