Legge 104 2020 novità su permessi e agevolazioni dopo modifiche assegno invalidità Corte Costituzionale

Dal 1992 sono state introdotti diversi cambiamenti che l'hanno resa più aderente alle moderne esigenze. Ma le modifiche procedono a ritmo rallentato.

Legge 104 2020 novità su permessi e agev

Quali novità su permessi e agevolazioni legge 104 2020?

Il mercato del lavoro nel 2020 è profondamente diverso da quello del 1992. Perché non introdurre agevolazioni e permessi per chi non è dipendente? Per i co.co.co. e i professionisti, ad esempio ma anche per i lavoratori a domicilio o i braccianti agricoli. Anche loro possono avere un familiare con handicap grave, ma sono privi di facilitazioni specifiche da parte dello Stato. Anche la stessa limitazione dei permessi ai soli lavoratori con handicap grave non considera le difficoltà di chi è colpito da disabilità medio-grave.

E se fosse finalmente arrivato il momento di modificare la legge 104? La spunta decisiva può arrivare dalla recentissima sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito l'illegittimità dell'importo degli assegni di invalidità inferiore a 516 euro.

A cascata potrebbero essere coinvolte tutte le altre prestazioni previdenziali e assistenziali, compresa la legge 104. Si tratta di quel pacchetto di disposizioni a favore chi soffre di disabilità o forme di handicap grave e parzialmente a chi li assiste. In fondo, se facciamo attenzione all'anno di promulgazione di questa legge, scopriamo che ha quasi 30 anni.

Certo, dal 1992 sono state introdotti diversi cambiamenti che l'hanno resa più aderente alle moderne esigenze. Ma le modifiche procedono a ritmo rallentato e alla luce degli orientamenti sulla disabilità e le tante richieste avanzate ogni anno in occasione dell'approvazione della legge di Bilancio, resta ancora molto da fare.

Approfondiamo allora la questione cercando di capire cosa potrebbe succedere dopo le modifiche all'assegno di invalidità da parte delle Corte Costituzionale:

  • Permessi e agevolazioni legge 104 verso la modifica dopo la sentenza
  • La decisione della Corte Costituzionale e la legge 104, quali miglioramenti

Permessi e agevolazioni legge 104 verso la modifica dopo la sentenza

La sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni di invalidità ricopre una grande importanza perché mette al centro il concetto di dignità della persona e stabilisce che, nel pieno rispetto della Costituzione italiana, non è ammessa l'erogazione di un importo inadeguato per affrontare la vita di tutti i giorni.

Da qui l'equiparazione alla pensione minima di 516 euro nel caso in cui il livello di reddito sia particolarmente basso. Si tratta quindi di una dichiarazione di principio che potrebbe estendersi anche ad altri strumenti sociali in vigore, dall'indennità di accompagnamento alla legge 104.

Quest'ultima si preoccupa di colmare le distanze tra è stata colpito da handicap e vive dunque una situazione di svantaggio sociale dipendente dalla disabilità, e il contesto sociale in cui è immerso. Per farlo prevede una lunga serie di facilitazioni, tra cui agevolazioni fiscali ed economiche per affrontare spese che non sempre è possibile sostenere, e permessi di lavoro retribuiti per l'assistenza, concessi al lavoratore stesso o a un familiare.

Del primo lotto fanno ad esempio parte le agevolazioni fiscali per sussidi tecnici e informatici, ausili e auto. Ma anche detrazioni per familiari a carico, spese per l'assistenza specifica, imposte comunali, costi per coprire l'assistenza personale e domestica, sconti per telefonia fissa e mobile ed esenzione dal pagamento di ticket sanitari.

Altrettanto variegato è il capitolo dei permessi di lavoro retribuiti. Fruibili in maniera frazionata o continuativa, i lavoratori affetti da disabilità grave hanno diritto a 2 ore di permesso giornaliero retribuito o a 3 giorni di permessi mensili retribuiti, indipendentemente se il contratto di lavoro sia a tempo pieno o ridotto.

Stesso trattamento per i lavoratori dipendenti pubblici e privati che assistono un coniuge, parente o affine fino al secondo grado portatore di handicap grave. Sono però esclusi i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati, i lavoratori a domicilio, gli addetti ai lavori domestici e familiari, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata.

Questo schema, per quanto apprezzato dai destinatari, codificato e funzionante, ha però un limite che non è stato ancora superato ed è quello temporale.

La legge 104 non è perfettamente in sincronia con i tempi moderni, con i cambiamenti del mercato del lavoro e l'evoluzione sociale. Viaggiano a velocità differenti con il rischio per la legge 104 di non essere perfettamente in linea con i dettami costituzionali.

La decisione della Corte Costituzionale e la legge 104, quali miglioramenti

Ed è proprio questo uno dei punti che potrebbe essere oggetto di revisione da parte del legislatore nell'ambito della legge 104.

Fermo restando che la decisione della Corte Costituzionale non ha carattere retroattivo e dunque l'adeguamento dell'assegno è ammesso solo da adesso in poi, spetta adesso al parlamento decidere in che modo intervenire nel contesto di una riforma complessiva.

Pensando ad esempio a un mercato del lavoro che oggi nel 2020 è profondamente diverso da quello del 1992, perché non introdurre agevolazioni e permessi per chi non è dipendente? Immaginiamo i co.co.co. o ai professionisti, ma anche agli stessi lavoratori a domicilio o ai braccianti agricoli.

Anche loro possono avere un familiare con handicap grave, ma sono privi di facilitazioni specifiche da parte dello Stato. Naturalmente non è replicabile lo schema dei 3 giorni di permessi mensili retribuiti perché le modalità di svolgimento del lavoro sono differenti, ma una forma di agevolazione è facilmente possibile.

La stessa definizione di handicap grave, indispensabile per accedere ai permessi, è da ritenere troppo severe alla luce delle difficoltà che anche i disabili in situazioni medio-gravi affrontano nella vita lavorativa e nei rapporti sociali?

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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