Le ultime sentenze della Cassazione su diminuzione assegno mantenimento moglie

Licenziamento del marito, moglie laureata, moglie che lavora part time: quali sono le ultime sentenze della Cassazione su diminuzione assegno mantenimento moglie

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Quali sono le ultime sentenze della Cassazione su diminuzione dell’assegno di mantenimento alla moglie?

La Corte di Cassazione con una serie di sentenze emesse recentemente ha stabilito le situazioni e circostanze in cui l’assegno di mantenimento alla moglie può essere ridotto e ciò può, per esempio, accadere se il marito viene licenziato e perde il lavoro, se la moglie lavora part time (ma solo a certe condizioni), se la moglie è laureata, o inizia una nuova convivenza.


 

L’assegno di mantenimento alla moglie rappresenta un obbligo previsto dalla legge dopo il divorzio nel caso in cui la moglie sia economicamente più debole tale non riuscire a mantenersi da sola. Il calcolo dell’importo dell’assegno di mantenimento alla moglie segue regole specifiche e viene definito dal giudice di competenza.

Una volta fissato l’importo di mantenimento che il marito deve regolarmente corrispondere alla moglie, non p detto che resti sempre lo stesso. A causa di modifiche di situazioni reddituali e non sia del marito che della moglie, l’importo dell’assegno di mantenimento alla moglie può essere rivisto. Vediamo quali sono le ultime sentenze della Cassazione su diminuzione dell’assegno di mantenimento alla moglie.

  • Assegno di mantenimento alla moglie può diminuire in caso di licenziamento marito
  • Mantenimento alla moglie che lavora part time come cambia assegno per Cassazione
  • Come diminuisce assegno di mantenimento alla moglie con nuova convivenza
  • Diminuzione assegno di mantenimento alla moglie laureata

Assegno di mantenimento alla moglie può diminuire in caso di licenziamento marito

Se il marito obbligato a versare l’assegno di mantenimento viene licenziato perdendo del tutto il lavoro, può chiedere una revisione dello stesso, con conseguente riduzione dell’importo da versare alla moglie.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha precisato che se il marito viene licenziato e resta senza lavoro, deve comunque adoperarsi per cercare al più presto un’altra occupazione, in modo da poter garantire alla moglie il versamento dell’assegno di mantenimento così come spettante.

Mantenimento alla moglie che lavora part time come cambia assegno per Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che se la moglie ha un lavoro part time, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, l’assegno di mantenimento da parte del marito può essere ridotto a condizione che la scelta del part time sia stata autonoma della donna e dettata da proprie esigenze.

Se, invece, la scelta del part time della moglie è stata fatta per di accudire i figli e occuparsi di casa e faccende domestiche, anche in corso di matrimonio, allora l’assegno di mantenimento alla moglie non può essere ridotto considerando il parziale sacrificio della capacità professionale e reddituale della moglie stessa e il contributo dato alla conduzione della famiglia e alla formazione del patrimonio comune, permettendo al marito, ai tempi del matrimonio, di fare carriera e crescere professionalmente e, quindi, anche dal punto di vista economico.

Come diminuisce assegno di mantenimento alla moglie con nuova convivenza

L’assegno di mantenimento alla moglie non subisce alcuna riduzione se il marito avvia una nuova convivenza ma, come stabilito dalla Cassazione, la situazione cambia nel caso della moglie. Se, infatti, la moglie che percepisce l’assegno di mantenimento a seguito di separazione inizia una nuova convivenza, allora l’assegno di mantenimento non solo diminuisce ma può del tutto decadere, soprattutto se la moglie convola addirittura a nuove nozze. 

Diminuzione assegno di mantenimento alla moglie laureata

La Corte di Cassazione ha stabilito la diminuzione dell’assegno di mantenimento alla moglie laureata. Il motivo della sentenza è presto spiegato: considerando, infatti, che l’assegno di mantenimento alla moglie da parte dell’ex marito è subordinato alla capacità lavorativa della stessa moglie, nonché alla voglia, difficile pensare che una moglie laureata non trovi lavoro adatto a permetterle di mantenersi.

La Corte di Cassazione è intervenuta in merito decidendo che alla ex moglie laureata non spetta l’assegno di mantenimento, perché non sussiste alcun motivo per cui la donna, laureata, non debba lavorare e si rifiuti di cercare un lavoro, perché con le conoscenze e le competenze acquisite durante il suo percorso di studi potrebbe svolgere qualsiasi tipo di lavoro, come anche la commessa, la baby sitter, ecc, senza pretendere necessariamente di svolgere solo e soltanto il lavoro per cui ha tanto studiato, magari.
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il