Aziende che guadagnano di più e quelle a rischio chiusura in Italia con guerra Russia-Ucraina

La guerra Russia-Ucraina colpisce duro anche l'Italia compresa, con alcune imprese che hanno già interrotto la produzione anche se ovviamente ci sono eccezioni. Cosa sta succedendo.

Aziende che guadagnano di più e quelle a

Guerra Russia-Ucraina, chi sta perdendo ricavi e valore?

I mercati delle materie prime di tutto il mondo sono stati scossi dalla guerra in Ucraina. I prezzi delle materie prime sono aumentati anche a causa delle interruzioni dell'offerta causate dall'invasione russa, che ha bloccato il flusso di grano e metalli dalla regione.

La guerra in Ucraina ha e avrà molte conseguenze economiche e finanziarie, la cui portata è ancora difficile da misurare. Le sanzioni imposte alla Russia dagli stati occidentali pesano pesantemente sul Paese. Ma la guerra e le sanzioni stanno incidendo anche sulle borse europee con alcune aziende che stanno guadagnando e altre che stanno invece perdendo. Qualunque sia il settore, è probabile che i mercati azionari rimarranno molto volatili nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

La guerra ha colpito sia la produzione interna sia le catene di distribuzione cruciali per il resto del mondo, facendo salire i prezzi. Gli esperti avvertono delle conseguenze di quella che chiamano estrema volatilità nei mercati a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Cerchiamo allora di capire meglio:

  • Guerra Russia-Ucraina, chi sta perdendo ricavi e valore

  • Guerra Russia-Ucraina, chi sta guadagnando di più

Guerra Russia-Ucraina, chi sta perdendo ricavi e valore

I mercati delle materie prime di tutto il mondo sono stati scossi dalla guerra in Ucraina, e non è solo una conseguenza delle sanzioni occidentali contro la Russia, che ora includono gas e petrolio. I prezzi delle materie prime sono aumentati anche a causa delle interruzioni dell'offerta causate dall'invasione russa, che ha bloccato il flusso di grano e metalli dalla regione. Sia la Russia che l'Ucraina svolgono un ruolo strategico nei mercati internazionali delle materie prime.

Entrambi sono i principali esportatori di materie prime come grano e cereali, petrolio, gas naturale, carbone, oro e altri metalli preziosi. I settori e le aziende che consumano grandi quantità di energia sono i più esposti all'andamento dei prezzi.

Per essere ancora più precisi e fornire un dato, secondo una stima dell'assessorato regionale alle Attività produttive della Regione Lombardia, 310 aziende lombarde hanno già arrestato la produzione a causa dei costi energetici.

Non solo in Lombardia perché il gruppo Pro-Gest con sede a Treviso, famoso per la produzione di carta per ondulato utilizzato soprattutto per gli imballaggi, è adesso fermo ai box. Sono in affanno anche acciaierie e fonderie italiane, come pubblicamente dichiarato da Acciaierie Venete, il gruppo Pittini, fonderie Zanardi, Ferriera Valdiser e Nimk.

Anche il settore automobilistico è in difficoltà. Stellantis, al cui interno c'è anche Fiat, vende molti meno veicoli. Bloccata la produzione della Lamborghini Huracàn, supercar dell'azienda di Sant’Agata Bolognese, in provincia di Bologna. Pure le imprese legate ai combustibili fossili stanno attraversando forti turbolenze.

Sia la Russia sia l'Ucraina sono i principali esportatori di cibo. I due paesi, conosciuti come il cestino del pane d'Europa, rappresentano il 29% delle esportazioni globali di grano e il 19% delle esportazioni di mais, secondo i dati della banca JP Morgan. I prezzi del grano in alcuni mercati a termine hanno raggiunto i massimi da 14 anni. Gli analisti avvertono che l'impatto della guerra sulla produzione di grano potrebbe raddoppiare i prezzi internazionali del grano.

L'Ucraina è il più grande produttore mondiale di olio di girasole e la Russia è al secondo posto. L'olio di grano e di girasole sono materie prime importanti utilizzate in molti prodotti alimentari. Se la raccolta o la lavorazione sono danneggiate o le esportazioni vengono interrotte, le nazioni importatrici devono trovare il modo di sostituire questa fornitura.

Guerra Russia-Ucraina, chi sta guadagnando di più

Il settore della difesa ha suscitato in questi giorni l'entusiasmo degli investitori. Siamo in una sorta di nuova corsa agli armamenti in Europa, con la prospettiva di un aumento delle vendite di armi.

Nel settore energetico, secondo gli esperti è probabile che i prezzi continueranno ad aumentare finché durerà la guerra, poiché ci sono poche alternative per sostituire le esportazioni russe di circa milioni di barili al giorno. La benzina e il gasolio hanno ormai superato la soglia di due euro al litro in Italia, anche considerando il taglio temporaneo delle accise.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il