Tre nuovi controlli su partite ive forfettarie con fatturazione elettronica Agenzia Entrate

Una triplice stretta sui controlli dell’Agenzia delle Entrate per partite Iva forfettarie con le nuove regole al via: cosa cambia e norme in vigore dal 1 luglio 2022

Tre nuovi controlli su partite ive forfe

Come cambiano i controlli dell’Agenzia delle Entrate con nuove regole partita Iva forfettaria?

Contestualmente al debutto delle nuove regole per partite Iva forfettarie, si preparano a cambiare anche i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate grazie al debutto del Pos obbligatorio per tutti, compresi esercizi commerciali e studi professionali, tramite incrocio diretto dei dati volto a contrastare l’evasione fiscale. 
 

Cambiano le regole per titolari di partita iva forfettaria e cambiano anche i controlli dell’Agenzia delle Entrate con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale che nel nostro Paese, nonostante le diverse misure già in atto, continua ad essere un fenomeno particolarmente diffuso. Vediamo allora come cambiano i controlli dell'Agenzia delle Entrate con nuove regole per partite Iva forfettarie. 

  • Nuove regole partita Iva forfettaria al via
  • Nuovi controlli da Agenzia Entrate per movimenti fiscali

Nuove regole partita Iva forfettaria al via 

Si preparano a cambiare le regole per i titolari di Partita Iva forfettaria, con aliquota agevolata al 15%, che dal prossimo primo luglio dovranno obbligatoriamente emettere fattura elettronica. Per i soggetti con partita iva forfettaria obbligati all’emissione di fattura elettronica dal prossimo luglio, la fattura deve essere emessa entro il mese successivo a quello in cui avviene l’operazione, mentre di solito l’emissione della fattura avviene entro 12 giorni dal momento in cui si conclude l’operazione. 

Sono esclusi dall’obbligo di emissione di fattura elettronica i titolari di partita iva forfettaria con ricavi fino a 25mila euro all’anno, esonero non sempre ma che sarà in vigore per i prossimi due anni, e cioè fino al 31 dicembre 2024. Ma le novità non finiscono qui: se la possibilità di aderire al regime fiscale agevolato forfettario vale per chi ha ricavi annui fino a 65mila euro, per chi supera tale soglia sono previsti due anni di ‘transizione’ prima del passaggio al regime ordinario.

Se, dunque, finora, una volta superata la soglia dei 65mila euro annui di ricavi scattava l’immediato passaggio al regime fiscale ordinario per le Partite Iva, dal prossimo luglio, prima del passaggio effettivo ci saranno due anni di scivolo. 

Ciò significa che ogni titolare di partita Iva forfettaria che supera i 65mila euro annui di ricavi avrà ulteriori due anni per beneficiare del regime agevolato prima dell’effettivo passaggio al regime ordinario, in modo da renderne più leggero il cambiamento.

Nuovi controlli da Agenzia Entrate per movimenti fiscali

Contestualmente al debutto delle nuove regole per partite Iva forfettarie, si preparano a cambiare anche i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, che diventano più stringenti e capillari. Coloro che sono in regime forfettario non sono, infatti, esonerati da controlli del Fisco e i controlli nei confronti di titolari di partite Iva forfettaria diventano esattamente come quelli che avvengono nei confronti delle partite Ive ordinarie.

Si tratta, cioè, di controlli relativi sia al corretto funzionamento del sistema che gestisce la trasmissione della fatturazione elettronica e sia di conformità e più capillari, con incrocio di tutti in possesso di Fisco, agenzia tributaria e altri banche dati. 

I controlli fiscali sulle fatture elettroniche, sia ordinarie che d’ora in poi anche forfettarie, possono essere effettuati sia a campione, cioè quando il Fisco decide di analizzare il fatturato di un campione di lavoratori, alla ricerca di anomalie, sia per causa specifica, se per esempio emergono incongruenze o dubbi su una Dichiarazione dei Redditi, e sia per controllo incrociato automatico, che avviene quando una fattura trasmessa da un cliente come fattura ricevuta non compare nella trasmissione delle emesse da parte del venditore.

Cambiano i controlli nei confronti delle partite Iva forfettarie anche grazie al debutto del Pos obbligatorio per tutti, compresi esercizi commerciali e studi professionali. Stando, infatti, a quanto annunciato, tutti i dati relativi ai pagamenti tracciabili con Pos dovranno essere trasmessi direttamente dagli intermediari che emettono carte e bancomat, in modo da evitare l’eventuale rischio di una mancata conversione del cosiddetto pre conto in scontrino e ricevuta fiscale, abitudine che sostiene l’evasione fiscale.

Con questo sistema di immediato trasferimento dei dati, il Fisco può facilmente risalire ai dati degli esercenti senza dover raccogliere le informazioni dei clienti e senza differenze tra consumatori finali e operatori economici conoscendo così gli importi effettivamente pagati per verificare eventuali divergenze tra gli scontrini emessi e le somme incassate con bancomat o carta di credito.

Inoltre, sono anticipate al 30 giugno 2022 le sanzioni per chi non si dota di Pos e non accetta pagamenti con sistemi tracciabili. E’ prevista in tali casi una multa fissa di 30 euro più una quota variabile pari al 4% del valore complessivo della transazione. 
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il