Pignoramento stipendio: come funziona e limiti 2017

Come funziona il pignoramento dello stipendio, casi e modalità previste, limiti e calcolo: cosa prevede la legge

Pignoramento stipendio: come funziona e limiti 2017

Come funziona il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio si attua nel momento in cui un debitore debba soldi ad un qualsiasi creditore e non assolve ai pagamento previsti e concordati, motivo per il quale scatta un provvedimento di tal genere. Tuttavia, lo stesso pignoramento dello stipendio per la restituzione di un debito non può avvenire per l’intera somma dello stipendio percepito ma deve rispettare precisi limiti.

 

I limiti stabiliti per il pignoramento sono diversi a seconda che esso avvenga presso il datore di lavoro o presso l’istituto bancario di riferimento e, a differenza di quanto accade per il pignoramento della pensione, per quello dello stipendio non esiste un vero e proprio limite minimo impossibile pignorare, per cui anche su uno stipendio davvero esiguo può agire il pignoramento. Ma come funziona il pignoramento dello stipendio?

Pignoramento dello stipendio: come funziona

La percentuale dello stipendio possibile da pignorare dipende da due condizioni, se, cioè, il pignoramento viene notificato al datore di lavoro, o se avviene presso l’istituto bancario dove viene depositato lo stipendio del debitore. Per capire quale sia la modalità di pignoramento scelta basta semplicemente consultare l’atto di notifica dell’Ufficiale Giudiziario sul quale è riportato il nome del terzo pignorato, cioè della banca o dell’azienda.

Nel caso di pignoramento al datore di lavoro del debitore, e al debitore stesso, il datore di lavoro dovrà comunicare al creditore se il dipendente è in credito di somme di denaro o meno mediante posta certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno. Dopo di che, debitore e terzo pignorato devono presentarsi in un’udienza davanti a un tribunale civile per verificare se il terzo pignorato ha fornito dichiarazione positiva o negativa su eventuali crediti del debitore e, in caso positivo, autorizza il pignoramento.

Da questo momento in poi, stando a quanto previsto dalla legge, il datore di lavoro sarà obbligato a trattenere 1/5 dello stipendio e versarlo direttamente al creditore fino a quando il debito non sarà estinto. Il creditore non può pignorare più di 1/5 dello stipendio, calcolato sul netto dello stipendio e non sul lordo. Si tratta di un procedimento valido per qualsiasi tipo di stipendio, a prescindere dall’importo erogato dal datore di lavoro. Il pignoramento dello stipendio in banca segue la stessa procedura del pignoramento notificato al datore di lavoro, ma in tal caso l’atto viene notificato all’istituto di credito e al debitore.

Pignoramento dello stipendio: limiti 2017 e calcolo

Stando a quanto previsto dall’art. 13 d.l. 27 giugno 2015, n. 83, con riferimento al pignoramento del conto corrente, la norma prevede che ‘le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento; somme a titolo di pensione, di indennità di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma e dalle speciali disposizioni di legge’.

Il limite legale di possibilità di pignoramento dello stipendio che consiste nella misura di un quinto al massimo, circa il 20%, cioè, della somma che si percepisce e se il debito riguarda alimenti dovuti per legge, la pignorabilità vale fino a un terzo degli stipendi; mentre se il debito riguarda tributi dovuti allo Stato, alle Province e ai Comuni,

  1. per stipendi fino a 2.500 euro, la pignorabilità vale fino a massimo a un decimo dello stipendio;
  2. per stipendi tra i 2.501 e i 5.000 euro, la pignorabilità vale fino a un massimo di un settimo;
  3. per stipendi superiori ai 5 mila euro, la pignorabilità vale fino ad un quinto.

Per il calcolo del quinto dello stipendio si deve considerare l’importo netto e non la quota lorda, cioè lo stipendio al netto di eventuali cessioni volontarie o deleghe di pagamento che dovessero gravare sullo stipendio o sulla pensione. Inoltre, è importante sottolineare che se cessa il rapporto di lavoro del debitore mentre il datore di lavoro effettua ancora le trattenute sullo stipendio, viene sospeso anche il pignoramento.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il