Malattia e lavoratore dipendente, regole e leggi in vigore attuali

Come fare richiesta per malattia all'INPS, quando e come, le malattie riconosciute e novità regole aggiornate: cosa c’è da sapere

Malattia e lavoratore dipendente, regole e leggi in vigore attuali

I lavoratori dipendenti che si ammalano o incorrono in incidenti hanno possibilità e facoltà di assentarsi dal lavoro, su presentazione della relativa certificazione medica, e senza subire alcun problema a lavoro o danno professionale. Non esiste, infatti, la possibilità di licenziamento per assenza dal lavoro per malattia a meno che non si accerti che la malattia dichiarata sia falsa. Esistono specifiche leggi che regolano la malattia per lavoro dipendenti. Vediamo quali sono e cosa prevedono.

Malattia e lavoro dipendente retribuzione, durata e regole per fare domanda online INPS e certificato medico telematico

Sia che il lavoratore dipendenti si ammali, sia che sia vittima di incidente, ha la possibilità di assentarsi dal lavoro previa presentazione del certificato medico fatto dal proprio medico di base e trasmesso a datore di lavoro dal lavoratore stesso e all’Inps dal medico. E’ bene sottolineare che il certificato medico deve essere fatto entro due giorni dall’insorgere della malattia. Occorre fare attenzione che non serve più il certificato medico cartaceo, ma viene fatto tutto online, dal medico stesso, con l'invio di un certificato medico telematico all'INPS direttamente online con scritto i giorni di malattia dati al dipendente

Il lavoratore assente per malattia, stando a quanto per legge previsto, ha diritto a percepire un’indennità di malattia dall’Inps e un’ulteriore somma di denaro, detta integrazione della malattia Inps, erogata dal datore di lavoro in base a previsto dal contratto collettivo di lavoro applicato nei vari casi. Per quanto riguarda i pagamenti Inps, la somma da pagare viene calcolata in base alla propria retribuzione media giornaliera e corrisponde al 50% fino al 20esimo giorno di assenza e al 66,66% dal 21esimo giorno fino a 180 giorni al massimo.

Per quanto riguarda le tempistiche di avviso per malattia e relativa assenza, le regole attuali prevedono tempi diversi in base al proprio contratto, per cui l’avviso deve essere dato:

  1. prima dell’inizio del turno nei casi di contratti del terziario e commercio e turismo; di telecomunicazioni, grafica, editoria; alimentare, gomma, plastica, carta; tessile e abbigliamento, confezioni;
  2. entro 2 ore dall’inizio del turno nei casi di contratti del settore dell’autotrasporto;
  3. entro 4 ore dall’inizio del turno nei casi di contratti del settore di legno e arredamento; calzature;  chimico;
  4. entro il primo giorno di assenza nei casi di contratti metalmeccanici.

Il lavoratore, durante il periodo della malattia, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di tempo individuato dai contratti collettivi, mentre i controlli per assenze per malattia scattano il primo giorno di assenza sia per i lavoratori pubblici sia per i lavoratori privati e il medico fiscale viene inviato d'ufficio.

Quali malattie sono riconosciute dall'INPS

Le malattie che danno luogo al riconoscimento della relativa indennità se ci si assenta dal lavoro sono:

  1. le malattie professionali per causa di servizio, che sono quelle contratte dal lavoratore durante il lavoro o a causa dell’ambiente in cui opera e che sono divise in due tipologie, malattie industriali e agricole incluse in apposite tabelle e malattie professionali non incluse nelle tabelle ma per cui si può dimostrare la causa;
  2. malattie professionali con regime disciplinare particolare, come silicosi e asbestosi patologie tipiche delle lavorazioni;
  3. malattie professionali tabellate riferite al settore dell’industria e dell’agricoltura e definite in base alle sostanze che le provocano e alle mansioni;
  4. mal di schiena.

Secondo le regole attuali, infatti, è possibile assentarsi dal lavoro nei casi mal di schiena patologici, come ernia, lombalgia, lombo sciatalgia, dolori alle vertebre, scoliosi. Per assentarsi dal lavoro per questa malattia serve tuttavia un certificato medico specifico perché non tutti i mal di schiena rientrano tra le malattie che permettono di assentarsi dal lavoro.

Stando a quanto riportano le ultime e ultimissime notizie, potrebbe rientrare tra le malattie per cui assentarsi dal lavoro anche il mal di testa cronico, o cefalea, che potrebbe essere riconosciuta come malattia sociale invalidante che dà diritto ad avere l’assegno di invalidità.

Una proposta di legge bipartisan Lega-Pd ha, infatti, proposto di riconoscere il mal di testa come malattia sociale e invalidante, riconoscendo la cefalea primaria cronica come una patologia invalidante, dopo essere stata accertata nel paziente da un centro accreditato e da almeno un anno.

Sempre stando alle ultime notizie, inoltre, l’Oms ha riconosciuto anche lo stress da lavoro, cosiddetto burnout, come malattia da inserire nella lista dell’International Classification of Diseases (Icd). Secondo quanto spiegato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il burnout è un grave disturbo collegato al lavoro, anche nel caso di disoccupazione, conseguente allo stress cronico sul posto di lavoro, che può essere diagnosticato dai medici e conseguentemente curato.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Puoi Approfondire
Ultime Notizie