Multa per divieto di sosta, come pagare meno o contestare e fare ricorso per annullare

Quali sono le sanzioni previste dal divieto di sosta, possibilità di pagare meno e motivi per fare ricorso e annullare la multa

Multa per divieto di sosta, come pagare meno o contestare e fare ricorso per annullare

Cos’è il divieto di sosta?

Il divieto di sosta è un segnale stradale di prescrizione che vieta la sosta del veicolo in un dato posto ma ne permette la fermata provvisoria. Fuori dai centri abitati il divieto di sosta è in vigore 24 ore su 24 mentre nei centri abitati è valido dalle 8 alle 20, a meno che non via una indicazione diversa dal Comune e chi non rispetta il divieto è soggetto a sanzioni.

 

Il divieto di sosta, segnale stradale che vieta appunto sosta e parcheggio in alcuni tratti di strada, stando a quanto stabilito dall’art. 158 del Codice della Strada permette in alcuni casi la possibilità di fermata temporanea ma questa possibilità non vale e il divieto di sosta e totale nei seguenti casi:
in seconda fila;

  1. davanti a passi carrabili;
  2. se blocca totalmente le manovre di un altro veicolo;
  3. nelle aree pedonali urbane;
  4. negli spazi riservati alla fermata degli autobus e veicoli circolanti su rotaia;  
  5. negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide e in corrispondenza degli scivoli;  
  6. sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
  7. nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  8. nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  9. davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o analoghi.

Divieto di sosta: multe previste

La violazione dell’articolo 158 sul divieto di sosta prevede due diversi tipi di sanzione:

  1. una multa compresa tra un minimo di 40 euro e un massimo di 164 euro, per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, e una multa da un minimo di 85 euro ad un massimo di 338 euro per tutti gli altri mezzi nei casi di violazione di divieti di sosta e fermata e del divieto di sosta relativo a spazi e carreggiate riservate ai mezzi pubblici e ai mezzi di persone invalide;
  2. una multa compresa tra un minimo di 24 euro e un massimo di 98 per ciclomotori e motoveicoli a due ruote, e tra un minimo di 41 euro e un massimo di 169 euro per tutti gli altri mezzi per tutti gli altri tipi di violazione previsti dall’art.158.

Multa per divieto di sosta: come pagare meno o ricorso per annullamento

Nel momento in cui si ha una multa per divieto di sosta, come per tutte le altre multe previste per violazione del Codice della Strada, se pagata subito, entro un massimo di cinque giorni, permette di pagare meno, circa il 30%, rispetto alla sanzione piena che scatta trascorso il periodo, appunto, di qualche giorno.

Lo sconto del 30% vale solo se l’infrazione commessa non prevede la confisca del veicolo o la sospensione della patente o se si tratta di una violazione di natura penale (per esempio in caso di guida in stato di ebbrezza) e viene applicato solo sulla sanzione prevista dal codice della strada, non sulle spese relative alla notifica. Se la multa per divieto di sosta si riceve direttamente dal vigile per strada e non tramite notifica a casa, si può pagare anche subito con carta di credito o bancomat se però la pattuglia su strada è abilitata a percepire il pagamento.

Tuttavia, è possibile anche contestare la multa e fare ricorso per annullarla: per farlo bisogna impugnare la multa davanti al Giudice di Pace o al Prefetto motivando però il ricorso. Solitamente i motivi che portano alla presentazione di ricorsi per annullamenti di multe avute per divieto di sosta sono mancanza di segnale del divieto, o presenza di un cartello poco visibile. Spesso chi fa ricorso per questi motivi vince e non deve pagare la multa avuta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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