Piano ferie estive entro quando date deve essere comunicato dal datore di lavoro

L'obiettivo di fondo è riconoscere ai lavoratori il diritto a fruire le ferie, ma anche consentire al datore di proseguire senza intoppi e difficoltà l'attività produttiva.

Piano ferie estive entro quando date dev

Entro quanto il datore di lavoro deve rispondere sul piano ferie estive?

I tempi dell'autorizzazione sono legati a quelli dei giorni richiesti. In buona sostanza è più facile che la risposta per 1-2 arrivo tempestivamente rispetto alla richiesta di 2-3 settimane di ferie. A valere sono le regole della correttezza e del buon senso ovvero della pacifica gestione delle relazioni aziendali. In ogni caso il datore è chiamato a farlo con tempestività ovvero a incastrare in termini sufficientemente rapidi tutti i tasselli del mosaico delle ferie, ma non c'è una scadenza predefinita.

Alle ferie non si può dire di no. Non può farlo il lavoratore che è tenuto per legge (anzi, per Costituzione) a godere un periodo di riposo obbligatorio dall'attività lavorativa. E non può farlo il datore che non può negarle ai propri dipendenti.

Naturalmente per entrambe le parte ci sono regole ben precise da rispettare sia in riferimento alla durata delle ferie e sia nelle tempistiche con cui chiederle e ottenere una risposta. Un elemento importante da tenere in considerazione sono i singoli contratti collettivi nazionali di lavoro.

Accanto alle norme generali che fissano la modalità di fruizione del periodo di completo distacco dal lavoro e oltre all'articolo costituzionale che ribadisce come le ferie sia un diritto irrinunciabile, ci sono infatti le specificità contenute nei vari Ccnl.

Non vanno persi di vista perché possono essere contenute disposizioni specifiche sulle modalità di fruizione così come sui tempi. Non dimentichiamo infatti che l'obiettivo di fondo è riconoscere ai lavoratori il diritto a fruire le ferie, ma anche consentire al datore di proseguire senza intoppi e difficoltà l'attività produttiva. Vediamo quindi

  • Ferie, entro quanto devono essere comunicate dal datore di lavoro
  • Casi particolari date e piano ferie estive

Ferie, entro quanto devono essere comunicate dal datore di lavoro

Chiariamo subito un principio: nessuna disposizione legislativa a livello nazionale e né di categoria stabilisce come e quando devono essere fruite le ferie.

Significa che il lavoratore può decidere di concedersi un lungo viaggio oppure di rimanere per tutto il tempo nella propria abitazione così come di spendere il tempo per fare volontariato. Le norme fissano però in 4 settimane il periodo di ferie in un anno nel caso in cui il contratto del dipendente (a tempo indeterminato o determinato) sia full time e per l'intero anno solare.

Di queste 4 settimane, 2 vanno godute in maniera preferibilmente consecutiva e altre 2 nell'arco dei successivi 18 mesi dalla maturazione. Alle ferie, come anticipato, non si può rinunciare, e non possono essere monetizzate. Per tradizione il periodo preferito dagli italiani per andare in ferie è proprio l'estate ovvero nella fascia di tempo tra giugno e settembre.

La regole generale prevede che il lavoratore propone i giorni di assenza ovvero il piano ferie e il datore dispone sulla base delle richieste degli altri dipendenti così come di quelle dell'azienda stessa. Ma in alcun caso può negarle. Ma entro quanto tempo il datore deve rispondere, sia affermativa che negativamente, alla proposta di piano ferie?

Non c'è una tempistica predefinita e non c'è alcun Ccnl (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) che la prevede.

A valere sono le regole della correttezza e del buon senso ovvero della pacifica gestione delle relazioni aziendali. In ogni caso il datore è chiamato a farlo con tempestività ovvero a incastrare in termini sufficientemente rapidi tutti i tasselli del mosaico delle ferie.

I tempi dell'autorizzazione sono comunque generalmente legati a quelli dei giorni richiesti. In buona sostanza è più facile che la risposta per 1-2 arrivo tempestivamente rispetto alla richiesta di 2-3 settimane di ferie.

Casi particolari date e piano ferie estive

La normativa sulle ferie è quindi complessa e ricca di casi particolari poiché non esiste una procedura univoca per la modalità di richiesta ferie da parte del lavoratore e allo stesso tempo l'azienda non ha un tempo minimo o massimo entro cui comunicare la propria decisione.

Ricordiamo però il caso particolare dell'assenza ingiustificata del dipendente. Si consuma quando decide di assentarsi ovvero di andare in ferie nonostante la mancata autorizzazione del datore di lavoro (per rifiuto giustificato o per assenza di risposta). Il rischio che si corre è quello massimo: il licenziamento per giusta causa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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