Pensioni 2019 più alte, aumento degli assegni. A chi spetta e di quanto

Quanto aumenteranno le pensioni dal primo gennaio 2019 e di che valore saranno gli aumenti in base a entità dei trattamenti

Pensioni 2019 più alte, aumento degli assegni. A chi spetta e di quanto

Perequazione automatica delle pensioni in arrivo e assegni pensionistici pronti ad aumentare a partire dal prossimo anno: le ultime notizie, infatti, confermano l'aumento percentuale dell'1,1% dei trattamenti pensionistici a partire dal primo gennaio 2019. Il meccanismo di adeguamento prevede un aumento periodico delle pensioni, rendite o trattamenti assistenziali di importo correlato all’aumento di un parametro di riferimento, individuato con la stessa periodicità dall’Istat e da esso certificato.

Il parametro di riferimento è diverso per genere di trattamento da rivalutare e ogni anno, solitamente a inizio dicembre, il Ministero dell'Economia, insieme al Ministero del Lavoro, emette un decreto con cui indica in via provvisoria la percentuale di perequazione automatica per le pensioni per l’anno seguente e rende noto il valore definitivo dell’aumento per l’anno passato, valore che può coincidere o no con quello indicato l’anno prima in via provvisoria. Ma a cosa è dovuto l’aumento delle pensioni? Quali effetti produrrà sull'entità del valore delle pensioni mensili finali?

Pensioni 2019 più alte: a chi spetta

Stando a quanto riportato dal decreto di novembre 2018 del Ministero dell'Economia, dal primo gennaio 2019 scatterà la variazione percentuale per la perequazione delle pensioni e gli assegni cresceranno di 1,1 punti percentuali, confermando le previsioni dello scorso anno dell’1,1%. Gli aumenti previsti non spetteranno, però, a tutti i pensionati, ma varieranno in base a determinate fasce, a seconda di quanto l'importo del trattamento pensionistico sia superiore al trattamento minimo di 507,42 euro. In particolare, la rivalutazione degli assegni sarà in modo progressivo, a scaglioni di reddito e dell’1,1% per trattamenti fino a tre volte il minimo, rivalutazione al 90% allo 0,99% per trattamenti da tre a cinque volte il minimo, e rivalutazione al 75% allo 0,825% per trattamenti oltre cinque volte il minimo. Dal prossimo 2019, inoltre, saranno applicate di nuovo le fasce di perequazione previste dalla legge 388/2000. Negli ultimi anni il meccanismo è stato regolato dalla legge 147/2013.

Pensioni 2019 più alte: di quanto sarà l'aumento

Secondo quanto appena riportato, le ultime notizie confermano che, sulla base della pensione minima di 507,42 euro, la perequazione automatica sarà dell'1,1% per chi percepisce fino a tre volte il trattamento minimo, cioè 1.522,26 euro, che scende allo 0,990% per chi percepisce ino a cinque volte il trattamento minimo, vale a dire 2.537,10 euro; e allo 0,825% per chi percepisce oltre cinque volte il trattamento minimo.

Il tasso risulta, dunque, è più conveniente di quello applicato nel 2018, ad eccezione dei trattamenti fino a tre volte il minimo, per i quali rivalutazione era e resta al 100%, mentre la nuova aliquota risulta svantaggiosa fra tre e quattro volte il minimo, perchè lo scaglione 2018 era al 95% mentre ora è al 90% e si applica solo alla parte eccedente le tre volte il minimo, mentre sulla parte fino a 1539 euro si calcola la rivalutazione al 100%.

Chi nel 2018 percepisce una pensione di mille euro, dal primo gennaio 2019 avrà 1.011 euro; chi percepisce 1.200 euro avrà 1.213,20 euro; chi percepisce 1.300 euro avrà 1314,30 euro; chi percepisce 1.400 euro avrà 1.415,40 euro; chi percepisce 1.500 euro avrà 1516,50 euro; chi percepisce 1.600 euro avrà 1.617,51 euro; chi percepisce 1.700 euro avrà 1.718,50 euro; chi percepisce 1.800 euro avrà 1.819,49 euro; chi percepisce 1.900 euro avrà 1.920,48 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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