Investire in vino. Ecco come è andato il 2020

Crescita di vendite degli investimenti in vino presso enoteche, negozi specializzati e grande distribuzione organizzata, anche via web.

Investire in vino. Ecco come è andato il

Com'è andato l'investimento in vino nel 2020?

Secondo lo studio effettuato da The Fine Wine Market in 2020 del Liv-Ex, la risposta è affermativa, considerando che i vini italiano hanno raddoppiato in un anno la loro quota di mercato dall’8,8% al 15,3%.

In alto i calici: l’Italia del vino ha conquistato il primo posto nella graduatoria mondiale della produzione. I vitivinicoltori nazionali sono riusciti a scalzare i francesi e a mettersi le spalle gli spagnoli. Decisamente più staccati tedeschi e portoghesi.

A metterlo nero su bianco è stata la commissione europea sulla base delle cifre comunicate dagli Stati membri. Che l’Italia sia la patria del vino è dimostrato dagli oltre 500 vitigni coltivati e dalla continua valorizzazione del grande lavoro delle nostre aziende.

Numeri alla mano, la leadership spetta al Veneto, con circa 9.317.000 ettolitri (+13%), mentre seconda è l’Emilia Romagna con 7.618.000 ettolitri (+9%) e terza la Puglia con 6.480.000 ettolitri (+19%). L'investimento in vino è stata allora una decisione saggia nel 2020?

Secondo lo studio effettuato da The Fine Wine Market in 2020 del Liv-Ex, la risposta è affermativa, considerando che i vini italiano hanno raddoppiato in un anno la loro quota di mercato dall’8,8% al 15,3%. Approfondiamo meglio:

  • Com'è andato l'investimento in vino nel 2020
  • Tante possibilità per sfruttare il vino come investimento

Com'è andato l'investimento in vino nel 2020

Di anno in anno Italia e Francia si avvicendano regolarmente sull’ambito podio. Nell’eterno derby tra le due fraterne rivali, a fare la differenza, ogni stagione, sono soprattutto le condizioni meteo. Questa volta i produttori transalpini hanno dovuto fare i conti con una stagione particolarmente secca.

E siccome le buone notizie non vengono mai da sole, ci sono anche dati incoraggianti sul piano dell’export. Le stime di Bruxelles rivelano infatti che l’Italia è stato il Paese leader nelle esportazioni in termini di eccellenze Doc e Doccg.

Al secondo posto? I francesi, naturalmente. Non solo, l’Italia è ai primi posti al mondo anche nella produzione di vino bio e al secondo posto per superficie vitata in Europa dopo la Spagna, con dati e numeri in costante aumento.

Guida la Sicilia, sia per dimensioni sia per incidenza, dove quasi un ettaro su quattro coltivato a vite è bio, seguita dalla Puglia e Toscana. Ma buone prestazioni vengono raggiunte anche da altre regioni tra cui la Calabria.

Ai dati elaborati da Firab e Aiab si affiancano quelli di Ismea e Nielsen, secondo cui la percentuale di italiani che hanno acquistato almeno una bottiglia di vino bio è aumentata di quasi 15 punti nel corso del tempo, a fronte della crescita di vendite presso enoteche, negozi specializzati e grande distribuzione organizzata, anche via web.

In quanti, poi, avrebbero scommesso che un grande alleato nella sfida di far conoscere la possibilità di degustare e acquistare vino direttamente in cantina si sta rivelando internet?

La scelta è ampia: Facebook, Twitter, Instagram sono strategici per chi cerca un contatto più interattivo, fatto di commenti da stimolare e a cui rispondere, mentre un blog permette di creare contenuti per intercettare le ricerche in rete degli enoappassionati.

Tante possibilità per sfruttare il vino come investimento

Il vino come elemento centrale del turismo italiano? Sì, funziona. Gli ingredienti per mettere in piedi una buona vacanza ci sono tutti: strade non trafficate, agriturismi e alberghi di qualità dove soggiornare, ristoranti tipici, pietanze tradizionali, borghi da visitare in ogni momento dell’anno e, appunto, vino eccellente.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dal Piemonte alla Campania, dal Veneto alla Toscana, le vie imperdibili raggiungono tutti i principali centri della millenaria storia italiana con l’occhio del buon gusto. Alcune delle mete più note sono le colline del Chianti a cavallo fra le province di Firenze, Siena e Arezzo; la Franciacorta, zona collinare situata tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo; la Valpolicella, alle porte delle Prealpi Veronesi.

Come spiegano i promotori, con questi percorsi enoturistici si vuole esaltare il lato emotivo del buon vino, cioè l’arte di trasmettere emozioni vere. La bevanda degli dei è chiamata ad appagare tutti i sensi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il