La mobilità sostenibile in Italia: i progetti per il 2018

I progetti futuri investono in pieno i veicoli elettrici, necessari per combattere attivamente l’inquinamento derivante dall’emissione CO2.

La mobilità sostenibile in Italia: i progetti per il 2018

Che cos’è la mobilità sostenibile?

La mobilità sostenibile è quel sistema che porta alla mobilità urbana un dimezzamento dell’inquinamento atmosferico e acustico generato dai veicoli privati. Intervenire sulla mobilità sostenibile, significa intervenire a favore dell’ambiente puntando su una qualità superiore della vita.

Le previsioni future verso una mobilità sostenibile, parlano di circa 35 milioni di veicoli previsti nel 2035. Di questi circa 9 milioni rientreranno nella fascia a “zero” impatto ambientale, mentre circa 3,5 milioni riguarderà i veicoli ibridi ed elettrici, infine circa il 5,8 milioni saranno i veicoli Gpl. 

La mobilità sostenibile in Italia: i progetti per il 2018

In Italia solo nel 2016 sono state immatricolate circa 185 milioni di vetture dal minor impatto ambientale. Il gruppo Energia di Assolombarda in collaborazione con Centro elettrotecnico sperimentale italiano (Cesi) e con il supporto dei project leader di cui fanno parte Edison, Enel, Eni ecc., ha redatto il rapporto di “Mobilità Sostenibile: soluzioni energetiche, tecnologie e opportunità di business”. Dal quale si evincono le previsioni fino al 2025 circa la mobilità sostenibile in Italia e nel resto d’Europa.

Si tratta di un prospetto chiaro ed esaustivo, necessario per pianificare le strategie energetiche e nei trasporti, ovviamente rapportato non solo a livello nazionale ma anche locale. Il rapporto rappresenta una ottimo analisi per le imprese fondamentale per captare i progressi del mercato necessarie per programmare gli investimenti da adottare nel prossimo futuro.

L’Italia viaggia verso una mobilità sostenibile essenziale per garantire livelli salutari di vivibilità nelle grandi città. Puntando in primis alla riduzione dei fattori maggiormente inquinanti come, appunto, le emissioni di CO2. Dando spazio alle vetture a “zero” impatto ambientale, a beneficarne l’intera comunità a livello globale su tutti i punti di vista. Senza tralasciare che attualmente i biocarburanti come il Gpl e il metano rappresentano i combustibili attualmente più diffusi. 

Dalla ricerca emerge la necessita dell’evoluzione della rete elettrica, necessaria per garantire la copertura locale, supportando in modo efficiente ed efficace la maggior richiesta di “rifornimento” dei veicoli elettrici. La logica impone che se da un lato ci sarà una maggiore diffusione di veicoli elettrici, dall’altra dovrà essere compensata con tecnologie adeguate di ricarica. Ponendo il minor rischio possibile sui quello che potrebbero essere i “picchi di domanda” che influenzerebbero negativamente sulle reti locali. 

Le rassicurazioni su questo punto di vista vengono fornite dal supporto di nuovi sistemi come “smart charging” e “vehicle-to-grid”, e attraverso la realizzazione di colonnine bidirezionali "vehicle-to-grid". Studiate allo scopo di  garantire ricariche controllare, puntando sia per riequilibrare la stabilità che per sostenere la sicurezza della rete elettrica.

Ovviamente, affinché in Italia si crei quello sviluppo che porta alla mobilità sostenibile, è opportuno che il Consiglio e i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambienti, si prodighino nella coordinazione dei fondi previsti dal Piano Nazionale Infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica (PNire) confermandoli non solo per il 2019, ma puntando oltre, per garantire uno sviluppo globale del mercato. 

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il