Pensione reversibilità può essere pignorata o no. Tutti i casi

Quali sono i casi in cui la pensione di reversibilità può essere pignorata, per chi e in quale misura: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Pensione reversibilità può essere pignor

La pensione di reversibilità può essere pignorata o no?

Le pensioni di reversibilità possono essere pignorate come accade per redditi da lavoro o da pensione. Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, non sono pignorabili solo le somme riconosciute come sussidi per i poveri e la pensione di reversibilità non rientra tra questi.

La pensione di reversibilità è una prestazione Inps erogata ai familiari superstiti di pensionati iscritti all’Istituto di Previdenza che hanno regolarmente versato contributi previdenziali nel corso della loro vita lavorativa.

La pensione di reversibilità spetta ai familiari del deceduto che ne hanno diritto in misura differente rispetto al grado di parentela e in base al reddito percepito ma il suo importo riduce del 25%, del 40% e del 50% quando il reddito supera di 3 volte il trattamento minimo Inps definito al primo gennaio di ogni anno. Ciò che spesso ci si chiede è se la pensione di reversibilità può essere pignorata o no?

  • Pensione reversibilità può essere pignorata o no
  • Casi in cui pensione reversibilità può essere pignorata

Pensione reversibilità può essere pignorata o no

Le pensioni di reversibilità possono essere pignorate come accade per redditi da lavoro o da pensione. Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, non sono pignorabili solo le somme riconosciute come sussidi per i poveri. In particolare, non possono essere pignorati per legge:

  • sussidi di grazia o di sostentamento a persone considerate povere;
  • sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.

Nella lista non rientra, dunque, la pensione di reversibilità. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha, tuttavia, definito i limiti del pignoramento della pensione.

Casi in cui pensione reversibilità può essere pignorata

La pensione di reversibilità può, dunque, essere pignorata in ogni caso e in base alle percentuali percepite dai familiari del defunto. Il trattamento pensionistico spetta, infatti, ai familiari del pensionato scomparso ma non a tutti.

Le regole in vigore prevedono che la pensione di reversibilità sia corrisposta ai seguenti familiari:

  • coniuge, anche divorziato ma che percepiva l'assegno di mantenimento e non risposato, o in una unione civile;
  • figli e nipoti se minorenni, inabili al lavoro e a carico del defunto prima del decesso, o se studenti fino a 21 anni di età se frequentano la scuola e fino a 26 anni di età se frequentano l'università;
  • genitori a carico del pensionato, in mancanza di coniuge, figli e nipoti, purchè non siano essi stessi titolari di pensione;
  • sorelle nubili e fratelli celibi, in mancanza di coniuge, figli, nipoti e genitori.  

Le percentuali di pensione di reversibilità da corrispondere rispetto all’importo della pensione iniziale del pensionato e al grado di parentela sono le seguenti:

  • 100% della pensione per il coniuge con due o più figli o per sette o più sorelle o fratelli;
  • 90% della pensione per sei fratelli o sorelle
  • 80% della pensione per il coniuge con un figlio o due figli;
  • 75% della pensione per cinque sorelle o fratelli;
  • 70% della pensione per un figlio;
  • 60% della pensione per il coniuge senza figli o per quattro fratelli o sorelle;
  • 45% della pensione per tre fratelli o sorelle;
  • 30% della pensione per entrambi i genitori o per due sorelle o fratelli.

Per pignorare la pensione di reversibilità bisogna intimare all’Inps di trattenere un quinto della pensione erogata calcolato però sempre al netto del minimo necessario per vivere dignitosamente e la procedura per il pignoramento della pensione di reversibilità è la stessa prevista per il pignoramento presso terzi tramite il tribunale.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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