Pignoramento conto corrente: tutti i limiti per il 2017

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione ha il pieno potere sul conto corrente, ecco come il pignoramento del conto è dietro l’angolo.

Pignoramento conto corrente: tutti i limiti per il 2017

Cosa significa pignoramento conto corrente?

Le novità introdotte dal Decreto Legge n. 103/2016, concedono ampi poteri all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Tali da poter recuperare le somme spettanti delle cartelle di pagamento omesse, attingendo direttamente al conto, pignorando il conto corrente del contribuente moroso.

Caduto l’impero di Equitalia ci si aspettava una boccata d’aria fresca, mentre il “fisco amico” in agguato rifilava all’Agenzia delle Entrate – Riscossione poteri quadruplicati, ampliandone il raggio d’azione. Oggi, tutti i contribuenti che malauguratamente hanno un debito nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria rischiano amare sorprese. L’Ente di Riscossione può avviare un pignoramento del conto corrente, avendo pieni poteri e libero accesso alle banche dati dell’Inps, quindi, dispone tutte le notizie globali dei contribuenti, della serie: “tutto vede e nulla scappa”.

Pignoramento conto corrente: tutti i limiti per il 2017

Se pur vero che la vecchia (forse) rimpianta Equitalia poteva pignorare il conto corrente, le novità investite dall’Ente di Riscossione dal 1° luglio 2017, fanno angosciare il popolo dei contribuenti che teme l’ora e il momento delle scadenze di una cartella di pagamento. 

L’amplificazione dei poteri dell’Agenzia delle Entrare – Riscossione, rispecchia in pieno il concetto di lotta all’evasione fiscale. Tanto da intervenire se è il caso lo richiede, attraverso la procedura di pignoramento del conto corrente del contribuente moroso. Ovviamente, nella piena libertà d’azione e senza dover procedere con l’iter giudiziario che prevedeva la sentenza del giudice.

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legge n. 193 del 22 ottobre 2016, all’Agenzia delle Entrate - Riscossione viene conferito il potere di accedere alle banche dati, e a tutte le informazioni inerenti il contribuente. Essa ha libero accesso a tutti i canali per poter reperire tutti i dati e agire per il recupero dei crediti.

Quando l’Agenzia delle Entrate – Riscossione si avvia per il pignoramento del conto corrente? Il contribuente riceve la cartella di pagamento o esattoriale, dalla notifica ha 60 giorni di tempo per poter pagare o richiedere una dilazione di pagamento. Nel momento in cui il contribuente diventa moroso, omettendo il pagamento e non provvedendo a richiedere una dilazionare di pagamento della cartella, l’Ente di Riscossione comunica alla banca il pignoramento del conto, senza presentarlo al contribuente, con questa operazione si assicura i fondi del conto.

Il pignoramento diretto è una procedura esecutiva disciplinata dall’articolo 72 bis del Decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1973, nelle mani dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

È possibile evitare il pignoramento del conto corrente? Come difendersi? Resta da considerare che il pignoramento del conto corrente è l’incubo non solo dei singoli contribuenti, ma anche di tantissime imprese, costrette a fare i conti con scadenze fiscali sempre più onerose senza una reale contropartita d'incassi.

Nel momento in cui viene notificata una cartella di pagamento, la prima cosa da fare è verificare che il debito non sia stato già versato attraverso la prova delle ricevute di pagamento. Nell’ipotesi in cui esso è reale, e per un motivo qualsiasi abbiate omesso il pagamento alla fonte, per sviare il pignoramento del conto e prendere tempo, è necessario richiedere una dilazione di pagamento della cartella. Avendo nelle mani un piano rateizzato della cartella, pagherete a rate il debito compreso d'interessi, in attesa di tempi migliori.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il