Per quali spese è valido il bonus per pagamento con carte di credito e bancomat

Il cashback maturato non solo perché alcune carte offrono un rimborso più elevato su acquisti selezionati, ma anche perché sono gli stessi governi a sponsorizzare questa opzione.

Per quali spese è valido il bonus per pa

Bonus carte di credito e bancomat, per quali pagamenti?

Il governo intende fare valere solo solo gli acquisti effettuati nei negozi fisici e pagati con moneta elettronici, senza particolari preclusioni sulle categorie merceologiche. In altri termini non sono ammessi gli acquisti via web poiché, per definizioni (a meno di pochi e sempre più isolati casi di ricorso al contrassegno) il pagamento avviene con carta di credito o strumenti simili.

Non sfugge l'impatto del bonus per pagamento con carte di credito e bancomat per l'economia e il fisco italiani. Da una parte i commercianti sono maggiormente obbligati ad accettar le transazioni con moneta elettronica mentre i clienti sono incentivati e tenere fermi nel portafogli i propri contanti.

La ricompensa è infatti fino a 300 euro all'anno se i requisiti richiesti sono rispettati. Poi c'è l'impatto per il fisco, considerando che alla base dell'incentivo introdotto dal primo dicembre 2020 con il piano cashless che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riferito agli operatori bancari, c'è la volontà di contrastare l'evasione.

Ma sono i dettagli a fare la differenza e di conseguenza è interessante sapere per quali spese è valido il bonus per pagamento con carte di credito e bancomat. Trova quindi spazio nell'ordinamento italiano la formula del cashback, già molto popolare altrove e basata su un concetto molto semplice: chi usa la carta ottiene uno sconto sugli acquisti sotto forma di restituzione del denaro ovvero di riaccredito sul conto corrente.

Oggi questo concetto è cresciuto e maturato non solo perché alcune carte offrono un rimborso più elevato su acquisti selezionati, ma anche perché sono gli stessi governi a sponsorizzare questa opzione.

Pagare con carte di credito non è sempre meglio per tutti che pagare in contanti. Il riferimento va ai commercianti che devono corrispondere alle principali società di carte di credito una parte del ricavo sotto forma di una commissione per la transazione. Vediamo meglio cosa cambia con l'introduzione di queste nuove disposizioni e più precisamente

  • Bonus carte di credito e bancomat, per quali pagamenti
  • Spese più sicure con bonus carte di credito e bancomat

Bonus carte di credito e bancomat, per quali pagamenti

Il primo aspetto operativo che interessa i contribuenti è relativo all'entità del bonus. Come anticipato, la cifra massima è di 300 euro all'anno poiché il piano prevede il rimborso semestrale pari al 10% delle spese fino a un tetto di 1.500 euro ogni 6 mesi e quindi di 3.000 euro in un anno.

Il tutto avviene con un vero e proprio accredito sul conto corrente, lo stesso a cui è collegata la carta di credito o il bancomat. Basterà verificare l'estratto conto per accertarsi del rimborso. Ma per quali spese è valido il bonus per pagamento con carte di credito e bancomat?

Si tratta di un punto centrale poiché permette di fare luce sulle strategie dell'esecutivo. Alla base della decisione di introdurre questo strumento c'è infatti la volontà di ridurre il tasso di evasione fiscale. E per farlo punta a diminuire il ricorso al contante per effettuare i pagamenti.

Non è ad esempio casuale che siano entrate in vigore le nuove soglie (più basse) per l'utilizzo di denaro liquido e che una nuova stretta è in programma il prossimo anno. Ma se queste sono le intenzioni, ecco che il governo intende fare valere solo per gli acquisti effettuati nei negozi fisici e pagati con moneta elettronici, senza particolari preclusioni sulle categorie merceologiche.

In altri termini non sono ammessi gli acquisti via web poiché, per definizioni (a meno di pochi e sempre più isolati casi di ricorso al contrassegno) il pagamento avviene con carta di credito o strumenti simili.

Spese più sicure con bonus carte di credito e bancomat

Se c'è quindi un tasto su cui il governo ha insistito nella definizione del piano cashback è la sicurezza negli acquisti. In pratica punta non solo a limitare i rischi di frode per chi utilizza carte di credito e bancomat (ma in questo caso un ruolo decisivo è ricoperto dalle società di emissione e dalle banche), ma anche a centralizzare l'esperienza dei cittadini.

L'utente si registra sull'app IO, quella legata ai servizi digitali della pubblica amministrazione e associa il codice fiscale alla carta di credito. A ogni modo, le società di carte di credito possono anche aiutare a risolvere i problemi di rimborso quando i consumatori non sono in grado di risolvere da soli le controversie dei commercianti.

La maggior parte delle carte di credito viene fornita automaticamente con una serie di protezioni per i consumatori che gli stessi utenti non sanno nemmeno di avere, come le garanzie supplementari sui prodotti che possono superare la garanzia del produttore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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