Le ultime sentenza Cassazione più interessanti su responsabilità amministratore di condominio

Doveri amministratore di condominio, responsabilità e sanzioni: cosa prevedono ultime sentenze della Corte di Cassazione

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Cosa prevedono le ultime sentenze dalla Cassazione sulla responsabilità di un amministratore di condominio?

Le ultime sentenze più interessanti sulla responsabilità di un amministratore di condominio riguardano soprattutto l’inerzia dello stesso nello svolgimento di compiti e doveri nei confronti dei condomini, definendone, o meno, eventuali responsabilità civili e penali. 

La responsabilità di un amministratore di condominio è un tema molto dibattuto da sempre, considerando che si tratta di una questione molto ampia che comprende una serie di poteri, doveri e obblighi nei confronti dei condomini soprattutto per eventuali danni causati dalla sua negligenza e dall’inadempimento degli obblighi legali o regolamentari. 

La Corte di Cassazione si è espressa più volte su poteri, operato e responsabilità dell’amministratore di condominio. Vediamo allora quali sono le ultime sentenze della Cassazione sulla responsabilità di un amministratore di condominio.

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  • Responsabilità amministratore di condominio ultime sentenze Cassazione cosa dicono


Amministratore di condominio quali responsabilità ha

Stando a quanto stabilito dalle norme in vigore, sono diverse le responsabilità che un amministratore ha nei confronti dei suoi condomini dal momento della nomina che comprendono:

  • gestione finanziaria del condominio;
  • riscuotere dai condomini le spese condominiali per ognuno fissate e agire contro i morosi che non pagano le spese condominiali;
  • fare osservare a tutti i condomini le regole di condominio; 
  • controllo e vigilanza sulle parti comuni dei condomini;
  • convocazione dell’assemblea dei condomini almeno una volta ogni anno; 
  • eseguire le delibere;
  • decidere di adottare eventuali misure necessarie per tutelare i condomini e prevenire pericoli per la incolumità pubblica derivanti dalle cose comuni; 
  • aprire uno specifico conto corrente dedicato al condominio;
  • eseguire tutti gli adempimenti fiscali a carico del condominio; 
  • curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e di revoca dell’amministratore, e del registro di contabilità;
  • conservare tutti i documenti relativi alla propria gestione condominiale;
  • fornire documentazione sullo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e allo stato delle cause in corso, se richiesta dei condomini;
  • presentare il rendiconto annuo del condominio e convocare l'assemblea per la sua approvazione entro 180 giorni. 

L’amministratore di condominio che non assolve ai suoi doveri e alle sue responsabilità rischia sanzioni anche penali, come nel caso di mancata esecuzione di lavori necessari per la sicurezza del condominio e se a causa delle sue omissioni avvengono incidenti.

L’amministratore di condominio ha responsabilità sia civili che penali anche se non mantiene discrezione e riservatezza dei dati informativi relativi a condominio e condomini o se nel corso di un’assemblea condominiale insulta, diffama o offende l’onore di qualche condomino. 

Responsabilità amministratore di condominio ultime sentenze Cassazione cosa dicono

Le ultime sentenze più interessanti della Corte di Cassazione sulla responsabilità di un amministratore di condominio si concentrano soprattutto sulla sua inerzia nello svolgimento dei compiti dovuti.

In particolare, secondo la Cassazione, per l’inerzia, l’amministratore di condominio può rischiare la revoca dalla nomina. Per la Suprema Corte, infatti, la reiterata inerzia dell’amministratore di condominio nell’approvazione del rendiconto consuntivo ne giustifica la revoca e l’amministratore di condominio può essere chiamato a se indugia di fronte alla richiesta, avanzata dal creditore del condominio, avente ad oggetto le tabelle millesimali. 

Inoltre, sempre secondo la Cassazione (civile sez. II, 14/08/1997, n.7613), l’inerzia dell’amministratore nel compimento di atti di ordinaria amministrazione, cioè nell’adozione di provvedimenti per la conservazione dei beni condominiali, non legittima il singolo condomino a rivolgersi al giudice in via contenziosa, senza avere prima convocato l’assemblea condominiale.

Se l’assemblea non viene convocata o non riesce ad esprimere una volontà maggioritaria, cioè se la delibera adottata resta ineseguita, il condomino ha facoltà di rivolgersi al giudice in sede di volontaria giurisdizione e non in sede contenziosa, considerando che la delibera dell’assemblea è impugnabile davanti al giudice in sede contenziosa solo se risulta lesiva dei diritti individuali dei condomini dissenzienti o è stata assunta in violazione della legge o del regolamento condominiale.

Altra sentenza della Corte di Cassazione sulla responsabilità dell’amministratore di condominio riporta che, in tema di poteri dei condomini sull’assemblea condominiale, non è illegittimo il rifiuto dell’amministratore di inserire nell’ordine del giorno alcuni argomenti proposti da singoli condomini potendo tale richiesta essere formulata in modo vincolante solo da almeno due condomini che rappresentino un sesto delle quote dell’edificio, come previsto dal Codice Civile, per la richiesta di convocazione di assemblea straordinaria o per la diretta convocazione in caso di inerzia dell’amministratore.

Dunque, se l’amministratore di condominio non convoca l’assemblea dove richiesta da un solo condominio, non viola alcun obbligo e non alcuna responsabilità, per cui non si configura la sua inerzia, in quanto la richiesta di convocazione dell’assemblea di condominio deve essere, per legge, avanzata almeno da due condomini. 


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il