Perdita d'acqua chi paga tra proprietario, inquilino o condominio. Tutti i casi 2021

Quando devono pagare per perdite di acqua in casa proprietari, inquilini di case in affitto o condominio: chiarimenti previsti

Perdita d'acqua chi paga tra proprietari

Chi paga per perdite di acqua tra proprietario, inquilino o condominio?

Non esiste una risposta unica e universale alla domanda. Le perdite di acqua in casa possono derivare da diverse cause e a seconda dei motivi che causano le perdite possono pagare per risolvere il problema sia proprietari, sia inquilini di case in affitto e sia il condominio stesso. 
 

Chi paga per perdite di acqua tra proprietario, inquilino e condominio? Quando si verificano perdite di acqua in casa le cause possono essere diverse e in base alle cause che provocano le perdite sono altresì diversi i soggetti chiamati al pagamento del problema. Non esiste, infatti, un caso universale per cui tocchi sempre al proprietario di una casa pagare per eventuali perdite di acqua.

In base, dunque, al motivo che causa la perdita d’acqua possono pagare per le perdite sia proprietari, sia inquilini di case in affitto e sia il condominio stesso. Vediamo quali sono i casi 2021 in cui devono pagare per perdite di acqua proprietari, inquilini o condominio. 

  • Perdite di acqua quando paga proprietario
  • Quando deve pagare inquilino casa per perdite acqua
  • Perdite di acqua regole quando deve pagare condominio

Perdite di acqua quanto paga proprietario

Stando a quanto previsto dal Codice Civile, quando si verificano problemi in case in condominio, come perdite di acqua, spetta a chi detiene la casa a qualsiasi titolo, cioè proprietari o inquilini, pagare per il danno causato

Una perdita d’acqua può compromettere il buon funzionamento di parti della casa e provocare danni per cui diventa necessario l’intervento di un idraulico o di un servizio di assistenza idraulica per riparare la perdita d’acqua ed evitare ulteriori problemi. Quando si abita in un condominio, eventuali perdite d’acqua, se ‘importanti’, possono danneggiare anche muri o soffitti di altri condomini e allora insieme al pagamento del problema in casa propria bisogna provvedere anche al risarcimento del danno all’altro condomino.

Chi paga per le perdite di acqua dipende dai casi, come detto e come vedremo, ma in merito il Codice Civile è chiaro: chi ha la custodia del bene che ha causato il danno deve pagare, e cioè il proprietario di casa.

Se il problema della perdita di acqua deriva da un problema di una casa che è in affitto, invece, il proprietario deve pagare per la perdita d’acqua solo nel caso in cui essa derivi da problemi strutturali della casa, per esempio per tubature interne usurate.

Secondo quanto stabilito dalle norme in vigore, infatti, il proprietario di casa resta custode delle pareti e degli impianti e deve occuparsi dei lavori di manutenzione straordinaria, che possono anche interessare tubi interni, e tocca quindi a lui pagare i danni causati da una perdita d’acqua derivante dalla rottura di tubature incardinate nelle strutture murarie. In caso contrario, deve pagare l’inquilino.

Quando deve pagare inquilino casa per perdite acqua

Spetta all’inquilino di una casa in affitto pagare per perdite di acqua in casa se queste derivano da una mancata o cattiva manutenzione della casa da parte dello stesso inquilino.

Considerando che, come previsto dalle leggi generali, le opere di manutenzione straordinaria della casa in affitto spettano al proprietario mentre le opere di manutenzione ordinaria spettano all’inquilino, se quest’ultimo non ha cura di controllare e ‘curare’ ciò che detiene allora tocca a lui pagarne le spese. 

Se la perdita di acqua deriva, per esempio, da una cattiva manutenzione delle tubature dei lavandini, l’inquilino deve pagare per sistemare gli stessi tubi che hanno magari solo bisogno di pulizia e spetta anche all’inquilino l’eventuale risarcimento del danno ad altri condomini magari danneggiati dalle perdite di acqua, se per esempio queste ultime hanno creato infiltrazioni e macchie di umidità in casa del condominio del piano sottostante.

Se, però, l’inquilino riesce a dimostrare il motivo che ha portato all’allagamento della casa in condominio e la sua estraneità al fatto, nel senso che non si tratta di un motivo a lui addebitabile per male tenuta della casa, allora tocca, come sopra detto, al proprietario pagare.
 

Perdite di acqua regole quando deve pagare condominio

Se, dunque, una casa in condominio si allaga per perdite di acqua a causa di un singolo condomino, tocca a lui pagare (o inquilino o proprietario a seconda dei casi) ma se le perdite di acqua derivano da cause non riconducibili ad un singolo soggetto, allora, secondo le leggi in vigore, il responsabile del problema è l’intero condominio e se la perdita di acqua in case deriva da una delle parti comuni del condominio, come pianerottoli, o androne, ecc. spetta a tutti i condomini pagare per la soluzione del problema secondo il principio del pro quota, cioè in misura proporzionale al valore delle rispettive proprietà, con riferimento alle tabelle millesimali. 

Per riassumere, dunque, se le perdite di acqua in casa provengono dalla rottura di un tubo di proprietà del condominio, il responsabile dei danni è sempre il condominio che deve quindi provvedere al pagamento dei lavori di ristrutturazione e del risarcimento degli eventuali danni subiti dai condomini in casa.
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il