Modello F24: cos’è e come si compila

Il modello F24 si può reperire abbastanza agevolmente in banche, agenzie di riscossione e uffici postali. L’Agenzia delle Entrate permette di scaricare una versione in pdf direttamente da casa.

Modello F24: cos’è e come si compila

Cos’è il modello F24?

Il modello F24 è un documento utilizzato in Italia per pagare la grande maggioranza delle tasse, imposte e contributi. Basta inserire nelle sezioni il tributo che si intende pagare. Il documento ha sostituito i modelli precedenti validi per liquidare le singole tipologie di imposte.

Modello F24 chi può usufruire

L’introduzione del Modello F24 nella complessa giungla tributaria italiana è stata certamente una panacea. Una semplificazione che ha permesso di concentrare la possibilità di concentrare buona parte delle modalità di pagamento di tasse, imposte, premi e contributi, utilizzando un unico modello. Tant’è vero che spesso viene anche definito, proprio per questa ragione “modello unificato”. Una semplificazione valida anche per chi può usufruirne. Il decreto Bersani bis ha obbligato alcune categorie di contribuenti in possesso di partita IVA ad effettuare il pagamento telematico con l’F24. Questo obbligo è stato esteso, con decorrenza primo gennaio 2007, agli altri titolari di partita Iva.

Modalità di versamento Modello F24

A questo punto è giusto capire anche quali sono le varie modalità di versamento del Modello F24. Il versamento si può fare sia presso gli sportelli di istituti bancari convenzionati oppure presso un ufficio postale. Ecco il paniere delle varie possibilità:

  1. In contanti.
  2. Con PagoBancomat.
  3. Con Postamat.
  4. Con assegno bancario o postale.
  5. Con assegno circolare e vaglia cambiario.

Delle tre copie di cui si compone il modello due restano nel luogo dove si st svolgendo l’operazione mentre la terza dopo il timbro viene restituita al contribuente. I possessori di Partita Iva, che hanno l’obbligo di compilare online il modulo, devono ovviamente avere un conto bancario con un istituto che ha stipulato la convenzione. A questo punto si può procedere utilizzando i servizi di Home banking per i privati mentre per le aziende saranno i servizi di Internet corporate banking a mettere tutto a posto.

Oppure si può affidare il compito di compilare gli appositi modelli a commercialisti e patronati che addebiteranno gli importi sui conti correnti dei clienti. Per quel che riguarda l’eventualità di dovere effettuare il versamento dall’estero questo si può fare. Basta possedere una carta di credito del circuito MasterCard o Visa e un account online Poste Italiane.

Come si compila l’F24?

Il modello F24 si può reperire abbastanza agevolmente in banche, agenzie di riscossione e uffici postali. L’Agenzia delle Entrate permette inoltre di scaricare una versione in pdf comodamente da casa propria. Ed eccoci quindi giunti al momento di affrontare la domanda su come si compila l’F24. Abbiamo già detto che il modello si divide in diverse sezioni, che devono essere compilate dai contribuenti a seconda delle tasse da pagare. Per Irpef, Ires e Iva, per esempio, bisogna fare riferimento alla sezione Erario. Per Irap e addizionale regionale Irpef invece bisogna redigere la specifica sezione Regioni. Per l’addizionale comunale, Ici, Tarsu e Tari e Tosap e Cosap ecco invece la sezione ICI e altri tributi locali. I campi principali sono:

  1. Contribuente nel quale vanno indicati il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale.
  2. Codici tributo che indicano la tipologia di imposta da pagare.
  3. Ici e tributi locali: per l’addizionale comunale Irpef si dovranno usare i vari “codici enti” oltre al codice tributo e all’anno di riferimento. Questa regola vale ai comuni delle regioni Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
  4. Anno e periodo di riferimento. Ovvero l’anno al quale si riferisce l’imposta da pagare e va riportato nel formato a quattro cifre. Se il periodo di imposta non coincide con l’anno solare bisogna barrare l’apposita casella posta nella sezione Contribuente e indicare nella colonna anno di riferimento il primo dei 2 anni solari interessati.
  5. Coobbligato: va indicato quando c’è richiesta, il codice fiscale dell’erede, genitore, tutore o curatore fallimentare con il relativo codice identificativo.
  6. Regioni: per le sole imposte regionali andrà indicato anche il codice della regione per la quale si effettua il versamento.

Sul sito dell’Agenzie delle Entrate comunque è possibile trovare tutte le necessarie informazioni per fare queste operazioni. La cosa importante da ricordare è che le cifre vanno scritte sempre riportando anche i due decimali, anche quando si tratta di cifre tonde. Nel caso, ad esempio, dovete scrivere un importo di 50 euro, bisogna scrivere 50,00. Se le cifre decimali sono più di due è sempre valido il criterio dell’arrotondamento. Quindi se la terza cifra è pari o superiore a cinque, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso. Nel caso contrario l’arrotondamento va effettuato per difetto.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il