Opzione donna 2020, proroga ufficiale quasi sicura. Per chi e requisiti

Opzione donna ancora prorogata per il 2020: come potranno ancora andare in pensione prima le donne e futuro della misura

Opzione donna 2020, proroga ufficiale quasi sicura. Per chi e requisiti

Cosa cambierà per opzione donna 2020?

Le ultime notizie sembrerebbero confermare una proroga dell'opzione donna anche per il 2020, ormai quasi sicura, che rispetto al momento non dovrebbe prevedere alcun cambiamento nè per quanto riguarda i requisiti (con i 35 anni di contributi necessari che però si dovranno maturare chiaramente entro il 31 dicembre 2019) nè per quanto riguarda il sistema di calcolo della pensione finale.

Qualche giorno fa era stata anticipata come notizia ma ora sembra si vada verso la proroga ufficiale dell’opzione donna anche per il 2020: si tratta del resto, come riportano le ultime notizie, forse, dell’unica novità pensioni che sarà inserita nella prossima Legge di Stabilità anche se il vicepremier Salvini punta anche all’inserimento nella nuova Manovra della quota 41 per tutti senza paletti né condizioni.

Sul tema opzione donna, il Comitato Opzione Donna Social da tempo chiede di rendere la proroga dell’opzione donna strutturale almeno fino al 2023. Inoltre, l’amministratrice Orietta Armiliato ha anche chiesto di rendere importante il riconoscimento del lavoro di cura ma anche riconoscere e premiare la maternità. In attesa di vedere se ci saranno ulteriori cambiamenti e novità per le pensioni per le donne, vediamo come dovrebbe essere l’opzione donna 2020 e i requisiti richiesti.

Opzione donna 2020 ulteriori proroga

La proroga dell’opzione donna anche per il 2020 sembra ormai quasi sicura. L’opzione donna 2020 varrà, stando alle prime anticipazioni, ancora una volta per tutte le lavoratrici dipendenti e autonome che abbiano raggiunto, rispettivamente, 58 e 59 anni di età e almeno 35 anni di contributi (che dovranno essere maturati entro il 31 dicembre 2019). Per l’uscita definitiva e la decorrenza ufficiale della pensione bisognerà sempre considerare le due finestre di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome, e, ancora, per la pensione finale il calcolo dovrà seguire solo ed esclusivamente il metodo contributivo.
 
Questo sistema, come accade già, prevede come risultato trattamenti finali decisamente ridotti rispetto a quanto si percepirebbe andando in pensione di vecchiaia, e sono previsti tagli che in alcuni casi arrivando anche al 30%.

Contributi per calcolo pensione con opzione donna

Per calcolare la pensione finale con opzione donna, dunque, ci si basa solo sul sistema contributivo e contributi che si possono considerare ai fini del calcolo per la pensione con opzione donna sono:

  1. i contributi obbligatori;
  2. i contributi volontari;
  3. i contributi da riscatto;
  4. i contributi da ricongiunzione;
  5. i contributi figurativi, esclusi i contributi per disoccupazione e malattia.

Per il raggiungimento della pensione finale con opzione donna non vale, però, il cumulo dei contributi versati presso diverse gestioni previdenziali nel corso della propria vita lavorativa.

Opzione donna: ancora proroghe o diventerà strutturale?

Mentre la proroga dell’opzione donna per il 2020 sembra, dunque, ormai ufficiale tra le misure della prossima Legge di Stabilità 2020, ci si chiede quale sarà il futuro effettivo di questo sistema che permette alle donne lavoratrici, sia dipendenti che autonome, di andare in pensione prima rispetto ai normali requisiti richiesti dalla pensione di vecchiaia (67 anni di età e almeno 20 anni di contributi).

Qualche tempo fa, si era parlato dalla possibilità di rendere l’opzione donna, prima o poi, misura strutturale per permettere alle donne lavoratrici che lo volessero di andare in pensione prima sempre, considerando che la loro uscita, con i relativi tagli sugli importi finali, permetterebbe allo Stato di non pagare poi molto per l’attuazione della misura stessa.

Tuttavia, stando a quanto riportano le ultime notizie, in realtà la misura dell’opzione donna, nonostante l’ulteriore proroga per il 2020, sembrerebbe destinata comunque ad esaurirsi proprio perché, prima o poi, considerando che l’attuale legge pensionistica prevede comunque per tutti il calcolo della pensione finale esclusivamente con sistema contributivo, per la maggior parte delle lavoratrici la pensione sarà già normalmente calcolata con metodo contributivo e lo Stato non ci guadagnerà più come accade al momento, per cui non avrebbe più alcun vantaggio nel prevedere la misura o, come detto, nel renderla strutturale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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