Lavoro notturno quando scatta e le regole e norme con o senza CCNL 2021 circolare Ispettorato del Lavoro

Lavoro notturno quando scatta e le regole e norme con o senza CCNL 2021 circolare Ispettorato del Lavoro

Lavoro notturno quando scatta e le regol

Quando scatta il lavoro notturno con nuove regole 2021?

Secondo l'Ispettorato del lavoro, in assenza di Contratto collettivo nazionale di lavoro, si considera lavoratore notturno chi svolge almeno 3ore del suo tempo di lavoro giornaliero durante il periodo notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno. Di base nella definizione di lavoratore notturno rientra chi durante il periodo notturno svolge almeno 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale.

Non è mai troppo semplice affrontare la questione del lavoro notturno perché presenta differenti particolarità in base all'attività svolta.

Tuttavia ci sono alcune regole di base dalle quali non si può prescindere. In tutti i casi, l'orario di lavoro notturno prevede il riconoscimento di una integrazione allo stipendio in base al contratto collettivo nazionale di lavoro applicato (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) in quella specifica circostanza. Ma andiamo anche oltre e approfondiamo le novità più recenti in materia ovvero

  • Quando scatta il lavoro notturno con nuove regole 2021
  • Nuova circolare Ispettorato del Lavoro sul lavoro notturno

Quando scatta il lavoro notturno con nuove regole 2021

Secondo le disposizioni generali, nella definizione di lavoratore notturno rientra qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga almeno 3 ore del proprio tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale. Ma anche chi può svolgere durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro annuale secondo le norme in vigore.

In mancanza di uno specifico contratto collettivo nazionale di lavoro, è considerato lavoratore notturno chi svolge un lavoro notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno ovvero in misura minore in caso di lavoro a tempo parziale.

La nuova circolare dell'Ispettorato del lavoro si muove in due direzione: conferma e chiarisce. Da una parte ricorda che nella definizione di lavoratore notturno rientra chi durante il periodo notturno svolge almeno 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale così come chi svolge durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro.

Ma poi precisa un aspetto centrale: in assenza di Contratto collettivo nazionale di lavoro, si considera lavoratore notturno chi svolge almeno 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero durante il periodo notturno per almeno 80 giorni lavorativi all'anno.

Il tutto senza dimenticare che da una parte ci sono i lavoratori notturni abituali che sono assegnati in forma normale al lavoro notturno. Ma dall'altro ci sono i lavoratori notturni occasionali che prestano l'attività in forma episodica su richiesta del datore considerando la flessibilità del lavoro.

Nuova circolare Ispettorato del Lavoro sul lavoro notturno

Tutti i dettagli sono contenuti nella lettera inviata dalla direzione centrale coordinamento giuridico dell'Ispettorato del lavoro agli ispettorati interregionali e territoriali del lavoro, alla direzione centrale tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro, al Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, alla direzione centrale entrate dell'Inps, alla direzione centrale rapporto assicurativo dell'Inail. Ma anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, alla direzione generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali, alla provincia autonoma di Bolzano, alla provincia autonoma di Trento e all'Ispettorato regionale del lavoro di Palermo.

Si ricorda quindi che le norme generali non fissano solo un periodo massimo di lavoro notturno che non superi le 8 ore in media per periodo di 24 ore.

Ma anche un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore cui si sommano le 11 ore di riposo giornaliero e un periodo minimo di riposo di 11 ore consecutive nel corso di ogni periodo di 24 ore.

Tutti gli aspetti sono disciplinati, tra cui una pausa se l'orario di lavoro giornaliero supera le 6 ore, le ferie annuali retribuite di almeno 4 settimane, la durata massima media settimanale del lavoro che non superi le 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il