Le migliori aziende italiane per lo smart working 2020-2021

L'attenzione è stata rivolta anche all'identificazione di azioni concrete per lo smart working e il cambiamento culturale in azienda, alle best practice nel panorama nazionale.

Le migliori aziende italiane per lo smar

Smart working, quali sono le aziende italiane migliori 2020-2021?

Credem Banca si è aggiudicata lo Smart Working Award 2020 per un progetto che ha esteso il lavoro da remoto a tutti i dipendenti e ha previsto una giornata agile anche per il front office. Cerence ha ottenuto il premio fra le pmi per aver favorito un'organizzazione del lavoro fondata sul raggiungimento di obiettivi e su un clima di fiducia fra manager e collaboratori.

Non siamo più alla fase degli albori dello smart working. Anche per via di situazioni eccezionali che hanno impresso una decisa accelerazione al lavoro a distanza, ma le aziende italiane stanno riorganizzando con sempre maggiore frequenza i rapporti con i dipendenti.

E non lo fanno limitandosi al trasferimento della sede di impiego al domicilio del dipendente o in qualunque altro posto. Bensì con l'impostazione di nuovi modelli organizzativi che coinvolgono tecnologie e metodologie. A tal punto che c'è chi ha deciso di riconoscere questi sforzi e premiare l'innovazione.

Fino al punto da collocarli da esempi, come dimostra lo Smart Working Award 2020. A dirla tutta, il premio non è stato consegnato solo alle aziende italiane, ma anche alle amministrazioni pubbliche più organizzate e lungimiranti. Vediamo allora in questo articolo con maggiore attenzione:

  • Smart working, le aziende italiane migliori 2020-2021
  • Prospettive dello smart working in Italia

Smart working, le aziende italiane migliori 2020-2021

Quali sono i criteri seguiti nell'individuazione delle migliori aziende italiane per lo smart working 2020-2021? L'aggiornamento a livello internazionale sul ripensamento delle modalità di lavoro ed identificare eventuali indicatori di confronto con altri Paesi, innanzitutto.

Ma anche l'analisi dell'impatto dello smart working sulle prestazioni individuali e dell'organizzazione e i principali aspetti che lo influenzano.

Il focus è stato anche sulla comprensione di come le nuove tecnologie possano supportare l'adozione dello smart working e il benessere dei lavoratori, dei principali aspetti che influenzano l'esperienza di lavoro in sede, delle principali competenze per la smart leadership e per l'adozione di attitudini imprenditoriali.

L'attenzione è stata rivolta anche all'identificazione di azioni concrete di change management per lo smart working e il cambiamento culturale in azienda, alle best practice nel panorama nazionale, alle opportunità per le organizzazioni derivanti dagli spazi di coworking e l'impatto dello smart working sul territorio.

Infine, ma non di minore importanza, è stato eseguito il monitoraggio della diffusione degli smart worker in Italia, do nuovi profili di lavoratori a distanza, delle principali tecnologie digitali a supporto di questa nuova relazione tra datore e dipendente, dello smart working nelle grandi organizzazioni, nelle piccole e medie imprese e nelle pubbliche amministrazioni presenti in Italia. Sulla base di queste indicazioni, i premi sono stati assegnati a

  • Credem Banca nell'ambito dello Smart Working Award 2020 per un progetto che ha esteso il lavoro da remoto a tutti i dipendenti e ha previsto una giornata agile anche per il front office
  • Cerence in relazione al premio fra le pmi per aver favorito un'organizzazione del lavoro fondata sul raggiungimento di obiettivi e su un clima di fiducia fra manager e collaboratori
  • Regione Lazio nella categoria pubblica amministrazione per un progetto che ha permesso di razionalizzare gli spazi e proposto percorsi di formazione e change management

Prospettive dello smart working in Italia

Come spiegato da Mariano Corso, responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Working, l'emergenza ha accelerato una trasformazione del modello di organizzazione del lavoro che in tempi normali avrebbe richiesto anni, dimostrando che lo smart working può riguardare una platea molto ampia di lavoratori, a patto di digitalizzare i processi e dotare il personale di strumenti e competenze adeguate.

A suo dire è necessario ripensare il lavoro e per passare al vero e proprio smart working, che deve prevedere maggiore flessibilità e autonomia nella scelta di luogo e orario di lavoro, elementi fondamentali a spingere una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Insomma, dichiara testualmente, bisogna mettere al centro le persone con le loro esigenze, i loro talenti e singolarità, strutturando piani di formazione, coinvolgimento e welfare che aiutino le persone ad esprimere al meglio il proprio potenziale.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il