Multa auto si può contestare subito o si deve attendere notifica a casa secondo leggi 2021

Alcune ragioni che possono portare alla nullità della multa, nonostante la notifica del verbale sia arrivato nei tempi corretti, sono gli errori formali.

Multa auto si può contestare subito o si

Bisogna aspettare la notifica per contestare la multa auto?

Il guidatore deve attendere la notifica della multa auto prima di procedere con la contestazione. A meno che il verbale non venga consegnato di persona dall'agente accertatore, ad esempio nel caso di divieto di sosta.

La ricezione di una multa auto è sempre un boccone indigesto da digerire per gli automobilisti. Per via di una distrazione quasi sempre evitabile ci si trova infatti nella condizione di dover pagare una sanzione che spesso e volentieri è anche piuttosto salata.

In questa situazione, i guidatori hanno tre strade percorribili. La prima è quella di riconoscere l'infrazione commessa e cercare di pagare il meno possibile.

Più esattamente, nel caso di versamento entro 5 giorni dell'importo richiesto, si ottiene una riduzione del 30%. La seconda strada è quella del pagamento della cifra intera, ma prima che scattino gli interessi di mora. La terza è quella di proporre ricorso al prefetto o al giudice di pace, secondo le normative che regolano la procedura.

C'è però un aspetto su cui è utile fare chiarezza: bisogna aspettare che arrivi a casa la notifica della multa auto? Vediamo tutto in questo articolo:

  • Bisogna aspettare la notifica per contestare la multa auto o no
  • Quando la notifica non può nulla contro la contestazione

Bisogna aspettare la notifica per contestare la multa auto o no

Non è mai piacevole ricevere una multa auto, anche perché avviene a distanza di tempo dall'infrazione commessa. Spesso proprio pochi giorni prima che scatti la prescrizione. E lo è ancora di meno nel caso in cui l'automobilista sia convinto che si tratti di uno sbaglio e dunque che ci siano ragioni per presentare opposizione. Sia dal punto di vista sostanziale ovvero dei motivi per cui contestare la multa e sia da quello formale, in relazione a modi e tempi, c'è una procedura da seguire.

E uno step fondamentale prevede che il guidatore deve attendere la notifica della multa auto prima di procedere con la contestazione. A meno che il verbale non venga consegnato di persona dall'agente accertatore, ad esempio nel caso di divieto di sosta. Solo con il possesso e l'indicazione di tutti i dati, il conducente può formalizzare il ricorso ed essere preciso in riferimento agli estremi della multa, tra cui il numero del verbale.

Il ricorso al prefetto contro la multa auto ricevuta e regolarmente notificata va presentato entro 60 giorni dalla contestazione o notifica dell'infrazione presso il comando a cui appartiene l'organo accertatore. Si tratta di un'alternativa più rapida rispetto al ricorso al giudice di pace.

Può esser redatto in carta semplice e presentata a mano o con una raccomandata andata e ritorno. Spetta all'ufficio che lo riceve registrare il ricorso e inoltrarlo al prefetto allegando le controdeduzioni degli agenti verbalizzanti. Possono essere allegati documenti idonei a comprovare le proprie ragioni e può essere richiesta l'audizione personale. La stessa procedura si rispetta per i ricorsi presentati da persone in possesso di regolare permesso e per i veicoli delle forze armate o adibiti a servizi d'istituto.

Il prefetto deve decidere entro 120 giorni dalla ricezione del ricorso e può respingere il ricorso emettendo ordinanza di ingiunzione di pagamento di una somma pari al doppio della somma originaria più spese. Oppure accogliere il ricorso e disporre con ordinanza l'archiviazione. Nel primo caso, contro l'ordinanza di ingiunzione di pagamento, l'automobilista può ricorrere al giudice di pace entro 30 giorni. Ma attenzione, il ricorso si considera accolto se il prefetto non dispone entro 120 giorni l'ordinanza di ingiunzione di pagamento.

Quando la notifica non può nulla contro la contestazione

Alcune ragioni che possono portare alla nullità della multa - nonostante la notifica del verbale sia arrivato nei tempi corretti - e dunque alla vittoria nel caso di ricorso sono gli errori formali, come la trascrizione errata dei dati anagrafici del proprietario o dei dati del veicolo come la targa, la mancanza dei dati di chi ha provveduto all'accertamento, l'assenza di indicazioni sull'infrazione commessa, l'erronea e illogica esposizione dei fatti.

Oppure la notifica oltre il termine di 150 giorni dall'accertamento o la mancanza o l'inadeguatezza dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il