Iscro (cassa integrazione p.iva) vale anche per partita iva forfettaria o no

Non c'è una sola condizione richiesta per accedere al beneficio fiscale della Iscro, la cosiddetta cassa integrazione per partite Iva.

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Partita Iva forfettaria ha diritto alla Iscro?

La normativa relativa all'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa non prevede alcuna distinzione tra partita Iva ordinaria e la partita Iva forfettaria. Di conseguenza tutti i lavoratori in questa condizione possono accedere alla Iscro purché siano in possesso dei requisiti richiesti.

La crisi morde e ha costretto il governo a varare misure di sostegno al reddito anche nei confronti delle partite Iva. L'istituzione della Iscro ovvero l'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa rappresenta un importante precedente a favore di quelle categorie che non possono storicamente fare riferimento ad alcun aiuto.

Per rendere l'idea possiamo parlare di cassa integrazione a favore delle partite Iva. Ma già in relazione a questa categoria è indispensabile ricordare la distinzione tra partita Iva ordinaria e la partita Iva forfettaria.

Quest'ultima gode infatti di un trattamento fiscale agevolato ovvero l'applicazione dell'aliquota al 15%, in cambio però dell'accettazione di una serie di limitazione. Resta allora da capire se anche in relazione all'accesso alla Iscro esistono dei vincoli ovvero se l'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa spetta a tutte le partite Iva senza distinzioni:

  • Partita Iva forfettaria ha diritto alla Iscro o no
  • Reddito da lavoro autonomo per ricevere la Iscro

Partita Iva forfettaria ha diritto alla Iscro o no

Non c'è una sola condizione richiesta per accedere al beneficio fiscale della Iscro, la cosiddetta cassa integrazione per le partite Iva, dell'importo variabile tra 250 e 800 euro per sei mensilità.

Occorre infatti aver prodotto un reddito da lavoro autonomo nell'anno precedente a quello di presentazione della domanda inferiore di almeno il 50% rispetto alla media dei medesimi redditi percepiti nei tre anni precedenti a quello valutato per poter veder accettata la domanda.

Allo stesso tempo possedere una partita Iva attiva da almeno 4 anni, con la medesima attività che ha consentito l'iscrizione alla Gestione separata Inps. Al lavoratore autonomo o professionista viene chiesto di aver avuto nell'anno precedente un reddito massimo comunque non superiore a 8.145 euro. Quindi di non essere assicurato ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Oltre a essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali obbligatori, è poi fondamentale non essere titolare di altri trattamenti pensionistici e non percepire il reddito di cittadinanza.

La normativa relativa all'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa non prevede alcuna distinzione tra partita Iva ordinaria e la partita Iva forfettaria. Di conseguenza tutti i lavoratori in questa condizione possono accedere alla Iscro purché siano in possesso dei requisiti richiesti.

La prestazione può essere richiesta una sola volta nell'arco di tre anni con la domanda da presentare all'Inps in via telematica entro il termine del 31 ottobre di ciascun anno. La richiesta della Iscro va accompagnata da un'autocertificazione dei redditi prodotti per gli anni di interesse.

Il tutto avviene in un contesto di aumento dell'aliquota aggiuntiva dovuta alla Gestione separata dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale, pari a 0,26% nel 2021 e a 0,51% nel 2022 e nel 2023.

Reddito da lavoro autonomo per ricevere la Iscro

Non conta quindi che la partita Iva sia ordinaria o forfettaria per accedere alla Iscro, ma è importante che il reddito considerato sia da lavoro autonomo.

In questa definizione piuttosto ampia rientra anche quello derivante dalla utilizzazione economica, da parte dell'autore o inventore, di opere dell'ingegno, di brevetti industria informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, se non sono conseguiti nell'esercizio di imprese commerciali.

Ma sono considerati tali pure le partecipazioni agli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, i redditi derivanti dall'attività di levata dei protesti esercitata dai segretari comunali e le indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai vice procuratori onorari.

Stessa cosa per le partecipazioni agli utili per apporto di prestazione di lavoro, le indennità per la cessazione di rapporti di agenzia e naturalmente quelli che derivano dall'esercizio di arti e professioni.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il