Lavoro straordinario, le regole e normativa attuale

Cosa prevede la normativa sul lavoro straordinario e quante ore in più si può lavorare: casi in cui rifiutare di svolgere il lavoro straordinario

Lavoro straordinario, le regole e normativa attuale

Ci sono norme specifiche che regolano il lavoro straordinario?

Sì. La legge prevede una specifica normativa di riferimento per lo svolgimento del lavoro straordinario che, in base al tempo di lavoro svolto, prevede determinate retribuzioni e non solo. Regole anche il comportamento che il lavoratore può adottare per lo svolgimento del lavoro straordinario.

 

Il lavoro straordinario indica il lavoro prestato oltre il previsto orario lavorativo ed è considerato tale il lavoro oltre le 40 ore settimanali, al di sotto di tali ore si parla infatti di lavoro supplementare. Quando un lavoratore svolge lo straordinario ha diritto a percepire in busta paga una maggiorazione della normale retribuzione che è variabile in base alle ore di straordinario in più prestate.

Lavoro straordinario: cosa prevede la normativa attuale

Stando a quanto previsto dall’attuale normativa, il lavoro straordinario è regolato dai contratti collettivi nazionali ed è previsto che il lavoro straordinario sia compensato con maggiorazioni retributive previste dal CCNL o in alternativa o in aggiunta al compenso economico con riposi compensativi; e che il lavoratore, per ogni 24 ore lavorate, riposi almeno per 11 ore consecutive.

Stando a quanto previsto, le ore di straordinario che si possono fare al mese e in un anno devono essere sempre previste dai contratti collettivi nazionale e se non ci sono limiti e condizioni nei contratti collettivi allora è fissato un massimo di 250 ore all’anno di lavoro straordinario.

Per fare un esempio, il lavoro straordinario metalmeccanici prevede un massimo di 2 ore al giorno e 8 ore settimanali per un limite di ore annuali di 200. Per aziende che hanno fino a 200 dipendenti, il massimo di ore di straordinario che si può fare sale a 250 ore.

Lavoro straordinario: quando il lavoratore può rifiutare e obbligo

Non è sempre obbligatorio da parte del lavoratore accettare di svolgere lavoro straordinario. Vi sono, infatti, casi che prevedono anche la possibilità di rifiutare di prestare ore lavorative in più e si tratta di casi in cui il lavoratore è uno studente o se c’è un motivo giustificato di rilevante gravità che non permette lo svolgimento del lavoro da fare.

Il lavoratore deve invece obbligatoriamente svolgere le ore di lavoro straordinario quando è previsto dal contratto collettivo nazionale che ne prevede giorni e limiti di ore; in caso di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di eventi particolari come mostre, fiere e manifestazioni collegate all’attività produttiva, nonché allestimento di prototipi, modelli o simili per le stesse occasioni.

Lavoro straordinario: come si paga

Il pagamento del lavoro straordinario avviene in busta paga con una maggiorazione sulla retribuzione mensile stabilita dal contratto collettivo. Insieme al pagamento in denaro, il contratto collettivo può prevedere anche riposi compensativi.

In caso di straordinario continuativo, il compenso per lo straordinario può essere corrisposto in modo forfettario. Tale modalità di pagamento non può mai comportare per il lavoratore una perdita di retribuzione rispetto a quanto avrebbe percepito con la maggiorazione ordinaria per lavoro straordinario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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