Permessi lavoro retribuiti non riconosciuti a studenti universitari fuori corso per sentenza Cassazione 2020

Il personale iscritto a un corso di studi universitario e a una qualunque facoltà ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito per ogni singolo esame sostenuto.

Permessi lavoro retribuiti non riconosci

A lavoratori studenti fuori corso si possono dare permessi retribuiti?

Secondo la Corte di Cassazione le 150 ore di permessi studio concesse in tre anni agli studenti lavoratori e quelle aggiuntive per sostenere gli esami e discutere la tesi di laurea sono un diritto del lavoratore studente universitario purché nell'ambito del corso legale degli studi.

C'è una particolare categoria di lavoratori che gode di diritti particolari ed è quella degli studenti universitari. La normativa è costantemente aggiornata anche per via delle sentenze dei giudici, soprattutto quelli della Corte di Cassazione, che via via disciplinano i tanti casi particolari che saltano fuori.

Il punto è molto chiaro: il personale che frequenta regolari corsi di studio gode del diritto a fruire di permessi retribuiti al pari al pari di spostamenti d'orario previsti dal contratto, affinché possa preparare e sostenere gli esami? O ancora meglio, spetta a tutti gli studenti lavoratori, indipendentemente se siano o meno fuori corso?

In linea generale, il personale iscritto a un corso di studi universitario e a una qualunque facoltà ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito per ogni singolo esame sostenuto, indipendentemente dal risultato finale.

Ma anche a 5 giorni di permesso retribuito per la preparazione della discussione della tesi di laurea per le lauree brevi, più un ulteriore giorno da far coincidere con l'esame di laurea. Infine il lavoratore studente universitario può chiedere e ottenere 3 giorni di permesso retribuito per la preparazione dell'esame di laurea magistrale più un ulteriore giorno da far coincidere con l'esame di laurea.

Un caso particolare è quello del personale con rapporto di lavoro part time poiché in questo caso il permesso per sostenere l'esame e i giorni precedenti sono riconosciuti solo se coincidono con quello della prestazione lavorativa. Fissati questi principi di base, scopriamo allora cosa prevede l'importante pronuncia dei giudici e più precisamente:

  • A lavoratori studenti fuori corso non si possono dare permessi retribuiti
  • Permessi lavoro retribuiti a studenti, importante sentenza Cassazione 2020

 

A lavoratori studenti fuori corso non si possono dare permessi retribuiti

Sì ai permessi retribuiti ai lavoratori che sono studenti universitari ma non per sempre. Lo hanno stabilito i giudici della Corte di Cassazione con una sentenza che vedremo meglio nel paragrafo successivo. In pratica, sì alle 150 ore di permesso studio concesse in tre anni agli studenti lavoratori e a quelle aggiuntive per sostenere gli esami e discutere la tesi di laurea purché nell'ambito del corso legale degli studi.

Detto in altri termini, allo studente fuori corso non spettano i permessi retribuiti. Per assentarsi deve sfruttare altri strumenti previsti nell'ordinamento sul lavoro in Italia, ad esempio le ferie. La procedura da seguire per la richiesta di permessi studio per studenti lavoratori è dunque valida solo se in regola con il rapporto tra frequenza ed esami sostenuti.

In questo caso occorre compilare il modulo per la richiesta dei permessi (o, se non disponibile, predisporlo su carta libera), specificare il titolo e la qualifica da conseguire con la frequentazione dell'università a cui si è iscritti, consegnarlo al datore di lavoro e firmarlo.

Permessi lavoro retribuiti a studenti, importante sentenza Cassazione 2020

La pronuncia della Corte di Cassazione sui permessi lavoro retribuiti a studenti riveste una importanza particolare perché colloca due importanti punti fermi.

Innanzitutto riconosce testualmente a tutti i lavoratori che intendono dedicarsi allo studio la possibilità di affrontare, senza remore di carattere economico, gli esami, per ottenere titoli riconosciuti dall'ordinamento giuridico statale, senza che la categoria dei soggetti legittimati possa essere limitata ai soli studenti iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole statali, pareggiate o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

Dopodiché per individuare i beneficiari in caso di concorso di richieste che superino il limite annuale, occorre tenere conto dell'anno di frequenza e dunque del corso legale di studi.

Da segnalare che in alcuni Ccnl il personale può chiedere un congedo non retribuito per partecipare ad attività formative, conseguire il titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, completare la scuola dell'obbligo.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il