Naspi con licenziamento consensuale. Quando si può ottenere lo stesso

Si ha diritto a chiedere la Naspi per la disoccupazione anche in caso di licenziamento consensuale: cosa prevede e procedura

Naspi con licenziamento consensuale. Quando si può ottenere lo stesso

Quando si può presentare domanda per la Naspi per la disoccupazione?

La domanda per la Naspi per la disoccupazione si può presentare se ci si trova in totale stato di disoccupazione o per licenziamento o per dimissioni per giusta causa. In entrambe i casi sono previsti gli stessi requisiti previsti dalla legge in materie.

 

La condizione essenziale per poter presentare richiesta dell’indennità di disoccupazione Naspi è di essere in totale stato di disoccupazione, senza lavoro, in maniera involontaria, per cui per licenziamento, ma si può richiedere anche nel caso di dimissioni per giusta causa, che implicano motivi senza i quali le dimissioni non sarebbero mai state presentate, come per mobbing o stalking, o violenza. La Naspi si può, dunque, richiedere se la perdita del lavoro è indipendente dalla volontà del lavoratori. Cosa accade per la Naspi nel caso di licenziamento consensuale?

Naspi e licenziamento consensuale: cosa accade

Per avere la Naspi, come detto, la perdita del lavoro deve essere involontaria, per licenziamento, ma vi sono casi in valgono le eccezioni, come quelli di dimissioni per giusta causa o per licenziamento consensuale. Chi risolve il proprio rapporto di lavoro in maniera consensuale con il datore di lavoro può avere comunque accesso alla Naspi.

Il licenziamento consensuale avviene nel momento in cui il lavoratore viene messo di fronte alla decisione di trasferirsi presso un’altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più e rifiuta, o quando si verifica una procedura di conciliazione presso l’Ispettorato territoriale del lavoro per licenziamento per giustificato motivo oggettivo, che si applica solo ad aziende con più di quindici dipendenti e a lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015.

La procedura di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, come la crisi di un’azienda, prevede che l’azienda che intende licenziare un dipendente per motivi economici mandi una comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro spiegando l’intenzione di procedere al licenziamento.

Tocca all’Ispettorato stesso convocare poi le parti per capire se è possibile trovare un accordo e se un accordo viene effettivamente raggiunto dalle parti raggiungono un accordo con la risoluzione consensuale del rapporto, allora il dipendente ha il diritto di presentare domanda per avere la Naspi per la disoccupazione.

Chi può richiedere la Naspi e chi è escluso

L’indennità di disoccupazione Naspi può essere richiesta all’Inps da tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato che perdono il lavoro e che versano i contributi all’Inps, mentre ne sono esclusi tutti i lavoratori iscritti ad altre gestioni previdenziali, come gli iscritti alle Casse di previdenza private degli ordini professionali. In particolare, possono presentare domanda di Naspi:

  1. lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  2. lavoratori dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni
  3. soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le stesse cooperative;
  4. personale artistico assunto con rapporto di lavoro subordinato.

Sono esclusi dalla possibilità di richiedere la Naspi se restano disoccupati:

  1. lavoratori autonomi o parasubordinati;
  2. operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  3. lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata;
  4. lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  5. lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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