Multe e sanzioni fiscali non valide se contribuente è in buona fede e leggi poco chiare

Secondo il nostro sistema legale, gli italiani dovrebbero sapere cosa dice la legge. Ma questo non significa che dobbiamo essere tutti esperti legali e fiscali.

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La legge non ammette ignoranza ed è forse la prima regola che viene insegnata al cittadino italiano. Non conoscere la legge non è rappresenta uno strumento di una difesa o di giustificazione per compiere un'azione contraria alla legge. Eppure in alcuni casi l'ignoranza potrebbe essere giustificata.

Pensiamo ad esempio a cosa accade in ambito fiscale in cui la quantità della legge è tale da rendere il sistema legislativo un vero e proprio labirinto.

Gli aggiornamenti sono continui le sovrapposizioni sono troppe e di conseguenza le leggi sono poco chiare, vanno interpretate e spesso non si riesce ad arrivare a una conclusione. Non occorre però nascondersi dietro a questo paravento perché secondo il principio generale non si può essere in grado di affermare che semplicemente non si è a conoscenza della legge per ripararsi dalle accuse.

Nella stragrande maggioranza dei casi si finisce per soccombere. Secondo il nostro sistema legale, gli italiani dovrebbero sapere cosa dice la legge. Ma questo non significa che dobbiamo essere tutti esperti legali e fiscali. Non è pensabile conoscere a menadito ogni comma e riuscire a stare al passo con tutte le novità.

Neanche commercialisti e avvocati sono a conoscenza di tutte le informazioni. Vediamo adesso

  • Se contribuente è in buona fede, multe fiscali non valide
  • Con leggi poco chiare, quali sanzioni fiscali applicare

Se contribuente è in buona fede, multe fiscali non valide

Occorre quindi capire che la regola secondo cui legge non ammette ignoranza non è una scusa, ma significa che le persone non possono difendere le proprie azioni sostenendo di non conoscere le disposizioni applicate.

Sarebbe troppo facile per i contribuenti non pagare tutte le tasse, ignorare il dovere di essere in regolare con le normative fiscali o stare alla larga dall'ultimo balzello applicato dal governo di turno se potessero cavarsela sostenendo che non sapevano che il comportamento fosse contro la legge.

Tuttavia, anche quando hanno buone intenzioni, a volte infrangono le norme perché non si rendono conto di fare qualcosa di illegale. Può accadere perché il nostro sistema fiscale è complicato ed è sottoposto a continue revisione.

Non solo, ma le stesse leggi non sono sempre così chiare sia perché il linguaggio utilizzato è spesso troppo burocratico e di difficile comprensione e sia per la presenza di troppi provvedimenti sulla stessa materia. E lo sono a tal punto che anche esperti e commercialisti possono avere difficoltà a indicare la soluzione definitiva ovvero il giusto comportamento da adottare.

Si entra quindi su un terreno spinoso: fino a che punto i giudici possono essere comprensibili in materia fiscale? Se il contribuente è in buona fede e le leggi sono poco chiare, multe e sanzioni fiscali sono sempre valide?

Che il circostanza sia plausibile è dimostrato proprio dalla leggi in vigore (Codice del processo tributario aggiornato) secondo cui la commissione tributaria dichiara non applicabili le sanzioni non penali previste dalle leggi tributarie quando la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce.

Non solo, ma per lo Statuto del contribuente, le sanzioni non sono irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria.

Con leggi poco chiare, quali sanzioni fiscali applicare

Pensiamo alla quantità di disposizioni di cui tenere conto tra pareri e interpretazioni, regolamenti applicativi, risoluzioni dell'Agenzia delle entrate e circolari ministeriali.

Solo per citare i provvedimenti di recente e continua emanazione. Ecco quindi che in base a un'altra legge (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie) non è punibile l'autore della violazione quando essa è determinata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferiscono, nonché da indeterminatezza delle richieste di informazioni o dei modelli per la dichiarazione e per il pagamento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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