Pensioni precoci (41 anni di contributi): ultime notizie

Quando si è considerati lavoratori precoci, requisiti per andare in pensione e ultime notizie su pensione anticipata con ape social quota 41

Pensioni precoci (41 anni di contributi): ultime notizie

Quando si viene considerati lavoratori precoci?

Stando a quanto stabilito dalla legge, sono considerati lavoratori precoci coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni di età, lavoratori che sono, dunque, entrati nel mondo del lavoro giovanissimi che fino all’entrata in vigore dell’attuale riforme pensioni Fornero potevano andare in pensione prima, tutelati da specifiche regole e requisiti pensionistici ad hoc che, però, sono venuti con l’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche, creando vere e proprie discriminazioni e squilibri.

 

L’entrata in vigore della riforme Fornero delle pensioni ha esteso l’età pensionabile per tutti, senza considerare alcuna specificità in riferimento alle diverse categorie di lavoratori, prevedendo un aumento della stessa età pensionabile, ogni due anni e di tre, quattro mesi, per adeguamento all’incremento delle aspettative di vita Istata. Ha, inoltre, esteso a tutti il calcolo contributivo della propria pensione finale. Addio, dunque, al caro vecchio e vantaggioso metodo retributivo. Le regole pensionistiche in vigore dal 2012 hanno però creato non pochi problemi soprattutto a determinate categorie di lavoratori, come i lavoratori della scuola, che hanno sempre goduto di specifiche norme per andare in pensione, e i lavoratori precoci, coloro che cioè hanno iniziato a lavorare a 14, 15 anni, vale a dire prima dei 18 anni di età.

Pensioni precoci 41 anni: come funziona

L'articolo 1, comma 199 e seguenti, della Legge di Stabilità 2017 prevede per i lavoratori precoci la possibilità di andare in pensione con un requisito ridotto rispetto a quanto richiesto a chi è entrato più tardi nel mondo del lavoro. Possono, infatti, andare in pensione se maturati i 41 anni di contributi indipendentemente dal requisito anagrafico, attualmente fermo a 66 anni e sette mesi, richiesto a tutti gli altri lavoratori. Questo requisito, però, non è fisso, considerando che per adeguamento all’incremento dell’aspettativa di vita, sistema su cui si basa l’attuale legge delle pensioni, dal prossimo primo gennaio 2019 per andare in pensione non basteranno più i 66 anni e sette mesi ma bisognerà raggiungere i 67 anni di età.

Pensione precoci con ape social quota 41: ultime notizie

L’ape sociale, novità per le pensioni che permette di anticipare l’età pensionabile a costo zero a categorie di persone considerate svantaggiate come disoccupati che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi, e abbiano esaurito da almeno tre mesi tutti i sussidi di disoccupazione; disabili che abbiano raggiunto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di contributi e abbiano una percentuale di invalidità dal 74% in su, e vale anche per parenti che assistono da almeno sei mesi parenti invalidi di primo grado, come figli o genitori, o coniuge convivente; e lavoratori usuranti, che abbiano maturato 36 anni di contributi e svolgano una delle attività inquadrate come faticose, è strettamente collegata anche alla quota 41 per i cosiddetti lavoratori precoci.

Le ultime notizie sulla possibilità di pensione anticipata per i lavoratori precoci sono riferite soprattutto alla quota 41 collegata all’ape social permette alle stesse categorie di persone considerate svantaggiate di andare in pensione prima con l’ape social, appunto, a costo zero senza la necessità di aver raggiunto, però, il limite anagrafico dei 63 anni di età, a patto di aver raggiunto 41 anni di contributi e 12 mesi di contribuzione almeno entro il 19 esimo anno di età.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il