La pensione di vecchiaia può essere sospesa dall'INPS o mai può accadere secondo leggi 2022

Quando e casi eccezionali in cui pensione di vecchiaia può essere sospesa dall’Inps: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

La pensione di vecchiaia può essere sosp

La pensione di vecchiaia può essere sospesa dall'Inps?

Una volta ottenuta, la pensione di vecchiaia può essere sospesa dall’Inps ma solo in casi specifici. Quando si va in pensione, la pensione di vecchiaia da percepire mensilmente diventa un diritto che non può mai essere sottratto, per legge, al soggetto percipiente. Tuttavia, esiste un caso in cui la pensione di vecchiaia può essere sospesa: lavorare, infatti, dopo la pensione potrebbe portare alla sospensione della stessa da parte dell’Inps
 

La pensione di vecchiaia una volta ottenuta può essere sospesa dall'Inps? La legge pensionistica attualmente in vigore prevede che per andare in pensione di vecchiaia uomini e donne, indistintamente, debbano soddisfare specifici requisiti che sono aver raggiunto i 67 anni di età e aver maturato almeno 20 anni di contributi.

In prossimità della maturazione dei requisiti pensionistici, i soggetti interessati devono presentare apposita domanda di pensione Inps che provvede a verificare che effettivamente tutti i requisiti per uscire siano effettivamente soddisfatti, a calcolare contributi e importo della pensione finale in modo da chiudere la pratica e iniziare a corrispondere al soggetto la pensione spettante. Vediamo se una volta ottenuta, però, la pensione di vecchiaia può essere sospesa.

  • Pensione di vecchiaia può essere sospesa dall’Inps o mai può accadere
  • Pensione di vecchiaia Inps ulteriori regole in vigore

Pensione di vecchiaia può essere sospesa dall’Inps o mai può accadere

Secondo le leggi 2022 in vigore, solitamente perché l’Inps risponda ad una domanda di pensione presentata servono circa 3 mesi per i dipendenti del settore privato e anche 8 mesi per i dipendenti del settore pubblico. La decorrenza della pensione parte dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha compiuto l’età pensionabile, mentre per gli iscritti alla gestione esclusiva dell’AGO decorre dal giorno successivo alla maturazione dei requisiti. 

Una volta ottenuta, la pensione di vecchiaia può essere sospesa dall’Inps ma solo in casi specifici. Quando si va in pensione, la pensione di vecchiaia da percepire mensilmente diventa un diritto che non può mai essere sottratto, per legge, al soggetto percipiente.

Tuttavia, esiste un caso in cui la pensione di vecchiaia può essere sospesa: lavorare, infatti, dopo la pensione potrebbe portare alla sospensione della stessa da parte dell’Inps. Le norme in vigore prevedono, infatti, che per l’erogazione della pensione, i lavoratori dipendenti debbano aver cessato ogni rapporto di lavoro.

Se vengono riassunti, per non rischiare la sospensione della pensione di vecchiaia dall’Inps è necessario che tra la cessazione del rapporto di lavoro e la riassunzione, se il datore di lavoro è lo stesso, intercorra un periodo di qualche settimana dal momento delle dimissioni per il pensionamento e la riassunzione. 

Pensione di vecchiaia Inps ulteriori regole in vigore

La pensione di vecchiaia spetta a tutti i lavoratori dipendenti iscritti all’Inps che raggiungono i limiti di età previsti dalla legge. La pensione di vecchiaia è una prestazione pensionistica erogata:

  • dall’assicurazione generale obbligatoria (Ago);
  • dai fondi ad essa sostitutivi, esclusivi o esonerativi;
  • dalla Gestione separata dell’Inps al compimento dei requisiti previsti.

L’importo della pensione di vecchiaia spettante dipende dal periodo di accredito dei contributi considerando le due modalità di calcolo con cui viene calcolata la pensione finale che sono retributivo e contributivo.

Il calcolo retributivo della pensione vale per coloro che hanno maturato almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, si basa sugli ultimi stipendi percepiti ed è diviso in due quote:

  • la quota A, che si basa sugli ultimi 5 anni di stipendio, rivalutati, e sul numero di settimane di contributi possedute al 31 dicembre1992;
  • la quota B, che si basa sugli ultimi 10 anni di stipendio, rivalutati, e sul numero di settimane possedute al 31 dicembre 2011.

Il calcolo contributivo si basa, invece, solo ed esclusivamente sui contributi effettivamente versati nel corso della vita lavorativa, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che aumenta all’aumentare dell’età pensionabile.
 
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il