Partita iva o altro regime fiscale per YouTuber e chi fa video online su Twitch o altre piattaforme

Partita iva o altro regime fiscale per YouTuber e chi fa video online su Twitch o altre piattaforme

Partita iva o altro regime fiscale per Y

Facciamo subito chiarezza su un punto: i milionari su YouTube, Twitch o altre piattaforme per la condivisione video rappresentano l'eccezione e non la regola. La maggior parte delle persone che avviano un canale YouTube non guadagneranno mai cifre astronomiche.

Tuttavia potranno intascare un reddito tale che non può essere tenuto nascosto al fisco. Anche perché poi se è difficile diventare milionari, sono numerosi gli youtuber che riescono comunque a ricavare qualche migliaio di euro al mese con la produzione di contenuti.

Per iniziare a guadagnare occorre raggiungere alcune soglie minime. Più precisamente per diventare un partner di YouTube e monetizzare in video con Google Adsense è indispensabile avere almeno 1.000 iscritti e più di 4.000 ore di visualizzazione negli ultimi 12 mesi.

Una volta collegato Google Adsense al proprio account YouTube diventa possibile essere pagati quando qualcuno fa clic su un annuncio o guarda i video per almeno 30 secondi. Il problema è far vedere a qualcuno i video pubblicitari per più di 30 secondi.

Per questa ragione AdSense non è non può essere considerata la sola fonte di introiti per chi decide di farne una professione. Il secondo problema è invece relativo alla gestione dei guadagni. Vediamo quindi

  • Quale regime fiscale per chi fa video su YouTube, Switch e altre piattaforme
  • Non solo partita Iva per dichiarare i proventi dei propri video online

Quale regime fiscale per chi fa video su YouTube, Switch e altre piattaforme

La strada da seguire per mettersi in regola con il fisco dichiarando i propri guadagni su YouTube, Twitch e varie piattaforme per la condivisione video è di aprire una partita Iva. La primissima scelta da fare è la scelta del regime: ordinario o forfettario.

In estrema sintesi, le principali differenze tra i due sono l'applicazione dell'Iva e la possibilità di detrarre le spese per l'esercizio della propria attività (solo nel primo caso), il limite di ricavi a 65.000 euro all'anno e la tassazione agevolata al 15% anziché in base ai ricavi effettivi (solo nel secondo caso).

Se quindi è il trattamento fiscale, legato ai guadagni, a rappresentare la variabile principale, altri parametri da prendere in considerazione sono quelli gestionali tra obbligo di fatturazione elettronica e versamento dell'Iva, previsti solo per il regime ordinario.

In buona sostanza, la scelta per le partite Iva è tra un regime che permette di muoversi con la massima libertà e un secondo con numerosi limiti ma con una tassazione agevolata. Ecco quindi che la domanda che ogni produttore di video, indipendentemente dalla piattaforma di caricamento, è relativo ai guadagni.

Non solo partita Iva per dichiarare i proventi dei propri video online

Come anticipato, i ricavi con la pubblicità di AdSense sono elevati solo in caso di un altissimo numero di visualizzazioni. Ma ci sono anche altri modi per ottenere ricavi. Alcuni produttori di contenuti video vendono i propri prodotti ed è anche questo uno dei motivi per cui sono in grado di guadagnare così tanto.

Trovando prodotti che possono vendere, sono in grado di sfruttare la loro presenza online per costruire la loro base di clienti. Non solo ma molti youtuber con un ampio seguito accettano denaro per contenuti sponsorizzati. In genere questo flusso di entrate richiede al creatore di contenuti di parlare e presentare un prodotto o un servizio in un loro video.

Un caso a parte riguarda colore che accettano prodotti gratuiti che i fan possono acquistare in autonomia, anche attraverso un link inserito sul canale.

Questi omaggi non si traducono necessariamente in denaro, ma possono aiutarli a risparmiare denaro e provare nuovi prodotti senza pagare di tasca propria. Insomma, le possibilità per guadagnare con i video sono tante ma è importante ricordare che hanno avuto la meglio su migliaia di altri creatori.

E che in ogni caso è obbligatorio pagare le tasse. Se i guadagni non solo elevati, esattamente fino a 5.000 euro all'anno, non è obbligatorio aprire una partita Iva, ma è sufficiente produrre una ritenuta d'acconto.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Ultime Notizie