Nuova sentenza Cassazione su riconoscimento accompagnamento e tempi massimi accettazione o rifiuto INPS

I requisiti per ottenere l'indennità di accompagnamento sono minimi. Viene infatti richiesto il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100%.

Nuova sentenza Cassazione su riconoscime

Riconoscimento accompagnamento, cosa stabilisce la nuova sentenza della Cassazione?

Sulla base di quanto deciso dalla Corte di Cassazione il verbale provvisorio non può essere considerato definitivo dopo 60 giorni. Da una parte è sempre indispensabile il giudizio del Centro medico legale dell'Inps e dall'altra il verbale definitivo può essere controllato dalla Commissione medica superiore.

Anche uno strumento di sostegno piuttosto semplice nella sua strutturazione come il riconoscimento di accompagnamento può essere oggetto di cambiamenti. Questa volta non arrivano per una disposizione legislativa bensì attraverso le aule giudiziarie con una importante sentenza della Corte di Cassazione.

Oggetto della questione sono stati i tempi entro cui il verbale provvisorio di riconoscimento delle condizioni di non autosufficienza diventa definitivo e dunque consente a chi ne fa domanda di ricevere l'indennità.

Ne hanno diritto anche i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea che sono residenti in Italia e che hanno svolto un lavoro dipendente o autonomo in uno degli Stati dell'Unione europea. Prima di vedere tutti i dettagli in questo articolo, ricordiamo che l'importo dell'assegno per il 2021 è di 522,10 euro al mese.

  • Riconoscimento accompagnamento, nuova sentenza della Cassazione
  • Indennità di accompagnamento e disposizione da seguire

Riconoscimento accompagnamento, nuova sentenza della Cassazione

Come abbiamo premesso, i requisiti per ottenere l'indennità di accompagnamento sono minimi. Viene infatti richiesto il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% accompagnata dall'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore ovvero impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un'assistenza continua.

Caratteristica fondamentale è che spetta al solo titolo della minorazione indipendentemente dall'età e dalle condizioni reddituali. Di più: l'indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa ed è concessa anche ai soggetti con disabilità nei cui confronti l'accertamento delle condizioni sia intervenuto a seguito di istanza presentata dopo il compimento del 65esimo anno di età.

Se la richiesta viene trasmessa per corrispondenza, a fare la differenza rispetto alla data di presentazione è il timbro di arrivo all'Asl.

La domanda di accertamento di invalidità per il riconoscimento di accompagnamento va presentata all'Inps. Sulla base di quanto deciso dalla Corte di Cassazione il verbale provvisorio non può essere considerato definitivo dopo 60 giorni.

Da una parte è sempre indispensabile il giudizio del Centro medico legale dell'Inps e dall'altra il verbale definitivo può essere controllato dalla Commissione medica superiore. In tutti i casi sono esclusi dal diritto al riconoscimento di accompagnamento gli invalidi ricoverati gratuitamente in istituto.

In questa definizione rientra la retta o il mantenimento a totale carico di un ente pubblico, anche se si aggiunge una contribuzione da parte di privati per ottenere un migliore trattamento. Una volta riconosciuta, i beneficiari deve esibire tutti gli anni una dichiarazione di responsabilità che conferma l'eventuale ricovero in casa di cura.

Indennità di accompagnamento e disposizione da seguire

I nuovi maggiorenni titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione non sono sottoposti a nuova visita al compimento del 18esimo anno di età.

Le relative pensioni sono concesse in automatico al compimento della maggiore età. In questo caso occorre presentare al compimento della maggiore età il modulo AP70 relativo alle condizioni economiche ovvero i limiti reddituali.

La presentazione è per via telematica, in proprio o tramite patronato. I nuovi maggiorenni titolari di indennità di frequenza sono sottoposti a nuova visita al compimento del 18esimo anno di età, ma in attesa della visita vengono concesse, su domanda, le provvidenze per invalidità civile spettanti ai maggiorenni.

Possono presentare la domanda di accertamento di invalidità entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età usando i moduli online e la consueta procedura. Solo in tal caso già al compimento della maggiore età sono erogate le provvidenze economiche. In ogni caso segue la visita e - nel caso di conferma dei requisiti - la compilazione il modulo AP70 relativo alle condizioni economiche e altri dati.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il