Pignoramento stipendio per prestito non pagato. Quando avviene, di quanto, importo massimo

Cosa succede a chi non paga un prestito e quando si esegue il pignoramento sullo stipendio: come funziona e chiarimenti

Pignoramento stipendio per prestito non pagato. Quando avviene, di quanto, importo massimo

Cos'è il pignoramento?

Il pignoramento è la procedura di espropriazione forzata per pagamento di debiti insoluti. Esistono tre tipologie di pignoramento: il pignoramento mobiliare, il pignoramento immobiliare e il pignoramento presso terzi, che scattano se un debitore non paga imposte, prestiti, mutui, alimenti, fornitori o controparti processuali.

 

Chi accumula debiti per lungo tempo e non rimborsa regolarmente rate di prestiti personali o mutui, dopo una lunga procedura che parte con il sollecito di pagamento da parte del creditore al debitore affinchè quest’ultimo regolarizzi i suoi pagamenti, prosegue con recupero crediti e poi decreto ingiuntivo, può essere soggetto al pignoramento dei beni, che possono essere immobiliari, terreni, case, ecc, o mobiliari, da stipendio e pensione, a conto corrente e altri prodotti finanziari. Come funziona il pignoramento in busta paga per un prestito non pagato?

Prestito non pagato: procedura di pignoramento

Chi non paga un prestito non è immediatamente soggetto al pignoramento: prima, infatti, di arrivare a questo provvedimento estremo, esistono diverse possibilità che il debitore ha per regolarizzare la sua posizione e pagare quanto dovuto. Al pignoramento si arriva infatti dopo diversi solleciti di pagamento e dopo il decreto ingiuntivo che intima al debitore il pagamento.

Se anche in questo caso, il debitore continua a non pagare allora scatta il pignoramento. Ci vogliono comunque mesi perché si arrivi al pignoramento effettivo. Nel caso di un prestito non rimborsato, il pignoramento può colpire lo stipendio prevedendo una trattenuta della cifra dovuta per il prestito direttamente in busta paga.

Pignoramento in busta paga: come funziona

Come avviene il pignoramento in busta paga per un prestito non pagato? Se il creditore opta per il pignoramento in busta paga, l’atto di pignoramento viene notificato contestualmente a debitore e datore di lavoro, che deve trattenere la somma pignorata prima di consegnare la retribuzione al dipendente.

Il datore di lavoro, dal canto suo, una volta ricevuto l’atto di pignoramento dall’ufficiale giudiziario deve dichiarare al creditore, entro 10 giorni o tramite Pec o tramite raccomandata, che il rapporto di lavoro è ancora in corso e l’ammontare della busta paga.

Nel momento in cui si conosce la somma dello stipendio percepito dal debitore, si effettua il calcolo della somma pignorabile e da quel momento il datore di lavoro è obbligato a trattenere la somma stabilita dal Giudice dal netto dello stipendio fino a quando il debito non viene del tutto estinto e il prestito, dunque, interamente ripagato.

Quanto si può pignorare dallo stipendio

La somma massima che si può pignorare dallo stipendio presso l'azienda per cui si lavora nel caso di rimborso per un prestito non pagato dipende chiaramente dalla cifra della retribuzione: per stipendi fino a 2.500 euro, la quota pignorabile è 1/10; per stipendi tra 2.500 e 5mila euro, la quota pignorabile è di 1/7; per stipendi oltre i 5mila mila euro, la quota pignorabile è di 1/5.

Nel caso di conto cointestato, l’ultimo stipendio accreditato non è pignorabile. E’ bene, inoltre, sottolineare che la tredicesima mensilità non viene mai pignorata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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