Le responsabilitÓ dei genitori civili per pubblicazioni figli minorenni su social network. Tutti i casi 2021

Punto di riferimento normativo per comprendere qual Ŕ la responsabilitÓ civile dei genitori per pubblicazioni figli minorenni su social network Ŕ l'articolo 2048 del Codice civile.

Le responsabilitÓ dei genitori civili pe

Pubblicazioni figli minorenni su social network, quando genitori sono responsabili civilmente?

L'età minima richiesta in Italia per iscriversi a un social network è di 14 anni. In tutte le circostanze, la responsabilità civile per eventuali atti illeciti commessi dai figli minorenni ricade sempre sui genitori.

La facilità di diffusione delle proprie parole e delle proprie immagini sul web è davanti agli occhi di tutti. Basta attivare un profilo su un social network, da Facebook a Instagram, da TikTok a Twitter, ma anche sui software di messaggistica come WhatsApp e Telegram, per raggiungere un numero imprecisato di persone.

Questa stessa semplicità non conosce limiti di età in quanto anche i minorenni possono pubblicare contenuti a ritmo continuo ma, a differenza degli adulti, non sempre hanno la necessaria maturità per comprendere cosa può essere reso pubblico. In pratica la soglia tra un comportamento lecito e uno illecito non viene sempre identificato. Ecco quindi che ci domandiamo quali sono le conseguenze e le responsabilità per i genitori:

  • Pubblicazioni figli minorenni su social network 2021, quando genitori sono responsabili civilmente
  • Il caso particolare in cui i genitori non sono responsabili civilmente per le pubblicazione dei figli

Pubblicazioni figli minorenni su social network 2021, quando genitori sono responsabili civilmente

Secondo il Gdpr (General data protection regulation) ovvero il regolamento europeo sulla privacy, l'età minima per iscriversi a un social network, come TikTok, Facebook, Instagram è di 14 anni. Tuttavia non sono previsti provvedimenti per il minore o per i genitori in caso di inserimento di dati falsi. In tutte le circostanze, la responsabilità civile per eventuali atti illeciti commessi dai figli minorenni ricade sempre sui genitori.

Il punto fondamentale, come stabilito dai tribunali, è che l'educazione dei genitori deve essere finalizzata a evitare che i figli provochino danni a terzi o a se stessi mediante gli strumenti di comunicazione telematica. In particolare, l'anomalo utilizzo da parte dei minori dei social network e dei mezzi offerti dalle nuove tecnologie tale da lederne la dignità provocando un serio pericolo per il sano sviluppo psicofisico, può essere sintomatico di una scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori.

Quest'ultimo sono tenuti a impartire ai propri figli minori un'educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche, ma anche ad adempiere a verificare e controllare l'effettiva acquisizione di quei valori da parte del minore.

Il caso particolare in cui i genitori non sono responsabili civilmente per le pubblicazione dei figli

Punto di riferimento normativo per comprendere qual è la responsabilità civile dei genitori per pubblicazioni figli minorenni su social network come Facebook, Instagram, TikTok, Twitter è l'articolo 2048 del Codice civile. Si tratta di quella disposizione che disciplina la responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte.

Più esattamente, il primo comma stabilisce che il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all'affiliante.

Il secondo comma fissa un altro principio: i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Infine, le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto.

Queste disposizione hanno trovato immediata applicazione in una nota sentenza del Tribunale, secondo cui se i soggetti minorenni diffondano, utilizzando mezzi telematici, come WhatsApp e Facebook, fotografie contenenti l'immagine nuda di una coetanea e tale diffusione avvenga senza il consenso dell'interessata, devono ritenersi civilmente responsabili i genitori degli autori della diffusione, in quanto è ad essi ascrivibile la vigilanza e l'educazione dei ragazzi.

La responsabilità parentale può essere esclusa se i genitori dimostrino di non aver potuto impedire il fatto ovvero hanno integralmente adempiuto al dovere di educare i figli attraverso lo sviluppo nella stessa di una adeguata capacità critica e di discernimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il