Limite vendite tra privati importi e condizioni 2021 da rispettare

Limite vendite tra privati importi e condizioni 2021 da rispettare

Limite vendite tra privati importi e con

Capita a molti di voler alleggerire il proprio magazzino o fare piazza pulita di tutti gli oggetti inutilizzati presenti in casa. La vendita tra privati rappresenta una soluzione comoda per almeno due motivi: consente di raggiungere l'obiettivo di "svuotare" camere e ripostigli e di guadagnare piccoli e grandi cifre.

Già, perché possono essere anche altre le ragioni che conducono alla vendita di prodotti, beni e oggetti e una di queste può essere proprio quella del lucro. Pensiamo ad esempio al valore che può avere una collezione completa e anche piuttosto datata, sia essa di oggetto o di riviste.

Occorre quindi domandarsi come comportarsi e dunque qual è il limite di importo di vendita tra privati e quali sono le condizioni fiscali e non da rispettare. Il tutto ricordando sin da subito che le medesime regole si applicano sia nel caso di vendita e di consegna degli oggetti di persona e sia di transazioni che avvengono via Internet.

Anzi, proprio quest'ultima è una delle opzioni più ricorrenti per via della diffusione di piattaforme online che mettono in contatto il venditore con l'acquirente. Nella maggior parte dei casi si tratta di acquisti sicuri dal punto di vista del pagamento e che sono quindi tracciati. Scopriamo quindi tutti i dettagli tra

  • Vendite tra privati, limiti e condizioni
  • Regole da rispettare nelle vendite tra privati

Vendite tra privati, limiti e condizioni

La vendita di oggetti tra privati può rivelarsi un'attività realmente remunerativa. Possono essere tanti i beni in nostro possesso con un valore accresciuto nel tempo e di cui, in fin dei conti, non sappiamo più cosa farcene. La presenza di numerose piattaforme online con cui entrare in contatto in tutta sicurezza con potenziali acquirenti non può che facilitare l'operazione.

I dubbi sono di altro tipo: c'è un limite economico da rispettare? Ci sono condizioni particolari da rispettare nelle vendite tra privati? Innanzitutto la compravendita non è un procedura a cui approcciarsi con leggerezza ed è bene conoscere cosa prevede la normativa. In linea di massima si configurano tre situazioni.

La prima è quella della cosiddetta vendita una tantum che non può essere considerata un'attività commerciale e non è tassabile. Pensiamo ad esempio alla vendita della collezione completa e originale della collezione di album delle figurine Panini del campionato di calcio italiano.

In questa situazione il carattere episodico della vendita impedisce che l'attività possa essere inquadrata come commerciale. In buona sostanza, il reddito che si ricava non deve essere inserito in dichiarazione dei redditi da presentare ogni anni e ai fini Iva non richiede alcun obbligo fiscale.

La seconda è la vendita di oggetti online che configura attività commerciale occasionale. La principale differenza con il caso precedente è la tassazione dei ricavi ai fini Irpef con conseguenza inserimento nella dichiarazione dei redditi. Esattamente nella categoria dei redditi diversi, nel quadro reddituale E del modello 730 (per i lavoratori dipendenti) o il quadro RL del modello redditi PF (per i lavoratori autonomi).

Infine c'è il caso della vendita sistematica ovvero costante e abituale, i cui proventi sono tassabili ai fini Irpef e Irap e rilevanti ai fini Iva (occorre cioè dotarsi di partita Iva, ordinaria o forfettaria).

Regole da rispettare nelle vendite tra privati

A ciascuna delle tre situazioni indicati corrispondono quindi limiti e condizioni fiscali differenti. Anche se poi in realtà la regola del limite economico nelle vendite tra privati è applicabili solo nel caso delle vendite una tantum e occasionali ed è pari a 5.000 euro all'anno sia nel caso di cessione di un bene usato e sia di un oggetto nuovo di personale produzione (pensiamo ad esempio a un artigiano o a un pittore).

Diventa quindi particolarmente interessante il caso della vendita di prodotti di propria creazione, rispetto a cui il valore degli oggetti non può superare 250 euro nel caso di compravendita pubblica ovvero nelle manifestazioni organizzate. La soglia può però variare in base alla regione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il