Permessi dipendenti pubblici 2020 per figli. Quali sono, quanti all'anno e motivi validi

La complessità del sistema del lavoro in Italia ha reso necessaria la costruzione di un impianto normativo differente tra lavoratori privati e pubblici. Ecco i permessi previsti.

Permessi dipendenti pubblici 2020 per fi

La legislazione italiana tutela il rapporto tra genitori e figli. E lo fa in maniera concreta ovvero prevedendo una lunga serie di facilitazioni di cui mamma e papà possono fruire per la cura e l'assistenza dei piccoli.

La complessità del sistema del lavoro in Italia ha reso necessaria la costruzione di un impianto normativo differente tra lavoratori privati e pubblici.

Non tanto in riferimento alla tipologia di permesso di cui i genitori possono godere, quanto piuttosto per le modalità da seguire ovvero quanti permessi all'anno per i figli e la procedura da seguire per ottenerli e fruirli.

Entrando quindi nei dettagli delle possibilità adesso in vigore, i dipendenti pubblici possono chiedere e ottenere le seguenti facilitazioni sul lavoro:

  • Permesso biennale retribuito
  • Permessi non retribuiti per gravi motivi familiari
  • Permessi per allattamento per mamme e papà
  • Permessi per educazione e assistenza dei figli
  • Permessi per figli con disabilità

Permesso biennale retribuito

n caso di mancanza o in presenza di patologie invalidanti del figlio hanno diritto a fruire del congedo il padre o la madre anche adottivi, a meno che non sia ricoverato a tempo pieno.

Da segnalare come non sia previsto alcun limite di età di chi assiste il figlio disabile e per ogni minore con handicap grave, la mamma e il papà hanno anche diritto al prolungamento del congedo parentale entro il compimento dell'ottavo anno del bambino.

Il permesso biennale retribuito può essere fruito in misura continuativa o frazionata per un periodo massimo di tre anni.

Un'altra caratteristica distintiva è il cumulo tra congedo parentale e congedo biennale retribuito. In ogni caso il congedo non può superare la durata di due anni per ciascun figlio portatore di handicap e considerando l'intera carriera lavorativa.

Permessi non retribuiti per gravi motivi familiari

I permessi non retribuiti per gravi motivi familiari sono un congedo che i dipendenti pubblici possono fruire nel corso della vita lavorativa. Non sono utili ai fini del conteggio dell'anzianità di servizio né a quelli previdenziali.

Durano due anni e il limite si calcola considerando i giorni festivi e non lavorativi compresi nel periodo di congedo. I motivi validi ammessi alla richiesta sono situazioni di grave disagio personale o di malattia del figlio oppure circostanze che comportano un impegno del dipendente pubblico o della propria famiglia nella cura e nell'assistenza.

Tra le malattie ammesse ci sono quelle acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario così come neoplasia, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neuromuscolare, psichiatrica, derivante da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche.

Permessi per allattamento per mamme e papà

La mamma può prendersi cura del neonato nel primo anno di vita anche sfruttando i riposi orari giornalieri per allattamento. Può chiedere due periodi anche cumulabili durante la giornata. Il riposo è unico se l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore.

Durano un'ora ciascuno e sono considerati ore lavorative ovvero sono retribuiti. Sono però di 30 minuti se la lavoratrice fruisce dell'asilo nido o di una struttura simile all'interno dell'azienda o nelle immediate vicinanze.

Da segnalare che anche il papà ha diritto ai permessi per allattamento se i figli sono affidati solo a lui, in alternativa alla mamma lavoratrice dipendente pubblica, se la mamma non è lavoratrice dipendente, in caso di morte o di grave infermità della mamma.

Permessi per educazione e assistenza dei figli

Al termine del periodo di astensione obbligatoria dopo il parto, la mamma dipendente pubblica può richiedere un periodo di astensione dal lavoro per educazione e assistenza dei figli fino a un massimo di 6 mesi.

Al pari di altri permessi, lo può fare in maniera frazionata o continuativa. Anche al papà spetta lo stesso diritto. Questa opportunità cambia se è presente un solo genitore che sia separato, deceduto o il papà e la mamma sono single poiché il periodo massimo di assenza sale a 10 mesi.

Se il papà chiede un permesso per un periodo di almeno 3 mesi, il limite sale a 7 e di conseguenza se entrambi i genitori fruiscono di questa tipologia di congedo, il tetto massimo arriva a 11 mesi.

Permessi per figli con disabilità

Ecco quindi i permessi per l'assistenza del figlio disabili con età inferiore ai tre anni, fra 3 e 12 anni, oltre i 12 anni, concessi in base alla legge 104.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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