Irpef 2019 aliquote tasse in base ai vari scaglioni. Le novità

Come e quando si paga Irpef e aliquote e scaglioni 2019: cosa cambia e per chi. Tutto quello che c’è da sapere

Irpef 2019 aliquote tasse in base ai vari scaglioni. Le novità

Dal 2019 anche l'Irpef, imposta sul reddito dovuta dalle persone fisiche, è destinata ad aumentare in base all'entità del reddito imponibile e si calcola applicando aliquote diverse a seconda dello scaglione in cui si colloca il reddito. Vediamo cosa cambia il prossimo anno per quanto riguarda scaglioni e aliquote Irpef 2019.

Irpef 2019: scaglioni e aliquote

La tassazione su redditi e pensioni per il calcolo dell’importo netto dal lordo dipende dalle aliquote Irpef che variano in base agli scaglioni reddito cui fanno riferimento. Il principio è che più alto è il reddito e più alte sono le aliquote Irpef da applicare. La nuova Legge di Bilancio non ha modificato scaglioni e aliquote Irpef già previste per il 20198 per cui nulla cambierà in merito il prossimo anno. Cinque, restano, infatti, gli scaglioni Irpef cui è agganciata una determinata aliquota di pagamento. Aliquote e scaglioni Irpef da considerare sono in particolare:

  1. del 23% per redditi inferiori a 15 mila euro;
  2. del 27% per redditi compresi tra 15mila e 28mila euro;
  3. del 38% per redditi compresi tra 28mila e 55mila euro;
  4. del 41% per redditi compresi tra 55mila e 75mila euro;
  5. del 43% per redditi superiori ai 75mila euro.

Il quinto e ultimo scaglione Irpef 2019 è quello che prevede il maggior pagamento in termini di imposte.

Irpef 2019: come si calcola il reddito imponibile e pagamento Irpef

Per il calcolo del reddito imponibile da considerare ai fini Irpef, bisogna sottrarre dal reddito complessivo gli oneri deducibili, applicare le aliquote in base allo scaglione e si arriva al prelievo Irpef effettivo diminuendo l'imposta lorda di tutte le detrazioni di cui si ha diritto in sede di dichiarazione dei redditi 2019. L’Irpef è un’imposta diretta, personale e progressiva, perché aumenta in base all’aumentare del reddito, che deve essere pagata da chi risiede sul territorio italiano, per il possesso di beni durevoli e per i redditi prodotti in patria o all’estero; da coloro che non risultano più residenti sul suolo italiano, per i redditi prodotti, però, nella penisola; e dai cosiddetti soggetti passivi impropri, cioè società di persone e società di capitali i cui soci hanno optato per la tassazione per trasparenza.

Per pagare l’Irpef i contribuenti devono utilizzare il Modello F24. L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno, riferita all’anno precedente, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro. L’acconto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno e deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo, e il pagamento avviene in unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro, mentre è in due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro, per cui la prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo) e la seconda, del restante 60%, si paga entro il 30 novembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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