Lavoratori con partita iva e malattia. Diritti e indennità riconosciute ad autonomi

Quando viene riconosciuta e in che misura la malattia ai lavoratori autonomi e altre indennità: tutto quello che c’è da sapere

Lavoratori con partita iva e malattia. Diritti e indennità riconosciute ad autonomi

I lavoratori autonomi con partita Iva hanno diritto a malattia o altre indennità?

I titolari di Partita Iva, autonomi e liberi professionisti, non hanno periodi di malattia retribuiti né permessi né ferie e anche le altre indennità sono quasi nulle. E’ tuttavia bene conoscere cosa prevede in merito la Gestione separata Ins e ogni ordine professionale che comunque, dietro pagamento annuale di una quota di iscrizione, dovrebbe garantire qualche copertura.

 

Lavorare, a volte anche tantissimo, pagare regolarmente imposte e versamenti contributivi ma non avere diritto ad alcun riconoscimenti: nessun periodo di malattia retribuita, nessun permesso retributio, nessun periodo di ferie retribuita, nessuna tutela lavorativa, nessuna garanzia. E' questo il grande e incerto mondo dei lavoratori autonomi con Partita Iva. Quali sono le regole previste per malattia o altre indennità per lavoratori autonomi titolari di Partita Iva?

Malattia e indennità per lavoratori autonomi: le regole in vigore

Stando alle regole attualmente in vigore, i lavoratori titolari di Partita Iva, autonomi e liberi professionisti, non hanno diritto a godere di permessi o ferie retribuite né sono previsti periodi di malattia retribuita o altre indennità. Non hanno, per esempio, nemmeno la possibilità di richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi se dovessero rimanere senza occupazione.

Si tratta di una categoria di lavoratori che per l’effettivo lavoro che svolgono non hanno assolutamente nulla in cambio: pagano imposte e versano contributi previdenziali come da legge imposto ai lavoratori ma non possono avere diritto ad alcuna tutela, il che rende questa tipologia di lavoro davvero incerta, precaria e ingiusta. Secondo tantissimi, il trattamento riservato ai lavoratori con Partita Iva è inammissibile e anticostituzionale, soprattutto quando si verificano casi di lavoratori che si ammalano gravemente o sono costretti ad affrontare una lunga malattia.

Malattia per lavoratori autonomi Inps

Nel caso di lavoratori autonomi con partita Iva iscritti alla gestione separata Inps, contrariamente ai lavoratori dipendenti, la tutela dell’indennità di malattia spetta ma non a tutti. Stando a quanto chiarito da una recente circolare Inps, l’indennità di malattia spetta ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps per compensare la perdita di guadagno nei casi di temporanea incapacità lavorativa del soggetto con riferimento alla sua mansione specifica.

Per essere indennizzabile la malattia deve, però, riferirsi ad una condizione patologica in fase acuta o riacutizzata, che porta patologicamente alla guarigione o alla stabilizzazione in modo da permettere la ripresa a lavoro nel breve periodo.

  1. Tra le malattie considerate patologiche vi sono:
  2. postumi di sindromi vascolari acute come ictus o aneurismi celebrali o aortici;
  3. sindromi emorragiche di grave entità che hanno reso necessario il ricovero ospedaliero;
  4. cardiopatie;
  5. neoplasie maligne in trattamento, cioè chemioterapia antiblastica o radioterapia;
  6. neuropatie centrali o periferiche, che determinano alterazioni del sistema nervoso;
  7. insufficienza renale;
  8. malattie dismetaboliche in fase di scompenso;
  9. epatopatie che provocano disfunzioni;
  10. periodi successivi a trapianti di organi vitali;
  11. osteo-artro-miopatie;
  12. intossicazioni ad interessamento sistemico, per esempio per cianuro, arsenico, ammoniaca;
  13. Aids conclamato sintomatico e non controllato dalla terapia antiretrovirale.

Per ottenere l’indennità di malattia Inps, bisogna presentare certificato di malattia regolarmente prodotto, ulteriore documentazione medica, come relazioni mediche, cartelle cliniche, o accertamenti diagnostici, che provano la sussistenza della grave patologia cronica.

Le condizioni perché i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata prendano l’indennità di malattia per degenza ospedaliera o per malattia domiciliare sono:

  1. aver versato almeno 3 mensilità di contributi alla gestione separata dell’Inps;
  2. non essere iscritti ad altre forme di gestione pensionistica;
  3. non aver superato il 70% del massimale contributivo dell’anno precedente;
  4. che le malattie domiciliari siano di durata pari o superiore ai 4 giorni per un massimo di 61 giorni nell’anno solare;
  5. che la degenza ospedaliera non superi i 180 giorni nell’arco dell’anno solare.

Per percepire l’indennità di malattia, i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata Inps devono presentare apposita domanda all’Inps. Per il calcolo dell’indennità di malattia per degenza ospedaliera, l’importo dipende dal numero di mensilità contributive pagate nell’anno in cui è iniziata la malattia.

Malattia lavoratori autonomi iscritti alle Casse professionali privati

Diverso è il caso dei lavoratori autonomi titolari di Partita iva iscritti alle Casse previdenziali private: in questi casi, infatti, vige il regolamento della cassa di riferimento. Ogni Cassa privati può può prevedere diverse forme di assistenza economica, per malattia gravi che impediscono in tutto o in parte, per un certo periodo di tempo, lo svolgimento dell’attività professionale, o per disoccupazione, o per maternità ma per conoscere quali sono le regole in vigore bisogna consultare il regolamento di ogni singola Cassa cui si appartiene.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Puoi Approfondire
Ultime Notizie