Partita iva forfettaria e redditi straordinari, le regole ufficiali in vigore

Quali sono i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su formazione reddito massimo per rimanere nel regime forfettario: cosa sapere

Partita iva forfettaria e redditi straor

Quali sono le regole ufficiali chiarite dalle Entrate per partiva iva forfettaria e calcolo di redditi straordinari?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini della permanenza nel regime forfettario per i titolari di Partita Iva i redditi straordinari e ordinari non si sommano per il calcolo del limite massimo di importo per rimanere nel regime forfettario che è di 30mila euro.

Come devono comportarsi i titolari di partita Iva forfettaria nel caso di compensi di ulteriori redditi straordinari? L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su come calcolare la soglia dei 30 mila euro, che rappresenta la condizione necessaria, causa ostativa, per aderire al regime fiscale forfettario. Vediamo quali sono le regole ufficiali in vigore per Partita iva forfettaria e redditi straordinari.

  • Partita iva forfettaria e redditi straordinari regole ufficiali
  • Partita iva forfettaria regole ufficiali quando si esce

Partita iva forfettaria e redditi straordinari regole ufficiali

Stando a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate, i redditi che si percepiscono in via straordinaria non si sommano a quelli ordinari per cui non concorrono alla formazione del reddito dei 30mila euro da lavoro dipendente o da pensione che determina la permanenza nel regime forfettario.

La precisazione riguarda il fatto che la soglia dei 30mila euro vale solo per gli emolumenti ordinari, cioè per i redditi che regolarmente il contribuente percepisce, per cui ne sono escluse le somme straordinarie. Se, per esempio, come riportato per il caso analizzato, si percepisce un reddito da pensione inferiore ai 30 mila euro nel 2019 ma si percepisce anche un arretrato Inps che fa superare la soglia dei 30mila euro di reddito per lo stesso anno, non si perde il diritto di rimanere nel regime forfettario.

L’Agenzia ha quindi confermato che la causa ostativa si riferisce esclusivamente ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, per cui non incidono sul calcolo della soglia i redditi percepiti in via straordinaria.

Partita iva forfettaria regole ufficiali quando si esce

Se, dunque, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate fanno tirare un sospiro di sollievo a tanti che possono aver percepito una tantum redditi straordinari che hanno fatto sforare il limite dei 30mila per restare nel regime forfettario ma senza correre alcun rischio di uscita, sono invece chiari già i criteri che invece portano alla inevitabile uscita dal regime forfettario con conseguente accesso al regime ordinario.

Il titolare di partita Iva con regime forfettario non vi rientra più, infatti, se supera i 65mila euro di ricavi derivanti dalla propria attività nell’anno precedente o quello di 30.000 euro derivante da redditi da lavoro dipendente.

Tuttavia, è bene precisare che l’uscita dal regime forfettario non è immediata ma decorre dall’anno successivo. Se, per esempio, nel corso del 2020 si supera la soglia dei 65mila euro di ricavi, l’uscita dal regime forfettario decorre da gennaio del 2021. Inoltre, se si esce dal regime forfettario è possibile accedervi nuovamente se si torna a rispettare i criteri stabiliti.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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