Pensioni anticipate 2020 per malattia. Tutti i casi possibili

Malattie fisiche e mentali: quali sono i casi in cui si può andare in pensione anticipata 2020 per malattia e come

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La condizione di malattia permette di andare in pensione anticipata 2020?

La condizione di malattia, sia fisica che mentale, permette di andare in pensione anticipata 2020 solo a condizione di un riconoscimento di una percentuale di invalidità elevata che riduce la capacità lavorativa in maniera stabile o determinandone il peggioramento e in tali casi si può, per esempio, andare in pensione anticipata 2020 con Ape social o pensione di vecchiaia anticipata.

Il nostro sistema previdenziale non prevede possibilità di andare in pensione anticipata 2020 per malattia, ma esistono diversi casi in cui a causa di una malattia è possibile anticipare il momento dell’uscita. Tuttavia, è bene precisare che per poter andare in pensione prima è necessario che la malattia comporti una effettiva riduzione della capacità lavorativa. Vediamo, dunque, quali sono i casi che permettono di andare in pensione anticipata 2020 per malattia.

  • Pensioni anticipate 2020 per malattia con Ape social
  • Pensioni anticipate 2020 per malattia per inabilità al lavoro
  • Pensioni anticipate 2020 per malattia invalidità e inabilità civile
  • Pensioni di vecchiaia anticipate 2020 per malattia
  • Pensione anticipata 2020 per malattia oncologica
  • Pensione anticipata 2020 per malattia mentale

Pensioni anticipate 2020 per malattia con Ape social

Una delle soluzioni che permette di andare in pensione anticipata 2020 per malattia è l’Ape social, sistema di uscita anticipata dal lavoro valido per le categorie di persone considerate svantaggiate, tra cui lavoratori che abbiano una riconosciuta invalidità pari o superiore al 74% e che abbiano compiuto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi.

Per poter andare in pensione prima rispetto ai 67 anni richiesti per andare in pensione di vecchiaia, i lavoratori devono essere iscritti:

  • o alla gestione separata Inps;
  • o all’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
  • o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • o ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’Ago.

Pensioni anticipate 2020 per malattia per inabilità al lavoro

Rientrano nei casi possibili di pensione anticipata 2020 coloro cui viene riconosciuta l’impossibilità di svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nell’ultimo quinquennio. In tal caso è possibile andare in pensione anticipata 2020 con la pensione d’inabilità al lavoro.
Per richiedere questa prestazione bisogna cessare ogni attività lavorativa ed eventualmente cancellarsi da elenchi o albi professionali.

Il calcolo della pensione di inabilità al lavoro viene effettuato secondo le stesse regole di calcolo delle pensioni dirette e cioè sulla base dei contributi previdenziali versati, delle retribuzioni medie e dell’anzianità lavorativa, considerando inoltre una maggiorazione sul numero di settimane calcolate dalla decorrenza della pensione di inabilità al compimento dei 60 anni di età.

Pensioni anticipate 2020 per malattia invalidità e inabilità civile

Possono andare in pensione anticipata 2020 anche coloro che hanno i requisiti per richiedere la pensione di invalidità e inabilità civile, prestazione assistenziale erogata dall’Inps per cui bisogna presentare apposita domanda.

Possono andare in pensione anticipata per invalidità civile 2020 gli uomini con 61 anni di età e almeno 20 anni di contributi e le donne con 56 anni di età e almeno 20 anni di contributi a condizione di avere una invalidità civile riconosciuta non inferiore all’80%.

I requisiti anagrafici sopra riportati si abbassano se l’invalido civile è non vedente: in questo caso, infatti, per andare in pensione anticipata 2020 l’età richiesta è di 56 anni di età per gli uomini e di 51 anni per le donne, con il requisito contributivo dei 20 anni che resta uguale in entrambe in casi.

Ci sono poi i casi in cui l’invalidità dipende dall’insorgere di una malattia cronica, intesa come patologia che non prevede guarigione o miglioramenti ma che rimane stabile nel tempo o tende a peggiorare. Se la malattia cronica impedisce o rende difficile lo svolgimento dell’attività lavorativa può essere riconosciuto il diritto all’inabilità al lavoro o invalidità nei casi più gravi.

Per andare in pensione anticipata 2020 per invalidità civile bisogna prima sottoporsi ad nuova visita medica presso una commissione ASL per ottenere la certificazione dell’invalidità pensionabile e poi presentare apposita domanda direttamente all’Inps nelle seguenti modalità:

  • o direttamente sul sito Inps online;
  • o rivolgendosi a Caf o Patronati;
  • o contattando il numero verde Inps.

Pensioni di vecchiaia anticipate 2020 per malattia

In alcuni casi di malattia, come nei casi di riconoscimento di malattie psichiche, è anche possibile andare in pensione prima con la pensione di vecchiaia anticipata. I requisiti richiesta per l’uscita sono i seguenti:

  • aver raggiunto almeno 60 anni di età (invece di 67 anni come richiesto per la pensione di vecchiaia);
  • aver maturato almeno 39 anni di contributi;
  • cancellarsi dall'Albo professionale a cui si è eventualmente iscritti mentre se si raggiungono 40 anni di contributi non è richiesta alcuna cancellazione.

Pensione anticipata 2020 per malattia oncologica

In Italia non esistono norme specifiche che permettono esclusivamente ai malati oncologici di andare in pensione anticipata. Questo caso rientra tra quelli di riconoscimento dell’invalidità civile, sopra spiegato. Ai malati oncologici viene riconosciuta l’invalidità civile nelle seguenti percentuali: 11%, 70% e 100% e se il grado di riconoscimento dell’invalidità civile è compreso tra il 74% e il 99% o è del 100% il malato ha diritto ad assegno di invalidità o pensione di inabilità.

In questo caso, resta sempre l’obbligo di presentare domanda direttamente all’Inps. Ai lavoratori a cui viene riconosciuta un’invalidità civile superiore al 74%, per il calcolo degli anni di servizio ai fini pensionistici, si considerano 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido fino a un massimo di 5 anni complessivi.

Pensione anticipata 2020 per malattia mentale

Si ha diritto alla pensione anticipata 2020 nel caso di una malattia mentale riconosciuta? Questa è una delle domande che più frequentemente ci si pone a causa dei disturbi ormai sempre più frequenti derivanti da problemi mentali, dalla depressione ad attacchi di panico cronici, ecc.

In questi casi, stando a quanto previsto dalle regole in vigore, è possibile andare in pensione anticipata solo se per la patologia viene riconosciuta una certa percentuale di invalidità, per esempio nel caso di lavoratore depresso con un'invalidità superiore al 74%. Il lavoratore per esempio depresso non può andare in pensione prima solo perché depresso ma è necessario che tale stato determini una invalidità a lavorare.

I casi più gravi di depressione determinano, infatti, una riduzione della capacità lavorativa stabilita da apposite tabelle Inps sulle percentuali d’invalidità riconoscibile che sono le seguenti:

  • per sindrome depressiva endoreattiva lieve del 10%;
  • per sindrome depressiva endoreattiva media del 25%;
  • per sindrome depressiva endogena lieve del 30%;
  • per sindrome depressiva endoreattiva grave dal 31% al 40%;
  • per sindrome depressiva endogena media dal 41% al 50%;
  • per sindrome depressiva endogena grave dal 71% all’80%;
  • per nevrosi fobico ossessiva lieve e per nevrosi ansiosa del 15%;
  • per nevrosi fobico ossessiva e/o ipocondriaca di media entità dal 21% al 30%;
  • per nevrosi fobico ossessiva grave dal 41% al 50%;
  • per psicosi ossessiva dal 71% all’80%.

Nei casi di riconoscimento di invalidità civile a causa delle depressione i lavoratori malati che abbiano almeno un’invalidità pensionabile pari all’80% possono andare in pensione di vecchiaia anticipata a 60 anni e, in assenza dei requisiti contributivi di 5 anni, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio), e ottenere il riconoscimento della pensione d’invalidità civile solo nel caso di percentuale di invalidità pari al 74%.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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