Posso cambiare orario di lavoro per un giorno o alcune settimane se devo curare figli secondo leggi e CCNL 2021

Anche nel caso di applicazione dell'orario flessibile per via di necessità personali da parte del lavoratore, occorre sempre prestare attenzione alla fase dei controlli.

Posso cambiare orario di lavoro per un g

In caso di cura dei figli si può cambiare orario di lavoro?

Il cambiamento dell'orario di lavoro nel caso di cura di figli è una delle richieste che il lavoratore può proporre al datore. Dal punto di vista normativo, lo strumento di riferimento è l'orario di lavoro flessibile.

Le esigenze dei lavoratori cambiano nel tempo e anche a distanza di tempo possono sorgere necessità differenti rispetto a quelle dei primi anni di attività. Pensiamo ad esempio a un lavoratore che diventa genitore a distanza di alcuni anni dall'assunzione e che magari si trova nella circostanza situazione di dover provvedere alla cura dei figli.

Quali sono i suoi diritti? Ad esempio, il dipendente può chiedere di mutare l'orario di impiego? Quali sono le possibilità a disposizione per contemplare l'esigenza di produzione del datore e quella dei provvedere alla cura dei figli del lavoratore?

Approfondiamo questi aspetti nell'articolo e più esattamente:

  • In caso di cura dei figli si può cambiare orario di lavoro o no

  • Controlli sull'applicazione dell'orario flessibile sul lavoro

In caso di cura dei figli si può cambiare orario di lavoro o no

Il cambiamento dell'orario di lavoro nel caso di cura di figli è una delle richieste che il lavoratore può proporre al datore.

Dal punto di vista normativo, lo strumento di riferimento è l'orario di lavoro flessibile. In tutti i casi, l'orario settimanale di lavoro non può superare le 48 ore per un periodo di 7 giorni, al di là dalla forma scelta. durata media dell'orario di lavoro deve essere calcolata facendo riferimento a un periodo fino a 4 mesi.

Si ricorda che la contrattazione collettiva può aumentare questo limite a 6 mesi proprio in base alla contrattazione collettiva, oppure a 12 mesi, in presenza di ragioni obiettive, tecniche o relative all'organizzazione del lavoro che debbono essere messe nero su bianco nel contratto.

Alla base dell'opzione del sistema flessibile c'è la volontà di offrire la possibilità di scelta al lavoratore di iniziare l'attività quotidiano in un intervallo temporale ben preciso, nel rispetto comunque dell'orario giornaliero previsto.

Il dipendente può così sfruttare questa flessibilità per esigenze familiari, come provvedere alla cura dei figli. Ma non può essere utilizzato in attività legate al rispetto di orari di apertura e chiusura.

Non bisogna confondere questa opzione con l'orario di lavoro multi-periodale con cui l'orario di lavoro può essere dislocato in un ambito temporale superiore rispetto a quello settimanale.

Controlli sull'applicazione dell'orario flessibile sul lavoro

Anche nel caso di applicazione dell'orario flessibile per via di necessità personali da parte del lavoratore, occorre sempre prestare attenzione alla fase dei controlli sulla reale situazione.

L'ispezione si concretizza nell'acquisizione delle dichiarazioni dei dipendenti trovati al lavoro in relazione al godimento delle ferie in forma individuale o collettiva e in quale misura, per le ferie non godute nell'anno di maturazione quali sono i criteri adottati, all'articolazione multi-periodale dell'orario di lavoro, con riferimento ai periodi di inattività o di minore orario settimanale o giornaliero, all'orario normale di lavoro effettivamente svolto e in base a quali fasce orarie giornaliere e settimanali.

E poi ai riposi giornalieri o settimanali effettivamente goduti e in quali giornate, all'esistenza di eventuale lavoro straordinario e di eventuale turnazione, all'effettuazione eventuale del lavoro notturno con i relativi soggetti, a eventuali assenze periodiche ricorrenti o prolungate da parte di singoli dipendenti, alla modalità di comunicazione delle variazioni dell'orario di lavoro, all'effettuazione delle visite mediche per i lavoratori notturni, allo svolgimento di eventuale lavoro straordinario, all'articolazione delle pause.

Quindi si passa all'acquisizione e all'esame della documentazione di lavoro con riferimento al controllo delle retribuzioni corrisposte con le eventuali maggiorazioni retributive e con la coincidenza delle presenze, al rilevamento delle pause e dei riposi compensativi concessi per il lavoro straordinario, alle ore lavorate in regime di turnazione e per attività notturne, alla documentazione obbligatoria di lavoro in materia di orario, alla menzione dei riposi settimanali e delle ferie godute, all'esistenza dei motivi di assenza dal lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il