Lo stato attuale della deforestazione nel mondo

Le foreste rappresentano la forza vitale del mondo, prima si prende coscienza di questa evidenza prima l’umanità cambierà atteggiamento verso questo bene indispensabile.

Lo stato attuale della deforestazione nel mondo

Che cos’è la deforestazione?

La deforestazione rappresenta la distruzione del “manto” forestale a livello globale. Per capire il concetto della deforestazione, è necessario fare un passo indietro nel tempo, fino all’era glaciale circa 20 mila anni fa. Sulla terra predominava il ghiaccio, poi, l’asse terrestre cambiò direzione inclinandosi, l’emisfero nord fu irradiato dal sole, tanto che i ghiacciai lentamente si sciolsero, e le foreste presero egregiamente il loro posto. A quell’epoca la maestosità della foresta regnava suprema sulla terra.

La foresta racchiude l’essenza dell’umanità. Lo avevano compreso bene le civiltà antiche, che trovarono la loro fonte di sviluppo e progresso proprio nel sostegno della foresta. Un equilibrio molto importante che generavi vita nel rispetto della vita. Successivamente, questo fragile equilibrio sostenibile trovò la sua fine, la deforestazione fece il suo ingresso in Europa, tanto che le foreste scomparvero già nel 20° secolo.

Lo stato attuale della deforestazione nel mondo

Il quadro odierno, fa rabbrividire, lo sviluppo della popolazione in termini di crescita, ha portato notevoli cambiamenti alla natura circostante, tanto da danneggiare l’intero manto forestale. Le percentuali delle foreste lasciate al degrado si aggirano intorno al 30 per cento, solo un piccolissimo 7 per cento farebbe riferimento a foreste primarie in buona salute.

Il rapporto stilato dalla FAO nel 2016, mostra datti chiari, quali:

  • negli anni 2000 fino al 2010 la foresta ha avuto un danno incommensurabile perdendo 7 milioni di ettari forestali ogni singolo anno;
  • una perdita del 40% è dovuta alla deforestazione per conversione in campi da lavorare;
  • una delle zone più colpite è quella tropicale;
  • nelle zone boreali vi è un incremento del manto forestale;
  • la deforestazione si accentua nei paesi poveri dove le percentuali salgono più della norma;
  • statisticamente è stato rilevato che la prosperità di un popolo contrasta la deforestazione.

Dove si trova la foresta più bella? La foresta Amazzonica è classificata come tra gli splendori del mondo. Basti considerare che in essa sono presenti 5,5 km di pura foresta pluviale che giorno dopo giorno garantisce una forma di sostentamento per tantissime specie animali. Senza dimenticare che in essa esistono ancora popolazioni indigene incontaminate dal mondo circostante, del resto la civiltà dell’Amazzonia risale all’era dei dinosauri.

Nell’immensa Amazzonia nasce la foresta pluviale tropicale più bella al mondo. Essa rappresenta una delle zone più vive di biodiversità di tutto il pianeta, una fonte essenziale grazie alla produzione di ossigeno, ma subisce direttamente l’onda della deforestazione. “Stretta in un angolo” dalla mano dell’uomo troppo preso a garantire l’affluenza dei suoi interessi, senza considerare il bene collettivo, senza tener conto del bene primario: l’aria. Intaccando quegli equilibri naturali dai quali l’uomo stesso ne ricava solo benefici, rischiamo di tirare il filo verso una realtà che porta solo il nome della desolazione.

È importante capire che ogni anno 13 milioni di ettari di foresta vengono sottratti all’umanità persi nel niente. Lo scenario che si prospetta per il 2050 è apocalittico spariranno circa 230 milioni di soli ettari di foresta. È necessario mettere a sicuro la vita dell’intera umanità raggiungendo “l’Obbiettivo Zero”, rivolto alla deforestazione entro il 2020, intervenendo drasticamente riducendo totalmente la perdita forestale. Un programma internazionale per contrastare attivamente le minacce pervenute dai continui cambiamenti climatici e per a preservazione della biodiversità in tutte le sue forme.

L’Italia quanto è coinvolta nella deforestazione?

Il nostro Bel Paese, una volta capito i danni arrecati all’ambiente dalla politica distruttrice colpevole di una deforestazione senza un minimo di buon senso, ha sviluppato una coscienza ambientale volta al valore della foresta come bene “primario”.


 

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il