Obbligo di comunicazione domicilio digitale a chi spetta tra cittadini, imprese, professionisti

Il domicilio digitale è l'equivalente del domicilio fisico con la differenza facilmente intuibile che attraverso questo strumento si diventa sempre rintracciabili.

Obbligo di comunicazione domicilio digit

Domicilio digitale, a chi spetta l'obbligo?

L'obbligo di dotarsi di domicilio digitale è previsto per i professionisti iscritti a un albo e per i soggetti iscritti nel registro delle imprese. Ma anche per le pubbliche amministrazioni, comprese le autorità di sistema portuale quelle amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione. Stessa cosa per i gestori di servizi pubblici, incluse le società quotate in relazione ai servizi di pubblico interesse e quelle a controllo pubblico.

Il conto alla rovescia è iniziato perché l'obbligo di comunicazione del domicilio digitale è alle porte. Prima di scoprire tutto ovvero da quando è realmente obbligatorio e a chi spetta questo onere tra cittadini, imprese, professionisti, spieghiamo di cosa si tratta.

Non è altro che un indirizzo elettronico presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato. Si tratta quindi dell'indirizzo virtuale in cui i cittadini italiani saranno raggiungibili dalla pubblica amministrazione.

In buona sostanza è l'equivalente del domicilio fisico con la differenza facilmente intuibile che attraverso questo strumento si diventa sempre rintracciabili.

E quando si parla di raggiungibilità facciamo riferimento alla possibilità di ricevere al domicilio digitale tutte le comunicazioni della pubblica amministrazione ovvero le notifiche di atti e cartelle esattoriali, di multe auto e documenti ovvero tutta la corrispondenza che fino a questo momento è avvenuta con strumenti cartacei, ad esempio le raccomandata.

Per accedere basteranno pochi click, quello di accesso alla propria casella di posta elettronica certificata e di download dei messaggi ricevuti. Vediamo quindi tutti i dettagli ovvero

  • Domicilio digitale, a chi spetta l'obbligo
  • Cittadini, imprese, professionisti e domicilio digitale

Domicilio digitale, a chi spetta l'obbligo

L'obbligo di dotarsi di domicilio digitale è previsto per i professionisti iscritti a un albo e per i soggetti iscritti nel registro delle imprese. Ma anche per le pubbliche amministrazioni, comprese le autorità di sistema portuale quelle amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione.

Stessa cosa per i gestori di servizi pubblici, incluse le società quotate in relazione ai servizi di pubblico interesse e quelle a controllo pubblico.

Caratteristica fondamentale di questo strumento è il valore legale. In pratica le comunicazioni elettroniche trasmesse a uno domicilio digitale producono gli stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero equivalgono alla notificazione via posta.

Si considerano spedite dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, a meno che la mancata consegna vada ricondotta a un fatto non imputabile al destinatario, ad esempio a un problema ai server che ospita il servizio.

Cittadini, imprese, professionisti e domicilio digitale

In questo contesto sono creati tre elenchi:

  • l'Indice nazionale dei domicili digitali, contenente la lista dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti
  • l'Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi
  • l'Indice degli indirizzi delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato

La consultazione via web di queste liste è libera per tutti e non occorre alcuna autenticazione, neanche da parte dei cittadini privati.

Tuttavia senza la preventiva autorizzazione del titolare dell'indirizzo, è vietato utilizzo i domicili digitali per finalità diverse dall'invio di comunicazioni aventi valore legale o comunque connesse al conseguimento di finalità istituzionali. Non è insomma possibile inviare pubblicità o comunicazioni private.

E poi, l'estrazione dei domicili digitali dagli elenchi è effettuata secondo le modalità fissate dall'Agenzia per l'Italia. All'interno dei questi elenchi deve essere presente almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo.

Come precisato dal decreto che istituisce il domicilio digitale e l'obbligo per i soggetti coinvolti di dare comunicazione entro il primo ottobre, le pubbliche amministrazioni utilizzano per le comunicazioni tra l'amministrazione e i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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