Malattia professionale: come chiedere il risarcimento?

Quando si può richiedere il risarcimento per malattia professionale e come fare: regole e norme da conoscere per non sbagliare

Malattia professionale: come chiedere il risarcimento?

Quando si parla di malattia professionale?

Parlando di malattia professionale si fa riferimento ad una patologia che agisce lentamente e progressivamente sull’organismo, portando gradualmente anche ad una possibile infermità e inabilità al lavoro, e che il lavoratore contrae nell’esercizio della mansione svolta durante l’attività lavorativa. La legge italiana riconosce la malattia professionale come stato di aggressione dell’organismo del lavoratore correlato all’attività lavorativa svolta e riconosciuta come causa di servizio quando rientra nell'elenco malattie tabellate.

 

Le malattie professionali che vengono riconosciute dall’Inail e che rendono il lavoratore inabile ad esercitare la sua attività, dando anche diritto a risarcimenti, sono inquadrate in una apposita lista che prevede, attualmente, 24 malattie individuate per il settore dell'agricoltura, e 85 per il settore industria, comprendendo anche silicosi, asbetosi, le malattie da raggi X del personale sanitario.

Malattia professionale: come si contrae

La malattia professionale si contrae per esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro svolto, come il contatto a polveri e sostanze chimiche nocive, radiazioni, rumore, vibrazioni, e simili, che agiscono lentamente e in maniera prolungata sul corpo umano arrivando a danneggiarlo nel tempo. La malattia professionale riconosciuta dall'Inail che determina l’astensione dal lavoro viene pagata dall'Istituto a decorrere dal giorno di denuncia all’Inail e per essere riconosciuta:

  1. deve rientrare in uno specifico elenco di malattie tabellate o non tabellate;
  2. bisogna presentare relativo certificato-denuncia del lavoratore e datore di lavoro;
  3. deve passare attraverso una visita medica;
  4. deve essere riconosciuta l'indennità all'assicurato, ed esclusione per i dipendenti pubblici dall'obbligo degli orari visite fiscali.

Malattia professionale: come chiedere il risarcimento

La Corte di Cassazione, in tema di risarcimento del danno per malattia professionale, ha stabilito che in tema di danno alla salute del lavoratore, gli oneri probatori relativi al generico obbligo di applicare le misure di sicurezza sono a carico del datore di lavoro e non del lavoratore. Per presentare la domanda per il risarcimento del danno riguardante una malattia professionale proposta dal dipendente nei confronti del datore di lavoro e attinente a inadeguatezza delle condizioni di lavoro, è la giurisprudenza che fornisce informazioni e chiarimenti.

Per la domanda di risarcimento con azione legale del lavoratore contro il datore, il lavoratore non deve provare la colpa dell'altra parte, ma è soggetto all'onere di allegare e provare l'esistenza del fatto materiale e le regole di condotta che assume essere violate; deve provare che il datore ha assunto un comportamento contrario alle regole generali di correttezza e buona fede nell'ambito del rapporto lavorativo, e, se ricorre un caso di danno alla salute del lavoratore, gli oneri probatori spettanti al datore e al lavoratore sono ripartiti diversamente dall'Ordinamento.

Per ottenere il riconoscimento della malattia professionale, se il lavoratore svolge attività lavorativa, deve:

  1. denunciare la malattia professionale al proprio datore di lavoro entro il termine di 15 giorni dalla manifestazione di essa, altrimenti perde il diritto all’indennizzo per il tempo antecedente la denuncia;
  2. allegare il certificato medico per permettere all’Inail di avviare il procedimento che permetterà di accedere alle prestazioni economiche, sanitarie e riabilitative previste in caso di riconoscimento malattia professionale;
  3. consegnare una copia subito al proprio datore di lavoro e conservarne l’originale dal lavoratore.

Il datore di lavoro ha poi l’obbligo di inviare la denuncia all’Inail entro i 5 giorni successivi, decorrenti dalla data di ricezione del certificato medico e se questo termine non venisse rispettato il datore di lavoro sarebbe soggetto a sanzioni amministrative. Se, però, il lavoratore non svolge più attività lavorativa, può presentare egli stesso la denuncia di malattia professionale all’Inail.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il