Opzione Donna 2020, quanto si perde realmente

Come si calcola la pensione finale con opzione donna 2020 e quanto si perde realmente decidendo di uscire prima: calcoli e stime

Opzione Donna 2020, quanto si perde realmente

Quanto si perde andando in pensione con opzione donna 2020?

Anche per chi decide di andare in pensione con opzione donna 2020 il calcolo della pensione finale si effettua sempre con sistema interamente contributivo. A fronte del calcolo misto e retributivo, il metodo contributivo porta a tagli delle pensioni finali che possono oscillare in media tra il 25 e il 35% di quanto si percepirebbe andando in pensione di vecchiaia. Ma in alcuni casi si sfiorano percentuali anche superiori e in altri i tagli sono assolutamente molto più bassi. Tutto dipende dai casi

 

La proroga dell’opzione donna 2020 permetterà ancora alle lavoratrici dipendenti, sia pubbliche sia private, e autonome di anticipare il momento della pensione, e non di poco.

Ma è bene precisare che a fronte di una uscita anticipata di parecchio, si parla di quasi 10 anni, considerando che l’opzione donna permette di andare in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici dipendenti a fronte dei 67 anni di età richiesti per andare in pensione anticipata, sono previsti tagli in alcuni casi anche importanti delle pensioni finali. Quanto si perde realmente andando in pensione con opzione donna 2020?

  • Come si calcola la pensione con opzione donna 2020
  • Quanto si perde andando in pensione opzione donna 2020
  • A chi conviene andare in pensione con opzione donna

Pensione con opzione donna 2020: come si calcola

Le lavoratrici dipendenti e autonome che decidono di andare in pensione prima con opzione donna 2020, ancora per il prossimo anno così come da regola da quando l’opzione donna è in vigore, devono effettuare il calcolo dell’importo del trattamento finale che percepiranno esclusivamente con metodo contributivo.

Ciò significa che l’importo della pensione finale dipenderà solo e soltanto dai contributi effettivamente versati dalla lavoratrice nel corso della sua vita professionale, un sistema di calcolo decisamente molto meno vantaggioso del retributivo o del misto, che consentono di aumentare l’importo della pensione finale a prescindere dagli effettivi contributi versati.

I contributi che vengono considerati ai fini del calcolo della pensione con opzione donna sono:

  • contributi obbligatori;
  • contributi figurativi;
  • contributi volontari;
  • contributi da riscatto;
  • contributi da ricongiunzione.

Quanto si perde realmente andando in pensione opzione donna 2020

A causa del calcolo della pensione finale solo ed esclusivamente con sistema contributivo, stando ad alcune stime effettuate, ma già confermate in passato, chi decide di andare in pensione con opzione donna 2020 potrebbe perdere realmente in media anche il 30% di quanto percepirebbe aspettando per la pensione il raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, vale a dire 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Le percentuali più elevate di perdite reali sugli assegni finali con opzione donna oscillano tra il 25% e il 35%, Ci sono casi in cui possono risultare tagli anche più elevati.

Per esempio, una donna che decide di andare in pensione prima con opzione donna nata il 5 marzo del 1959, che ha iniziato a lavorare il 5 giugno 1979 e che al 2018 aveva un retribuzione lorda annua di 60mila euro, andando in pensione di vecchiaia nel 2021 percepirebbe una pensione di 46.200mila euro frutto del calcolo misto mentre andando in pensione con opzione donna nel 2019 percepisce una pensione di 29.210 euro all'anno, per una decurtazione totale del ben il 37%.  

Non sempre, però, i tagli sui trattamenti finali di chi decide di andare in pensione con opzione donna sono così alti. Le percentuali sono anche di appena il 7% rispetto a quanto si percepirebbe aspettando la pensione di vecchiaia e, anzi, talvolta si tratta solo di piccolissime decurtazioni.

A chi conviene andare in pensione con opzione donna

Prima, dunque, di decidere di andare in pensione con opzione donna, solo perché si può lasciare prima il lavoro, è bene capire se e di quanto si potrebbe ridurre l’assegno finale. Tutto dipende dai singoli casi. Considerando che le perdite più importanti riguardano chi ha retribuzioni elevate negli ultimi anni di lavoro e soprattutto chi ha almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Per queste lavoratrici, infatti, ancora oggi, la maggior parte dell’assegno finale con il sistema retributivo per cui il ricalcolo contributivo porterebbe certamente risultati negativi per l’importo della pensione finale. E proprio a queste lavoratrici forse anticipare la pensione con opzione donna non tanto converrebbe.

Per esempio, una dottoressa del servizio sanitario nazionale, che percepisce 4mila euro netti mensili, con 35 anni di contributi e l’attuale sistema di calcolo della pensione, percepirebbe un assegno di oltre 3.200 euro mentre andando in pensione con opzione donna e calcolo dell’assegno interamente con sistema contributivo percepirebbe un trattamento mensile di circa 2.600 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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