Permessi non retribuiti possono essere imposti da azienda o è vietato secondo leggi e Ccnl 2021

Tra i permessi non retribuiti più noti ci sono quelli per gravi motivi familiari. In questa definizione rientrano le situazioni di grave disagio personale.

Permessi non retribuiti possono essere i

Possono essere imposti permessi non retribuiti dall'azienda?

A disciplinare i permessi non retribuiti sul lavori ci pensano i vari Contratti collettivi nazionali del lavoro. E non c'è alcun Ccnl che conferisce al datore di lavoro la facoltà di imporre i permessi non retribuiti. Occorre sempre il consenso del lavoratore.

L'assenza per poche ore e per qualche giorno al mese per ragioni personali rientra tra i diritti dei lavoratore. Si tratta dei permessi che possono essere di due tipi: retribuiti o non retribuiti. La differenza tra le due tipologie è proprio relativa al pagamento dell'assenza ovvero delle ore in cui il dipendente non lavora da parte del datore.

Nel caso dei permessi retribuiti, il lavoratore non subirà alcuna decurtazione nella busta paga che riceverà alla fine del mese. In caso contrario percepirà uno stipendio leggermente inferiore ovvero proporzionato ai giorni o alle ore di assenza.

La consuetudine prevede che sia lo stesso dipendente a fare richiesta di permessi, siano essi retribuiti o meno, sulla base delle personali esigenze. Tuttavia, possono esserci dei casi in cui il datore incentivi i dipendenti a fruire di questa opzione, magari per via del momentaneo alleggerimento del carico di lavoro.

Ma fino a che punto può farlo? Il datore di lavoro può imporre ai lavoratori permessi non retribuiti? Cosa prevedono Ccnl e leggi 2021 in materia? Approfondiamo la questione:

  • Possono essere imposti permessi non retribuiti dall'azienda o no
  • Organizzazione permessi non retribuiti per leggi e Ccnl 2021

Possono essere imposti permessi non retribuiti dall'azienda o no

Al di là della normativa generale, a disciplinare i permessi non retribuiti sul lavori ci pensano i vari Contratti collettivi nazionali del lavoro: terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici.

Si tratta di un dettaglio decisivo poiché è la premessa di un principio: l'azienda non può imporre i permessi non retribuiti. In tutti casi occorre trovare una intesa con il lavoratore poiché non c'è alcun Ccnl che conferisce al datore di lavoro la facoltà di imporre la fruizione di questa misura. Occorre insomma il consenso del lavoratore.

Anche per i permessi non retribuiti per la formazione, finalizzati al completamento del percorso scolastico o alla partecipazione ad attività formative scelte in autonomia.

Organizzazione permessi non retribuiti per leggi e Ccnl 2021

Tra i permessi non retribuiti più noti ci sono quelli per gravi motivi familiari. In questa definizione rientrano le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente, le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura e nell’assistenza, le necessità familiari derivanti dal decesso di una delle persone.

Ma soprattutto le situazioni legate ad alcune malattie. Sono ammesse le patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori del soggetto che esercita la potestà; le patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici ematochimici e strumentali.

Così come le patologie acute e croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica e le patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

A cui aggiungere neoplasia, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neuromuscolare, psichiatrica, derivante da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche.

Possono presentare richiesta di fruizione di permesso non retribuito per gravi motivi familiari i lavoratori pubblici e privati, il convivente del dipendente, così come risulta dalla certificazione anagrafica e i disabili.

Nell'elenco rientrano anche i parenti o affini entro il terzo grado anche non conviventi: coniuge, figli (legittimi, legittimati, naturali, adottivi) e discenti prossimi anche naturali (ma solo se assenti), genitori e discenti prossimi anche naturali o adottanti, generi e nuore, suocero e suocera, fratelli e sorelle germani e unilaterali.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il