Diritto alla pensione di reversibilità si allarga con leggi 2022 modificate e aggiornate

La pensione di reversibilità spetta in determinate condizioni a persone che prima non erano inclusi grazie alla decisione dei tribunali che hanno modificato le leggi 2022 che si sono aggiornate a queste sentenze

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A chi spetta la pensione di reversibilità per coniugi separati secondo una recente sentenza della Cassazione?

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, la pensione di reversibilità spetta al coniuge separato e, come ha precisato una recente sentenza della Corte di Cassazione, spetta anche nei casi in cui si tratti di coniuge separato e coniuge separato con addebito e non solo se titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto, come prima stabilito, ma anche senza assegno.
 

La pensione di reversibilità è un trattamento erogato dall’Inps che spetta ai familiari superstiti del deceduto in virtù di determinate condizioni e in percentuali fissate dalla legge. I casi in cui viene erogata la pensione di reversibilità sono diversi e le ultime novità riguardano il diritto alla pensione di reversibilità per coniugi separati. Vediamo allora quando un coniuge separato può avere la pensione di reversibilità secondo una recente sentenza della Cassazione.

  • Pensione di reversibilità al coniuge separato recente sentenza Cassazione
  • Pensione di reversibilità leggi in vigore beneficiari


Pensione di reversibilità al coniuge separato recente sentenza Cassazione

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, la pensione di reversibilità spetta al coniuge separato e, come ha precisato una recente sentenza della Corte di Cassazione, spetta anche nei casi in cui si tratti di coniuge separato e coniuge separato con addebito e non solo se titolare di assegno alimentare a carico del coniuge deceduto, come prima stabilito, ma anche senza assegno alimentare.

Secondo quanto spiegato dalla Cassazione, non sussiste alcuna differenza di trattamento per il coniuge separato con o senza addebito per cui non è richiesto ai fini del riconoscimento della pensione di reversibilità l’obbligatoria condizione di non aver avuto addebito della separazione e ricevere l’assegno alimentare.

Presupposto per avere diritto alla pensione di reversibilità per il coniuge separato, secondo la Cassazione, è unicamente l’esistenza del rapporto coniugale con il coniuge defunto.

Dunque, per la Cassazione, la pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato con addebito e senza assegno alimentare.

Pensione di reversibilità leggi in vigore beneficiari

Secondo quanto stabilito dalle leggi in vigore, la pensione di reversibilità spetta esclusivamente a parenti del defunto come:

  • coniuge, unito civilmente, separato consensualmente, equiparato sotto ogni profilo al coniuge superstite (separato o non), e divorziato ma che percepiva l'assegno di mantenimento e non risposato;
  • figli, sia naturali, nati dentro o fuori dal matrimonio, e sia adottati, affiliati, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, se studenti fino a 21 anni di età se frequentano la scuola e fino a 26 anni di età se frequentano l'università;
  • nipoti se minorenni, inabili al lavoro e a carico del defunto prima del decesso, o se studenti fino a 21 anni di età se frequentano la scuola e fino a 26 anni di età se frequentano l'università
  • genitori a carico del pensionato, in mancanza di coniuge, figli e nipoti, a condizione che non siano titolari di pensione;
  • sorelle nubili e fratelli celibi, in mancanza di coniuge, figli, nipoti e genitori.  

Ai familiari citati spettano specifiche percentuali dell’importo di pensione che il defunto percepiva a seconda del grado di parentela e che sono le seguenti:

  • del 60% per il coniuge solo;
  • dell’d80% per coniuge e un figlio;
  • del 100% per coniuge e due o più figli.

     





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il